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WS-critica

19 settembre 2004

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Tim Bray (per chi non lo conoscesse, un’autorità nel campo della ricerca testuale, uno degli ideatori dell’XML e attualmente Director of Web Technologies all Sun) ha pubblicato oggi sul suo weblog una critica allo stato delle specifiche su SOAP ed i Web Services.

[...] Per quanto ci provi, continuo a pensare che lo stack WS-* sia gonfiato, opaco, e troppo complesso. Penso che sia difficile da capire, difficile da implementare, difficile da far interoperare, e difficile da rendere sicuro.

[...] Guardo Google e Amazon e EBay e Salesforce e li vedo fare decine di milioni di transazioni al giorno che richiedono pompare XML avanti e indietro su HTTP, e non posso fare a meno di notare che non sembrano avere molto bisogno del WS-apparato.

[...] Ho intenzione di restare fuori dai giochi e guardare i WS- visionari e WS-sognatori e WS- evangelisti procedere e WS- costruire i loro WS-futuri. Dato che mi è capitato di prendere delle cantonate prima d’ora, e può darsi che se ne escano con qualcosa che WS- funziona e che la gente vorrà WS-usare. E se lo faranno, mi alzerò e dirò "mi sono WS- sbagliato".

Per chi come noi è stato sempre scettico verso l’hype e l’overingegnerizzazione che da sempre circondano i Web Services, le parole di Bray sono una ventata di aria fresca, e ci fanno sentire un po’ più sicuri di noi stessi quando (spesso, purtroppo) ci capita di avere a che fare con consulenti di note società che parlano solo per acronimi e proclamano che ogni progetto degno di tale nome non possa fondarsi che su Java o .Net e l’implementazione di qualche migliaio di pagine di WS-specifiche.