altre destinazioni

ultimi post

ultimi commenti

tag principali

archivi

powered by

  • WPFrontman + WP

friends

copyright

  • © 2004-2011
    Ludovico Magnocavallo
    tutti i diritti riservati

Deliri quotidiani

25 ottobre 2004

Come spesso accade il lunedì oggi è una giornata lenta con poche notizie, così per allietarvi un po’ l’umore dopo l’AfroNinja vi propongo qualche altro delirio quotidiano trovato sul mitico Museum of Hoaxes:

  • Extreme Kidnapping è un servizio disponibile negli Stati Uniti per chi vuole provare l’ebbrezza di essere rapito (con buona pace di chi ha avuto la sfortuna di provare l’esperienza sul serio, e magari non ne è uscito vivo); simile Designer Kidnappings che ha fatto parlare di sé lo scorso anno a New York, dimostrando che basta portarsi dietro una telecamera per compiere qualsiasi nefandezza in pubblico impuniti.
  • Enslave New Zealand è un partito politico australiano che si propone di invadere la Nuova Zelanda e rendere in schiavitù i suoi abitanti, profittando della politica difensiva dei Kiwi che si sentono protetti da possibili invasioni, dato che per raggiungere il loro paese si deve fare tappa obbligata in Australia.
  • l’"artista" tedesco Karl-Friedrich Lentze ha appena richiesto un brevetto per un arnese raddrizza-banane (quelle vere, gialle e con l abuccia), dopo aver partorito idee felici e geniali come i bordelli per cani, una causa alla Corte Internazionale dell’Aia contro il papa per la sua opposizione all’uso dei preservativi, la richiesta ad uno zoo di poter gettare in pasto ai piranha il proprio cadavere dopo morto.

Yahoo! acquista Stata Labs

24 ottobre 2004

1 commento

Dopo l’acquisto di Oddpost di cui abbiamo parlato tre mesi fa, Yahoo! ha acquistato questa settimana Stata Labs, il cui prodotto di punta Bloomba è un client di posta basato su un potente motore di ricerca desktop definito da alcune recensioni il Google dell’email. La competizione tra Yahoo! Google e Microsoft per la conquista del desktop attraverso applicazioni web e locali si sta lentamente delineando, nei prossimi mesi ne vedremo delle belle.

Segnalazioni veloci da Qix.it

23 ottobre 2004

Eminem anti-Bush

23 ottobre 2004

Via Boing Boing link ad un estratto da Mosh, il nuovo inno anti-Bush di Eminem. Il brano può anche essere ascoltato in streaming Real Audio o ASX. Chi volesse capire cosa dice Eminem può leggere il testo del brano.

Greylisting e SPAM

23 ottobre 2004

Il greylisting è una tecnica antispam piuttosto nuova ideata da Evan Harris che, a differenza delle tecniche e dei software più diffusi come SpamAssassin o SpamBayes, adotta un approccio elegante e poco invasivo che ho trovato affascinante e che provo a spiegarvi in questo post che credo sarà un po’ lunghetto.

Il greylisting sfrutta il comportamento dei server che inviano lo spam, tipicamente programmi per il mass-mailing che non rispettano le specifiche del protocollo SMTP (il protocollo utilizzato per l’invio e la ricezione di messaggi di posta su Internet), per intrappolarli ed evitare la ricezione dei messaggi di spam senza doverne esaminare il contenuto. Il suo nome è un gioco di parole sui termini blacklist e whitelist, utilizzati dai software antispam per designare le liste che rifiutano o accettano incondizionatamente i post a seconda della loro origine.

In pratica, il greylisting esamina il contenuto dell’envelope SMTP (che riporta il mittente ed i destinatari del messaggio scambiati tra i server, non quelli riportati all’interno del messaggio) e lo associa all’indirizzo IP del server mittente. Se l’insieme di questi dati è conosciuto al filtro di greylisting, il messaggio viene lasciato passare. Se i dati non sono mai stati visti prima, viene restituito al server mittente un errore temporaneo che viene interpretato da un server di posta come una richiesta di posporre l’invio, ma non viene di solito gestito dai programmi di mass mailing che non sono così in grado di recapitare lo spam.

I vantaggi del greylisting sono evidenti: minimo impatto sull’infrastruttura di posta, risparmio di banda, bassissima manutenzione, spostamento del consumo di risorse sugli spammer. L’unico svantaggio è un ritardo nella ricezione dei messaggi di posta legittimi.

Il greylisting può venire combinato con altre tecniche come quella utilizzata da MSN, che sfrutta la ridondanza implicita nell’SMTP per "intrappolare" lo spam e renderne impossibile la consegna.

Se volete provarlo, leggetevi l’esperienza di R. I. Pienaar, le considerazioni di Jeremy Zawodny, o scaricate una delle numerose implementazioni disponibili per i principali server di posta o un proxy SMTP utilizzabile con qualsiasi server di posta.

Afroninja

23 ottobre 2004

AfroNinja

Ogni tanto qualche blog silenzioso che ho nell’aggregatore si risveglia, oggi è toccato a Waxy.org con un post demenziale che vi ripropongo, dato che è sabato e non credo ci saranno molte news serie.

Andy scrive che finalmente, dopo settimane di ricerca e dopo avere offerto invano 50$ su Google Answers per la risposta, è riuscito a scoprire l’identità del povero AfroNinja che vedete in questo filmato. Non è un dilettante, ma uno stuntman professionista che stava facendo un’audizione per una pubblicità della Nike. Buona visione…

Cadaveri e baseball

22 ottobre 2004

Tra i tanti echi della incredibile vittoria dei Red Sox contro i New York Yankees giunti fino a noi, via Ongoing / ColbyCosh vi riportiamo quello più curioso e meno legato ai dettagli di uno sport che in Italia non siamo in grado di apprezzare.

Fox Sports riporta che per permettere a Schilling, lanciatore dei Red Sox, di giocare al 100% nella ultima e decisiva partita i medici della squadra si sono inventati un nuovo tipo di intervento, e che prima di applicarlo al giocatore l’abbiano provato su un cadavere. L’intervento è consistito in tre punti di sutura applicati alla caviglia, con cui legare pelle e muscoli sottostanti per creare una sorta di muro che tenesse al suo posto il tendine ballerino del giocatore.

Pare che, a parte un po’ di sangue e siero che hanno bagnato la calza di Schilling durante la partita, l’intervento abbia funzionato perfettamente. Credo che nemmeno Hollywood sarebbe stata in grado di inventarsi una storia simile (cadavere compreso) e propinarcela in uno dei tanti film sullo sport più amato d’America.

Blog iracheni

21 ottobre 2004

Via Scripting News, un editoriale del Wall Street Journal sui blog dall’Iraq (tutti in inglese, ovviamente). Buona parte dell’editoriale è dedicata a Iraq the model, un blog cui contribuiscono dottori e personale medico iracheno che hanno a quanto pare un’istruzione universitaria obbligatoriamente in lingua inglese. Altri blog citati sono A Line in the Sand tenuto da un sergente dell’esercito americano (decisamente patriottico vista la grafica), Back to Iraq di un corrispondente di Time che contiene anche video dall’Iraq, e A Family in Baghdad curato da una famiglia irachena (padre escluso, a quanto sembra). La politica (e particolarmente la politica americana) non è il nostro forte e non conosciamo quindi la linea editoriale del WSJ, ma ci sembra che l’editoriale in questione sia decisamente critico nei confronti di Kerry.

Aggiornamento Curiosando sui blog citati dal WSJ si scoprono (ovviamente) altre risorse dall’Iraq come i blog My War e The Questing Cat, o Bloggers 4 Freedom un sito (pro Bush?) che elenca blog di soldati americani e civili iracheni. Si scoprono anche notizie decisamente più drammatiche a proposito del Darfur di cui abbiamo parlato qualche giorno fa: Channel News Asia e l’ICC Report riportano una notizia divulgata dal quotidiano tedesco Die Welt e da un’organizzazione umanitaria finlandese, secondo cui il Sudan e la Siria avrebbero testato armi chimiche (secondo A Line in the Sand sviluppate dagli ex tecnici di Saddam migrati in Siria) sulla poloazione del Darfur. Agghiacciante il resoconto di Die Welt riportato da Channel News Asia: "[...] era stato proposto che le armi fossero testate sui ribelli dell’SPLA, il Sudan People’s Liberation Army, nel sud. Ma dato che i ribelli stavano conducendo negoziati di pace, il quotidiano [Die Welt] continua, il governo Sudanese propose di testare le armi sulla popolazione del Darfur." Come al solito, non abbiamo né i mezzi né le competenze per garantire l’attendibilità della notizia, ma le voci che giungono dal Sudan sono sempre di più e sempre più tetre.