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Classificazione sociale e distribuita

25 ottobre 2004

francesco

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Dalla settimana scorsa sul web si discute di metadati, tag e classificazione sociale: un argomento che è saltato fuori anche con il nostro post su Webnotes e i TiddlyWiki. Venerdì ne ha parlato entusiasta anche Joi Ito. Ecco qualche link, con due paragrafi per condensare in italiano alcune delle idee fondamentali.

La classificazione sociale è un nuovo stile di architettura dell’informazione per l’ambiente di rete, oltre l’ambito tradizionale del sito e della pagina web. Unisce la gestione di dati personali con i principi del social software, basato sulle dinamiche di gruppo. Gli esempi di successo: Flickr e del.icio.us, entrambi pensati per tipi di file difficili da organizzare o condividere.

La generazione di metadati diventa collaborativa, volontaria, libera e sopratutto non basata sulla gerarchia del filesystem. L’organizzazione dei dati perde la logica cosidetta top down (ad es. la scelta fra le opzioni fisse di un menu a tendina) per passare a quella inversa, che lascia al singolo individuo campo libero. Cataloga la tua roba come e quanto vuoi: sarà poi il gruppo a definire cosa è utile e cosa funziona veramente, quali sono i termini giusti e le categorie più popolari.

I tag (etichette) sono veloci e molto economici: spaventano i tradizionalisti ma funzionano bene, come i wiki e l’enciclopedia aperta. L’efficacia compensa l’imprecisione di questi sistemi aperti, dove l’autonomia prende il posto dell’autorità e il potere di controllo viene distribuito insieme al lavoro di chi partecipa.