altre destinazioni

ultimi post

ultimi commenti

tag principali

archivi

powered by

  • WPFrontman + WP

friends

copyright

  • © 2004-2011
    Ludovico Magnocavallo
    tutti i diritti riservati

Ebook per Gameboy

23 novembre 2004

Ebook per GameBoy Se come me siete fissati con gli ebook, vi sarete chiesti più volte perchè non viene prodotto un palmare semplicissimo commercializzato ad un prezzo simile a quello del Game Boy e comunque inferiore ai 100 euro, che permetta di leggere libri elettronici ed ascoltare mp3. Non dovrebbe fare nulla di sofisticato né avere componenti moderni, basterebbero uno schermo mezza VGA (240×320, il doppio di quello del GameBoy) anche in bianco e nero, un collegamento USB 1.0, uno slot Compact Flash o MMC e l’alimentazione a pile (con una mini batteria tampone). Credo che sarebbe un successo fenomenale, specie se usato nelle scuole come sostituto dei libri di testo.

Mi sono posto per l’ennesima volta questa domanda poco fa, quando curiosando sul sito del progetto Gutenberg mi sono imbattuto in due lettori di ebook per GameBoy. Se avete uno di questi aggeggi, potete scrivere le cartucce flash del Game Boy e tollerate lo schermo microscopico, date un’occhiata al Game Boy Book Reader o all’E-Book Advance, quest’ultimo disponibile sia in formato verticale che in formato orizzontale (che vedete nell’immagine).

Monitor TFT, Windows e risoluzione video

22 novembre 2004

Sarà capitato anche a voi, ora che i prezzi dei TFT sono diventati abbordabili, di vedere monitor configurati ad una risoluzione non ottimale. Come molti sapranno, i monitor TFT supportano infatti in maniera nativa un’unica risoluzione (di solito 1024×768 per i 15″ e 1280×1024 per i 17″), emulando le altre in maniera approssimativa e sfuocata.

La questione, apparentemente di semplice risoluzione, si fa più complessa quando si usa Windows ed occorre impostare caratteri più grandi del normale. Non tutti sanno infatti che in Windows la grandezza dei caratteri può essere impostata direttamente solo fino ad una certa dimensione, oltre la quale occorre modificare la definizione in dpi (dot per inch), ossia quanti pixel sullo schermo (misura virtuale) corrispondono ad una certa misura reale.

Molti utenti quindi, non capendo nulla delle varie impostazioni, per ingrandire i caratteri abbassano la risoluzione dello schermo, cosa che funzionava bene (pur diminuendo lo spazio utilizzabile dalle applicazioni) sui monitor a tubo catodico, e che funziona male sui nuovi monitor TFT.

E non sono solo gli utenti digiuni di tecnica ad imbattersi in questo problema, come potete leggere in un post pubblicato da poco da Scoble dove la vittima di turno è Dave Winer che, nonostante la confusione mentale che ogni tanto dimostra, in quanto a tecnica e familiarità con i PC non è proprio uno sprovveduto. E nemmeno Scoble è riuscito ad impostare correttamente il PC di Dave sui due piedi, ma per trovare i settaggi giusti ha dovuto aspettare di tornare a casa e fare un po’ di prove sul proprio PC. E sembra che la risoluzione del monitor non sia l’unico problema di Dave con il suo PC.

Morale della storia, se volete veramente un sistema user friendly non è detto che Windows sia la soluzione migliore….

Podcast: talk show con Sasaki

17 novembre 2004

Marco, Simone e Luca Lizzeri Come promesso, ieri sera avevamo in studio Sasaki Fujika alias Simone, cui si è aggiunto in extremis Luca di Wikilab. La verve di Sasaki e il nostro nuovo setup con due microfoni (che a un certo punto hanno iniziato a mostrare segni di scompenso generando una leggera eco), hanno poco a poco trasformato la trasmissione da intervista in talk show. Credo che questo cambiamento, che dà maggior vivacità e più argomenti alla trasmissione, sia positivo per voi ascoltatori come è stato divertente per noi che eravamo in studio. Fateci sapere le vostre opinioni.

Con questo podcast riprendono le pillole di Luca di Pandemia, anche se per problemi tecnici dovuti al nostro nuovo setup siamo purtroppo riusciti a recuperare Luca via Skype solo al termine della trasmissione.

Come al solito, potete scaricare direttamente l’mp3 o sottoscrivere il feed RSS con le enclosure se usate iPodder o un programma simile.

Alcuni dei temi e delle risorse di cui abbiamo parlato:

Pillole

15 novembre 2004

Due pillole mattutine dal sempre interessante Jeremy Zawodny:

  • SeeYou, per chi in aereo si annoia e vuole seguire il volo sul proprio palmare via GPS
  • Color Scheme Generator un’intelligente e ben fatta applicazione DHTML per decidere le combinazioni di colori web

Podcast: Microspie e Luca Lizzeri di Wikilab

14 novembre 2004

Luca Lizzeri e Francesco

Il podcast di oggi non ha la solita sigla ma si apre con la promo della nuova rubrica di Sasaki Fujika Microspie, che dalla prossima settimana sarà ospite fisso dei podcast di Qix.it e ci parlerà di fantapolitica nazionale e internazionale.

Per questa trasmissione ci ha raggiunto in studio Luca Lizzeri di Wikilab, con cui abbiamo parlato di temi “caldi” come la lotta alla pirateria informatica, il copyright in rete, la pubblicità nei blog. Crediamo sia il migliore podcast che abbiamo registrato fin’ora, grazie allla competenza e professionalità di Luca e alla sua presenza dal vivo, che ha contribuito a creare un clima da vera e propria diretta.

Come al solito, potete scaricare direttamente l’mp3 o sottoscrivere il feed RSS con le enclosure se usate iPodder o un programma simile.

Alcune risorse citate:

Se non lo avete ancora visto...

13 novembre 2004

Flash CV Se non lo avete ancora visto, non perdetevi il curriculum in Flash di Alexandre Guéniot, veramente uno spasso. Il CV è disponibile in francese cantato in rima, o in inglese cantato con forte accento. Via Jeremy Zawodny.

Non basta essere giornalisti...

12 novembre 2004

1 commento

Non basta essere giornalisti per poter scrivere cose sensate su un argomento, specie se tecnico o tecnologico. Questa mattina prima di prendere il metrò compro il Venerdì di Repubblica, lo apro a caso, inizio a leggere e mi imbatto in questa chicca a firma Ernesto Assante (titolo del pezzo Nuovi pirati all’assalto del web):

[...] l’era degli hacker con un’etica [quali?], il cui principale scopo era quello di dimostrare l’insicurezza dei sistemi o la loro abilità personale, sta per finire. [...] gli hacker della nuova generazione, quelli “pericolosi” per intenderci, non sono disponibili per interviste. [...] In rete c’è ovviamente molto sul tema, a partire da un saggio, Great Hackers di Paul Graham…

Arrivato a questo punto sono saltato sulla (dura) panchina dove stavo aspettando l’arrivo del treno, mi sono messo a ridere da solo (per lo sconforto?) e ho fatto un’orecchia alla pagina per non dimenticarmi di commentare lo svarione come troppe volte è successo. Ma come si fa a scambiare ancora hacker con cracker? E come si fa a scrivere di tecnologia per il primo (o secondo?) quotidiano nazionale e sparare una cazzata del genere, citando a sproposito e fuori contesto e dimostrando di non aver letto (credo, l’alternativa sarebbe di avere letto e non capito) quello che si cita?

Non è obbligatorio aver letto la definizione di Stallman o le mille altre disponibili in rete per cogliere il significato corrente del termine hacker, bastava qualche paragrafo di Great HAckers per capire che il testo di Graham tratteggia un ritratto dei guru delle nuove tecnologie, quelle persone di talento innamorate del proprio lavoro e appassionate da problemi complessi e sfide apparantemente impossibili, in grado di far fare un salto di produttività e qualità alle aziende per cui lavorano.

Tra i giornalisti sta cominciando ad andare di moda avere un proprio blog (dove magari scrivere cose tipo “Questa la copionicollo dal sito di Luca Sofri” sic), non sarebbe forse ora dare inizio al processo contrario, affidare le sezioni tecniche e tecnologiche di quotidiani e riviste a stampa a chi con la tecnica e la tecnologia è a stretto contatto tutti i giorni per professione? Si perderebbe sicuramente in stile (ma ne siamo sicuri?) ma ci si guadagnerebbe in qualità e correttezza dei contenuti.

Il commento che segue mi è stato inviato privatamente da Luca di WikiLab, che mi ha in seguito dato il permesso di pubblicarlo qui.

La punizione più severa per certi giornalisti è la futura irrilevanza.

Si sono accorti di perdere di significato e provano a mettere su blog pensando che il problema fosse il format.

Ma il blog mette a nudo in maniera ancora più impietosa che il problema è la povertà dei contenuti.

Dispiace che Scalfari si preoccupi così poco della qualità dei contenuti tecnologici di Repubblica (chi riesce a leggere gli scritti tecnologici su Affari e Finanza sa di cosa si parla).

Ma se Scalfari non se ne preoccupa, i lettori piano piano lo faranno…

Il nuovo motore di ricerca Microsoft

11 novembre 2004

MSN beta Il nuovo motore di ricerca Microsoft di cui si è tanto parlato ultimamente è visibile in versione beta. Non so se sarà il Google killer come alcuni dicono (cosa che ha fatto scendere le azioni di Google nei giorni scorsi), o se le funzionalità di ricerca avanzate saranno veramente utili al navigatore comune che è poi quello che decide del successo o meno di un servizio.

Per quanto mi riguarda continuerò a preferire Google, dando ragione a Francois Schiettecatte (CTO di Feedster) che nella sua ultima intervista su IT Conversations raccontava che gli utenti spesso tendono a preferire un motore di ricerca per abitudine e familiarità, anche quando ne sono disponibili di più avanzati e funzionali. E dai nostri log come da quelli di altri che hanno notato la stessa cosa e ne hanno scritto, sembra che Google abbia una frequenza ed una profondità di visita dei siti molto molto più alta rispetto a quella di MSN, cosa che fa pensare ad una base dati più estesa e aggiornata.

via Scripting News