Il prossimo numero di Business Week ha un pezzo interessante sui progetti per il non profit di Pierre Omydiar, fondatore e tutt’ora presidente di EBay. A fine agosto Omydiar ha scritto sul suo weblog di come è arrivato a creare Omidyar Network e dei principi su cui è basata la fondazione. La segnalazione dell’articolo arriva da Buzz Machine, che ne approfitta per parlare della propria partecipazione con una Blogger Challenge al progetto Spirit of America in aiuto all’Iraq.
Se come me siete fissati con gli ebook, vi sarete chiesti più volte perchè non viene prodotto un palmare semplicissimo commercializzato ad un prezzo simile a quello del Game Boy e comunque inferiore ai 100 euro, che permetta di leggere libri elettronici ed ascoltare mp3. Non dovrebbe fare nulla di sofisticato né avere componenti moderni, basterebbero uno schermo mezza VGA (240×320, il doppio di quello del GameBoy) anche in bianco e nero, un collegamento USB 1.0, uno slot Compact Flash o MMC e l’alimentazione a pile (con una mini batteria tampone). Credo che sarebbe un successo fenomenale, specie se usato nelle scuole come sostituto dei libri di testo.
Mi sono posto per l’ennesima volta questa domanda poco fa, quando curiosando sul sito del progetto Gutenberg mi sono imbattuto in due lettori di ebook per GameBoy. Se avete uno di questi aggeggi, potete scrivere le cartucce flash del Game Boy e tollerate lo schermo microscopico, date un’occhiata al Game Boy Book Reader o all’E-Book Advance, quest’ultimo disponibile sia in formato verticale che in formato orizzontale (che vedete nell’immagine).
La storia di Trixie, dal nuovo weblog di Jesse James Garret (aveva un weblog quando i blogroll non esistevano e in un quarto d’ora era fatta). Trixie Update è il sito dove un papà techie segnava gli orari del pargolo ogni giorno (biberon, patelli, nanna). Trixie Tracker è il servizio hosted nato dal successo del primo progetto, la versione beta dovrebbe essere pubblica per i primi di Gennaio. Non è esclusa una distribuzione libera del codice per hacker.
Ho trovato un weblog giapponese con uno studio, sviluppato su Google con una tecnica già vista in passato. Misura l’attenzione per uno stesso concetto sul web giapponese (ideogrammi) e su quello anglofono. I numeri sono più o meno 300 milioni di utenti per l’inglese contro 67 milioni di mangiatori di sushi. Le comparazioni hanno il pregio non comune di essere leggibili, mentre il sito ha una gradevole paletta di verdi da copiare. Morale della favola: i giapponesi sono pazzi per gli ionizzatori ma di Kurosawa e del copyright non gli importa molto. Oggi è uscito anche Babelplex, un abbozzo della ricerca multilingue di là da venire.
Sarà capitato anche a voi, ora che i prezzi dei TFT sono diventati abbordabili, di vedere monitor configurati ad una risoluzione non ottimale. Come molti sapranno, i monitor TFT supportano infatti in maniera nativa un’unica risoluzione (di solito 1024×768 per i 15″ e 1280×1024 per i 17″), emulando le altre in maniera approssimativa e sfuocata.
La questione, apparentemente di semplice risoluzione, si fa più complessa quando si usa Windows ed occorre impostare caratteri più grandi del normale. Non tutti sanno infatti che in Windows la grandezza dei caratteri può essere impostata direttamente solo fino ad una certa dimensione, oltre la quale occorre modificare la definizione in dpi (dot per inch), ossia quanti pixel sullo schermo (misura virtuale) corrispondono ad una certa misura reale.
Molti utenti quindi, non capendo nulla delle varie impostazioni, per ingrandire i caratteri abbassano la risoluzione dello schermo, cosa che funzionava bene (pur diminuendo lo spazio utilizzabile dalle applicazioni) sui monitor a tubo catodico, e che funziona male sui nuovi monitor TFT.
E non sono solo gli utenti digiuni di tecnica ad imbattersi in questo problema, come potete leggere in un post pubblicato da poco da Scoble dove la vittima di turno è Dave Winer che, nonostante la confusione mentale che ogni tanto dimostra, in quanto a tecnica e familiarità con i PC non è proprio uno sprovveduto. E nemmeno Scoble è riuscito ad impostare correttamente il PC di Dave sui due piedi, ma per trovare i settaggi giusti ha dovuto aspettare di tornare a casa e fare un po’ di prove sul proprio PC. E sembra che la risoluzione del monitor non sia l’unico problema di Dave con il suo PC.
Morale della storia, se volete veramente un sistema user friendly non è detto che Windows sia la soluzione migliore….
La BBC ha iniziato in questi giorni ha sperimentare il podcasting in uno dei suoi programmi radio di successo, “In Our Time”. I test dovrebbero durare fino a fine anno e aiuteranno BBC a capire le potenzialità di questo nuovo sistema per la sottoscrizione automatica di contributi audio Mp3.
E’ possibile iscriversi al feed RSS oppure scaricare il file Mp3 o Real.
Saranno pure degli stralunati ma ogni tanto tirano fuori oggetti veramente divertenti.
Oggi ho scovato un produttore giapponese di prodotti elettronici fuori da ogni logica:
- chiavi USB Sushi, in vendita su dynamism.com
- chiavi USB a forma di paperotto
- una penna con telecamera
Assolutamente da vedere la pagina con la galleria di foto ambientate delle chiavi USB a forma di papera.