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Alla tavola dei piccoli

26 settembre 2005

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WebDaysNon mi è mai piaciuto sedere alla “tavola dei grandi” durante le feste in famiglia (quando ancora ci andavo), molto meglio sedersi con i più piccoli e potersi alzare e fare casino. Quindi sabato sera, alla cena blogghica seguita al secondo giorno di WebDays, avrei dovuto essere contento della sistemazione.

Certo, passare in qualche mese da un elegante ristorante di Parigi seduto tra Doc Searls e Jason Calacanis, ad uno scalcinato (almeno dal punto tecnologico) e un po’ desolante cyber-locale di Torino fa un certo effetto. E ancora più effetto mi hanno fatto il basso livello della (pseudo) conferenza e i soliti giochi di pubbliche relazioni che qui, sinceramente, potevano essere evitati data la fama non proprio mondiale di relatori e organizzatori. Ora capisco perchè alcuni amici ben posizionati nella gerarchia blogghica italiana mi avevano sconsigliato di partecipare, dopo esperienze analoghe negli anni scorsi.
Non mi aspettavo certo un evento di livello pari a Reboot 7.0 organizzato in Danimarca pochi mesi fa, ma speravo in qualcosa di meglio delle lezioncine sui tag e delle perle di saggezza elargite da De Kerckhove, che non mi sembra comunque tra i protagonisti delle innovazioni di questi ultimi tempi. Ma forse sono io che sbaglio a leggere e ascoltare Sam Ruby, Tim Bray, Tim O’Reilly, Jason Calacanis, SvN, lesscode.org, le animate discussioni interne sul canale irc di TextDrive, ecc. Forse farei meglio a sintonizzarmi anch’io sulla lunghezza d’onda italiana, e pubblicare articoli di autocoscienza letteraria o seguire le mode intellettuali del momento, ovviamente dopo lobotomia (neanche troppo) parziale.
Note positive della serata: l’aperitivo “dei piccoli” prima della cena allietato dai racconti esilaranti di jtheo, uno dei pochi veri supergeek italiani (chiedetegli dell’asta su ebay per il mainframe da 900kg); gli scambi di esperienze tecnico/blogghiche con Tiziano; qualche chiacchiera con Gaspar e Lele.

40 commenti

  • Tiziano
    26 settembre 2005 #

    Condivido la tua opinione sulla manifestazione torinese. Gli incontri e le discussioni che hanno fatto da contorno all'evento ufficiale hanno però ampiamente compensato la delusione.

  • Alberto Mucignat
    26 settembre 2005 #

    meno male, pensavo di essere l'unico ad aver avuto le allucinazioni. cmq De Kerckhove non è l'ultimo arrivato e Sergio ha fatto una bella relazione sulle folksonomy, ma sul resto concordo e ho già scritto in merito.

  • theo
    27 settembre 2005 #

    Grazie! Adesso mi faccio una maglietta e magari pure un distintivo con la scritta "SuperGeek" :D Mi ha fatto veramente molto piacere conoscervi. Spero di potervi rivedere presto. PS I mainframe sono superati, sono già a caccia di quello zaurus meraviglioso. :D

  • Gaspar
    27 settembre 2005 #

    Ludo, è stato un piacere conoscervi di persona. Penso, se mi permetti, che le tue osservazioni siano ingenerose, se pur corrette.

    Non mi sembra giusto paragonare l’evento di Parigi, internazionale e specialistico, con quello di Torino, locale e divulgativo. Piani completamente diversi ma soprattutto (e purtroppo) premesse internettiane lontanissime, se pensi ad esempio alla diversa penetrazione della banda larga tra Italia e resto del mondo.

    Tradotto in italiano: meno soldi.

    E comunque: la storia di "jtheo in egitto" è valsa da sola il viaggio.

  • ludo
    27 settembre 2005 #

    Gaspar, grazie del commento. Come giustamente osservi i due eventi non sono paragonabili, ma è proprio questo il punto del mio post come reazione ai tanti peana entusiasti che ho letto ieri.

    WebDays mi è sembrata una manifestazione pretenziosa, che non sa decidersi tra la divulgazione populista e l’evento specialistico, non riuscendo ad essere nessuna delle due cose.

    Mi è piaciuto poco anche il vizio tutto italico di esaltare gli affabulatori rispetto a chi innova davvero. Siamo all’estrema periferia della rete, però anche da noi c’è chi (con fatica) crea e prova ad innovare, e mi sarebbe piaciuto decisamente di più ascoltare le loro esperienze piuttosto che le meditazioni di un signore che avrà pur scritto qualche bel libro utlizzato nei corsi di SI, ma non mi sembra proprio che possa essere definito un innovatore.

    E sinceramente i "tutorial" mi hanno fatto l’effetto di bigini.Che senso ha esaltare interventi che si riducono alla trasposizione minima di quanto scritto e ideato da altri?

    Capisci quindi perchè mi hanno fatto sorridere i soliti giochetti di potere e pubbliche relazioni. Una cosa (comunque discutibile IMHO) è leccare o esaltare gente del calibro di Doc o Calacanis, un’altra i relatori di WebDays.

    Riguardo alla banda larga, smettiamola di prendere scuse. Gli Stati Uniti sono *molto* più indietro di noi da questo punto di vista (così come lo erano sui cellulari), ma non mi sembra che abbiano problemi a creare ed innovare.

  • ludo
    27 settembre 2005 #

    Theo, prima di buttarti su uno Zaurus facciamo due chiacchiere (anche sui rispettivi blog). Secondo me faresti *molto* meglio a prendere un iPAQ o un Palm.

    Se fai le targhette "supergeek" ne voglio una anch’io, ovviamente da prendere all’asta su ebay. :)

  • Gaspar
    27 settembre 2005 #

    Ludo, capisco bene il tuo punto di vista. Quando organizzerai la prima conferenza italiana sugli innovatori in rete, io verrò a darti una mano (anche solo a reggere il microfono per le domande dal pubblico).

  • ludo
    27 settembre 2005 #

    Risposta classica per chiudere la discussione :)

  • Gaspar
    27 settembre 2005 #

    Guarda che dico sul serio

  • pendodeliri
    27 settembre 2005 #

    mi candido fin da subito per un intervento sul becerume informatico (suonerie, loghi, sfondi, teledotti, imbonitori del comdex, consulenti e hype cycle, le marcomms fatte di corsa, le riviste marchettare ect.) e anch'io dico sul serio! P

  • ludo
    27 settembre 2005 #

    Haha ok, grazie delle offerte di collaborazione. :)

    Veramente è un po’ che ci penso, ad una conferenza tipo quelle che si organizzano all’estero. Magari coinvolgendo Paolo e qualche altro imprenditore nostrano si riesce a mettere in piedi.

    Mi chiedo però quanti sarebbero disposti a pagare la quota di iscrizione, che per conferenze di questo tipo non è mai a buon mercato.

  • costanza
    27 settembre 2005 #

    ciao, premetto che parlo da privato, e che le opinioni che seguono sono sotto la mia esclusiva responsabilita’.

    Pur essendo stata tra gli organizzatori di webdays dello scorso anno, a questa edizione ho preferito il mare. Non per altro, ma sono 10 anni che si parla di queste cose e personalmente mi sono stufata. Anche delle pr dei poveri, dei santoni esoterici dell’acqua calda, del provincialismo di chi si sente dio solo perche’ e’ riconosciuto da 10 persone in croce, dedicandosi ad attivita’ sconosciute ai piu’ che pure dai pochi eletti vengono considerate il centro del mondo. Che palle.
    Mi sento pero’ di farti notare che la manifestazione e’ nata piu’ per introdurre la cittadinanza di una realta’ complessa come torino all’uso della rete, che come un meeting di qualita’ alta sotto il profilo intellettuale. Il pubblico, avrai notato, era spesso over 60, e la volonta’ degli organizzatori era di parlare a loro, ai vecchietti piu’ che a giovani e aitanti esperti.
    Sara’ che conosco l’entusiasmo con cui gli organizzatori hanno operato, ma credo che le tue aspettative fossero alte, troppo alte rispetto agli obiettivi della manifestazione che sono essenzialmente di divulgazione e pubblico servizio. Non era una conferenza internazionale, ma una 3 giorni di animazione di una citta’.
    Confesso che ho sempre trovato noioso anche il bisogno di presentarsi al bar sport declamando S.Agostino in greco antico, per poi lamentarsi di essere incompresi dalla massa di buzzurri.
    C’e’ un luogo per ogni cosa. ciao ciao mcostanza

  • ludo
    27 settembre 2005 #

    Costanza, dici bene che c’è un luogo per ogni cosa, e infatti mi sembra questo sia il mio blog, e qui mi sono espresso. Rispondo ad alcune delle tue osservazioni.

    Non avevo grandi aspettative se non quella di conoscere qualche blogger e socializzare, ciò che mi ha dato fastidio è la magnificazione di personaggi e interventi non eccezionali, e la "cricca di potere" che mi sembrava un po’ fuori luogo. Cricca in minoribus, certo, ma sempre cricca.

    Non mi sembra di dedicarmi ad attività sconosciute, né tantomeno che vi si dedichino le persone di fama che ho citato sopra. Piuttosto, spiegami come possono essere sconosciute loro, e interessante chi riassume il loro pernsiero e quello che fanno in interventi da bigino per gli "over 60".

    Mi sembra che pecchi di presunzione, se secondo te per parlare a "vecchietti" e al pubblico normale si devono evitare contenuti "di qualità alta sotto il profilo intellettuale". Ma forse tu sei una dei tanti italiani che pensano che siano meglio i varietà del sabato sera a una programmazione seria e di livello come fa all’estero la BBC.

    Non mi aspettavo una conferenza internazionale, ma qualcosa di interessante sul web e il mondo dei blog italiani sì, cosa che a mio parere non c’è stata.

    Per concludere, al "bar sport" non vado a declamare in greco antico (che non adopero dagli anni del liceo), ma a vedere la partita. Se però questa è noiosa, un po’ sciatta, e magnificata dai cronisti come un Italia-Germania 1970, beh allora un po’ mi innervosisco.

  • costanza
    27 settembre 2005 #

    hai ragione e’ il tuo blog, ma essendo pubblico ti ho detto quello che penso.
    Non credo che la divulgazione corrisponda alla spazzatura e sono convinta che webdays non e’ stato spazzatura. Non guardo la tv, men che meno il varieta’ e naturalmente amo bbc, ma purtroppo come ben sappiamo il mercato dell’infomazione inglese e’ dominato dal mirror e dagli scandali giornalistici di bassa lega. E tra il mirror–merda–e bbc–il top–puo’ ben esserci un "livello webdays". Che dici? E le decine di vecchietti che ascoltavano, quantomeno venerdi’, hanno dimostrato come gli organizzatori abbiano fatto centro.
    Il giudizio sull’ambiente adorante ti diro’, lo condivido. Non c’ero ma me lo immagino.
    Fuor di polemica, avendo ricevuto segnalazione del tuo post, ho pensato di proporti una prospettiva che spiegasse il perche’ la manifestazione non ti e’ szembrata "a livello".

    ciao ciao

  • ludo
    27 settembre 2005 #

    Grazie della sincerità, e del contributo alla discussione che (nonostante il mio approccio un po’ aggressivo) è ovviamente prezioso. :)

    Sono contento che WebDays abbia fatto centro con il pubblico alle prime armi. Spero che gli anni prossimi riesca a combinare il successo tra i "profani" con interventi stimolandi anche per chi ha un po’ più di esperienza, pescando dalla rete/blogosfera italiana che pur essendo di periferia ha comunque qualcosa da proporre.

    E temo che i giochi di potere siano inevitabili, tanto più qui da noi. Riguardo a questo, credo che dovrò rassegnarmi. :)

  • costanza
    27 settembre 2005 #

    sono piu' pessimista di te. La blog-o-sfera italiana non ha gran che da proporre perche' la componente giornalistica - di cui peraltro faccio parte - si e' ben guardata dal raccogliere la palla del ribaltamento delle "gerarchie" tra mainstream media e "fonti alternative" atterrita dall'idea di vedersi togliere qualcosa del gia' povero e iper freelance mercato italiano. Sul fronte blogger-per-piacere, come tu osservi, domina ben piu' la dinamica delle pr dei poveri per tirar su qualche fattura, articolo, partecipazione letteraria -venghino signori venghino - o protagonismo da aperitivo, rispetto al divertimento di scrivere per divertirsi o per fare la rivoluzione. Siamo lontani da dibattiti sul ruolo dei blogger stile ojr.org o cyberjournalist, per dirne due a caso. Ma per stabilire un ruolo istituzionale e rivoluzionario, di questo rivoluzionario strumento, ci vuole gente disposta a fare le proprie piccole rivoluzioni, e onestamente, per quel che vedo, non mi pare ci siamo nemmeno vicini. Comunque e' stato un piacere e scusa questo sbrodolo che non so nemmeno perche' mi e' venuto. pace! e' andata cosi ciao ciao

  • costanza
    27 settembre 2005 #

    e grazie per l'ospitalita':-)

  • ludo
    27 settembre 2005 #

    Nessuno sbrodolo, ma una prospettiva diversa e complementare allla mia da "tecnico", e per questo sicuramente interessante. Spero di rivederti su questi lidi. :)

  • Gaspar
    27 settembre 2005 #

    Ludo, ti faccio un trackback manuale qui Chissà che non ne nasca qualcosa.

  • Axell
    27 settembre 2005 #

    Eccomi qui… Sono Axell (diciamo il "direttore artistico" di WebDays)…
    Beh, diciamo che mi spiace. Prima di tutto perché fai paragoni un po’ strampalati e in secondo luogo perché usi la parola "cricca" che mi ferisce alquanto.
    Sai, anzi, non sai, che WD è nato sei anni fa per portare le tecnologie alle persone che non sapevano neanche cosa fosse la Rete. Negli anni abbiamo parlato di argomenti emergenti, nuovi o già conosciuti, ma senza il taglio di chi vuole dimostrare superiorità scientifica o saccenza tecnologica.
    Abbiamo avuto centinaia di persone in Digital Divide puro e di questo ne vado molto fiero.
    L’anno scorso abbiamo fatto un evento Blog di grosse proporzioni, perché pensavamo che il Blog potesse essere uno strumento da approfondire e un cavallo di troia contro il Digital Divide. Ed è stato un grande successo.
    Quest’anno siamo tornati ad una formula antica, portando esperti (bravi divulgatori) a contatto della gente normale (che ha partecipato numerosa anche sotto la pioggia copiosa). Abbiamo affrontato con semplicità argomenti che potrebbero risultare complessi. Non sempre è stato un successo, ma sicuramente non è stato un insuccesso.
    WD è semplicità e non è formato da nessuna cricca ideologica. E’ fatto di persone che sanno condividere e anche dialogare, in modo semplice, senza nascondersi dietro grandi nomi.

    Mi spiace che tu non abbia capito.
    Direi che proteggero’ la formula scanzonata e informale di WD sempre, anche quando non mi occupero’ più della sua organizzazione.
    E’ un valore prezioso.
    Ed è prezioso sentire tanti pareri, anche il tuo. Mi spiace che tu non mi abbia esposto i tuoi dubbi di persona.
    Ero nel tavolo degli organizzatori e dei relatori (non dei grandi) che doveva anche essere l’unico della serata.
    Non ci è piaciuto pero’ isolarci e dire che la cena era riservata. Ho telefonato io stesso nel pomeriggio per chiedere un grosso tavolo per tutti, ma non è stato possibile (E non ho visto isolamenti o trattamenti snobbistici).
    Sarà per la prossima volta.
    Tante care cose.

  • ludo
    27 settembre 2005 #

    Axel, risposta più o meno meditata (ma forse non ce n’è bisogno, a ognuno le sue idee ecc.) domani, ora a letto. Grazie comunque per il commento che ti fa onore, anche se di strampalato in quello che ho scritto non ci vedo granchè.

    Gaspar, ti coinvolgo per email nei prossimi giorni. Anche qui abbiamo cominciato a muoverci. :)

  • [...] Sono ahime finiti i webdays di Torino, sono stati tre giorni impegnati e stancanti (ho dormito 3-4 ore per notte al massimo) ma la fatica è stata ben ripagata. Le conferenze sono state interessanti (entro certi limiti) e soprattutto la compagnia meravigliosa, ho avuto modo di rivedere vecchi cari amici pazzi e di conoscere di persona altri che seguo online (elenco in rigoroso ordine sparso e parziale: Luca, Tiziano, Lele, Emanuele, Tambu, Ludo ed Enrica e ovviamente Enrico) . Pranzi, cene e viaggi in treno con queste persone hanno rappresentato i momenti più significativi della tre giorni appena passata e proprio su questo punto vorrei fare la mia prima considerazione: oggi ci sono i social software, i social bookmarking, i social photoblog e le audio conference in voice over ip ma alla fine per creare, sviluppare e cementare veramente amicizie e collaborazioni, non c’è niente di meglio di “du spaghi” in the real life. Proprio per questo trovo che anche l’edizione 2005 di Webdays sia da valutare positivamente, mi ha portato a chiaccherare con persone che difficilmente avrei incontrato altrimenti; di incontri “mondani” nella blogsfera italiana non ce ne sono molti e anche quelli meno tecnici sono da (imho) incoraggiare e quindi rivolgo i miei ringraziamenti più sentiti a tutta l’organizzazione della manifestazione e in particolare ad Axell. Per chi volesse seguire una discussione critica su quello che questa manifestazione rappresenta, potrebbe o dovrebbe essere vi consiglio di leggere il post di Ludo e i commenti che personalmente ho trovato molto illuminanti. Chissà che non nasca un reale progetto per un nuovo incontro più tecnico, in fondo di idee in proposito ce ce ne sono… Per quello che riguarda gli aspetti sociali della manifestazione spero di aver dato un buon contributo facendo il buffone come non capitava da tempo, ho pure avuto l’occasione per fare uno scherzo decisamente gustoso anche se involontario al povero Marco Candida. Dovete sapere che Marco insieme al buon Giulio Mozzi si appresta a preparare un nuovo laboratorio di scrittura creativa a Casteggio, ora una degli scopi di Marco è quello di avvicinare più gente possibile alla scrittura e alla lettura. Il popolo del blog come lo definisce Toni Siino è un popolo di screttori (scrittori/lettori) e rappresenta quindi il primo obiettivo da conquistare. Così mentre ci troviamo a cena, Candida mi chiede qualche consiglio sui nostri vicini di tavola, io escludo a priori Ludo (troppo macho con i muscoli e la maglietta aderente) e lo indirizzo a sua moglie Enrica (guarda che aria nobile ed intellettuale). Marco non se lo fa ripetere due volte parte all’attacco come un mastino! Dopo qualche minuto il nostro eroe si gira verso di me e noto che ha le orecchie da cocker ma preferisco non dire nulla per non metterlo in imbarazzo ed aspetto che mi racconti il suo insuccesso. Passano decine di secondi poi una voce sibilante dice “Ma tu, lo sapevi che insegna ad Harvard?” Avrei voglia di scoppiare a ridergli in faccia ma mi trattengo e chiedo quale materia insegni in una istituzione tanto prestigiosa. La curiosità prende il sopravvento, tira su le orecchiuzze e si rivolge di nuovo ad Enrica ma solo per pochi, per lui interminabili, secondi poi torna da me, coda fra le gambe e sospirando mi dice “Sanscrito”. Aveva la stessa espressione del bellone in Roxanne quando parlando della ragazza che ama e se ne esce con “non sarà mica un fisico nucleare” e Steve Martin gli risponde “Quasi, è un’astrofisica”. Assolutamente esilarante, avrei solo voluto condividerlo con certi stanchi doloranti timidoni, sarà per la prossima cena… Archiviato in: General [...]

  • theo
    28 settembre 2005 #

    Per l'iPaq sono molto in dubbio, le quotazione su ebay sono sempre abbastanza alte. Ho visto il nuovo zaurus in UK, tutto compreso (vat + trasporto) viene sui 150 euro quanto un winCE usato. Sono molto in dubbio, prendendo anche la scheda wifi e magari un po' di memoria vado oltre i 200 allora mi prendo un portatile, fa meno scena con gli amici ma pazienza :D

  • Marco
    28 settembre 2005 #

    Cari saluti ;-)

  • Alberto Mucignat
    28 settembre 2005 #

    Dopo un po' di discussione nata alla "tavola dei piccoli", Gaspar batte tutti sul tempo e segnala la nascita di UnConf, un appuntamento informale sull'innovazione nel web italiano, in cui a parlare non siano solo i filosofi del web, ma soprattutto quelli

  • pendodeliri
    28 settembre 2005 #

    Perfetto! Se mi chiamate, ho già pronto il mio intervento all-purpose, valido per qualsiasi conferenza sul "webbe" da 10 anni a questa parte. Eccolo: :-)

    —–

    L’intervendo "all-porpos" alla gonferenza sull’ICT (aisiti)

    Nella sua storia, si sa, l’uomo ha sempre avvertito l’esigienza di communigare. Per questo, dai segnali di fumo, ai dam dam, alla stele di Rosetta fino alle incredibbili autostrade dell’informazzione che oggi percorrono gli ogeani e i gondinendi, in quella che podremmo definire "la spaghettata dell’informazzione", la tecnologgia ha assecondato, per cosiddire, questa esigienza che ci ha resi veri e propri schiavi (sputacchio sulla prima fila) della communigazione.

    Eppure oggi un mondo senza communigazione è del tutto impensabbile. Provate a immaginare (primo RONF dalla platea): il cliende delefona al fornitore per un reclamo. Il fornitore attiva il castomercher, e attraverso un complesso sisdema integrato ad alta tecnologgia, il probblema del gliente viene risolto! (si sente un "MADDOVE?" dalle ultime file).

    Ebbene, in guesta semplige transazzione sono volati nell’etere, sottoterra, attraverso cavi reali e immaginari miliooni, cheddico, MILIARDI di ghilobbit! Una lunga seguenza di zzeri e di uni che assicurano la soluzione di un probblema, grazie a un vero e proprio miragole. Un miragole che si chiama: ibbiseness!

    (alla parola ibbiseness un ingegnere in prima fila cade in avanti, batte violentemente il capo sul pavimento e perde conoscenza: lo portano via).

    E allora oramai non ce gniente da fare: siamo tutti avvolti da milioni–cheddico–MILIARDI di chilomedri di cavi–cheddico–TELEDOTTI*–che trasformano la principale fonte di tutte le ricchezze: l’informazzione e la communigazione!

    E’ quindi evidente a tutti (compare alle spalle una impossibile slide Powerpoint con frecce multicolori sfumate e scanalate intorno alle quali–in corpo otto e quindi illeggibili–si inerpicano almeno 10 cartelle di testo incomprensibile), come ho provato a sintetizzare in questa slaid, che il sistema paese richieda un nuovo approccio di communigazione-informazzione che coniughi l’integrazzione dei sistemi con l’esigienza di produrre soluzioni uansciot in tempo reale. Un sistema integrato di cierremme, poggiante su una arghitettura claientserver, in grado di sfruttare al massimo la connettività a largabbanda del carrier di telecommunigazione per gestire sistemi legasi, come meinfreim che gestiscono dataueraus AS400 su terminale VT100, ma anche sistemi evoluti con interfaccia webbe e viaggiante su protocollo ippì.

    E chi ancora non crede alle meraviglie di indernet, sappia che già oggi gran parte delle telefonate viaggiano su protocollo ippì! (voce dal fondo sala: "infatti mò ar telefono me viene la voce più flautata"–risate).

    Ma torniamo all’ibbiseness (portano via altri due ingegneri). E’ evidende a tutti (appare un’altra slide piena di nuvole collegate da frecce) che l’avvento delle autostrade dell’informazzione a largabbanda rappresenta per tutti una opportunità unica di accorciare la CATENA DEL VALORE! (alle parole CATENA DEL VALORE qualcuno esce a comprare dell’acido in cui squagliare il relatore).

    Poter contare su sistemi de communigazzione veramente integrati (indica una nuvoletta) significa infatti tagliare i costi, e ve lo dimostro! (estrae un palmare IPAQ da 3200 euro). Ora, attraverso questo vero e proprio gompiuter in miniatura, io mi collego ad indernet per effettuare una telefonata e ordinare in icommers un tramezzino al tonno prodotto, pensateunpò, IN AUSDRALIA!!!

    (prova a collegarsi a www.tunasandwich.au–passano circa due minuti, nel frattempo alcuni delegati vanno al buffet e si avventano su un tramezzino al tonno).

    Ecco, vedete (lo schermo alle spalle ritrae la home page di www.tunasandwich.au, palesemente copiaincollata in precedenza su una slide powerpoint). Adesso diggito il numero della mia carta di gredito. Entro nel mio scioppingbaschet e come per maggia risulta che ho ordinato un tramezzino al tonno, che mi verrà recapitato per posta entro novanta giorni! E ho pagato in EURI, precisamente 8 euri e 12 centesimi più spese di spedizzione.

    (si sente un potente BURP dei due delegati che hanno digerito il tramezzino al tonno del buffet).

    Pensate! Se avessi voluto acquisdare per davvero un tramezzino al tonno in Ausdralia, prima dell’era di indernet, sarei dovuto andare all’aeroporto, prendere un aereo per Sidnei, cambiare gli euri in sterline ausdraliane (dall’ultima fila parte un "ce sta er dollaro in australia!"), trovare un barre, pagare il tramezzino, prendere un aereo, insomma capite bene che il tramezzino se squaglia prima che torno a casa, eppoi avrei speso come minimo 8000 euro per un tramezzino! Quindi, vi ho dimostrato che–grazie all’ibbisiness–ho risparmiato 7987,88 Euri! E questo solo per un tramezzino! Pensateunpò quanto avrei potuto risparmiare se avessi ordinato, chessò, una casa via internet. Oppure una nave! O se avessi ordinato, per rimanere nel bisnestubisnes, 1000 conteiner pieni di carrube!

    E’ chiaro però che di questo passo il mondo si avvia ad essere solo una grande fabbrica di servizi interattivi e multimediali, una fabbrica eterea, peiperless, capace di produrre solo bitte e ghilobbitt. E a quel punto ci potremmo finalmente liberare dell’immane giogo umano e ambientale dell’industria, di guesta fatisciende oldeconomy! pensate che bello: niente più gas, petrolio, macchine, aerei, niente di niente. Non dovremmo nemmeno coltivare la terra per fare i pomodori: li potremo ordinare via internet!

    Ma questi cavi, questi immani teledotti destinati ad avvolgere il pazzo globbo che vaga nello spazzio profondo, sono cavi sempre più immaginari! Perchè grazie alla rivoluzzione delle telecommunigazioni uaireless, cioè senza fili, non avremo più nemmeno limpiccio dei cavi, nemmeno dietro il televisore!

    Sono infatti ormai lontani i tempi in cui non ci si poteva collegare a indernet con un telefonino. Oggi tutto questo è possibbile! Siamo infatti passati, in pochi anni, dai 9600 bitte del Giessemmme, ai 48000 bitte del Gippierresse, ai 120000 bitte della tecnologia Eddege, ai 384000 bitte dell’Uemmetiesse, fino al miragole finale: grazie al UAIFAI, avremo sempre un collegamento a un MEGABITTE! E così potremo finalmende vedere sul telefonino IL GOL DI TOTTI!!!

    (alle parole "GOL DI TOTTI" la sala è percorsa da un boato da stadio, e un centinaio di delegati corrono al più vicino negozio per comprare il telefonino che permette di vedere il gol di Totti).

    Ma non solo il gol di Totti! Potremo scaricare persino delle suonerie a 20 toni (mentre coll’uemmetiesse eravamo limitati a 12 toni, appena sufficienti per i concerti di brandeburgo di Bach). Potremo fare delle videotelefonate, il che ci obbligherà ad assumere un truccatore e a farlo vivere nel piano hobby, e a comprare 20 pigiami nuovi, ma vuoi mettere!!! Potremo scaricare gli MMMMMMS, invece dei miseri MMMS! Potremo farci arrestare dalla finanza, perchè avremo scaricato sul telefonino centinaia di emmepitrè! (trillano centinaia di suonerie polifoniche–sono gli ingegneri che tornano con il loro nuovi acquisti).

    Ma soprattutto i garrier di telefonia potranno davvero realizzare sul cellulare la vera unica grande chillerapplicascion, quella in capace di sbancare i nostri portafogli, di fare entrare miliardi a palate nelle casse degli operatori, generando un AR-PU’ (sigla che sta per Averege Reveniu Par i-User) elevatissimo! Sto parlando dell’ADULT ENTERTAINMENT! (alle parole ADULT ENTERTAINMENT tutti gli ingegneri, che non hanno mai visto una donna nuda in vita loro, riprendono coscienza. Alcuni se la fanno sotto per l’emozione).

    Insomma, come vedete, la gommunicazzione è davvero un mondo senza frontiere. Questo magico mondo è proprio là fuori, vi aspetta come una gatta in calore (gli ingegneri hanno una generale erezione).

    Andate! E grazie per l’attenzione.

    PS: dopo 91 giorni viene recapitato a casa del relatore, dall’Australia, uno strano intruglio, che, dopo aver ucciso con il proprio olezzo tutta la famiglia, viene messo in quarantena e studiato al CNR per due mesi. Al termine degli studi il CNR annuncia: c’è vita su Marte!!!

    * tutti i termini "tecnologgici" di questo "intervendo" sono stati effettivamente impiegati da vari relatori nelle conferenze alle quale ho avuto la disgrazia di assistere in questi ultimi 10 anni. Compreso "teledotti".

  • ludo
    28 settembre 2005 #

    aaaaggggghhhhhhh….potevi postarlo sul blog e linkarlo, o meglio fare un podcast, senza accento romanesco perde almeno il 50% :)

  • pendodeliri
    28 settembre 2005 #

    eh già…ma sono troppo scarso per anche solo concepire un "permalink". sigh! :-) a

  • pendodeliri
    28 settembre 2005 #

    In ogni caso sei autorizzato a cancellarlo… Tra l'altro puzza di tramezzino al tonno… :-) P

  • Axell
    28 settembre 2005 #

    Il commento mi fa onore? Beh, io non ho nulla di cui sentirmi in colpa o altro. Le cose strampalate le vedevo nel discorso sui tavoli e … mi sembrava che ti mancassero informazioni fondamentali per esprimere un giudizio. Il giudizio che poi dai sul "valore" degli interventi di WD mi lascia perplesso. Spero di vederti presto parlare di Web da qualche parte, o scrivere di web in qualche contesto ufficiale. Probabilmente hai un livello di conoscenza che supera quello che potevamo mettere in campo. Mi serve anche per poter capire cosa intendi per comunicazione stile BBC (solo un mito e un troppo citato luogo comune). saluti.

  • ludo
    28 settembre 2005 #

    Axell, ti fa onore nel senso che potevi tranquillamente ignorare la polemica e tirare avanti. Non sono stato molto chiaro, ma mi sembri un tantino permalosetto. :)

    Il discorso sui tavoli non era strampalato, e sinceramente bastava un minimo di comunicazione/coinvolgimento dei "piccoli" per ribaltare la situazione. Non ricordo nessuno che ci abbia detto nulla, la sensazione era quella di essere più o meno imbucati.

    Riguardo al parlare e scrivere, non è detto che io debba essere in grado di farlo a livelli superlativi per criticare gli interventi. Comunque fatti un giro su Google, guarda da quanto tempo lavoro su web (1994 per lavoro — il secondo provider milanese seguito da tante altre società e progetti — 1993 per diletto) e cosa ho fatto, poi ne riparliamo.

  • pendodeliri
    28 settembre 2005 #

    Axell, non ho idea di come siano andati i Web Days non avendo partecipato (ho solo ascoltato il podcast dell'intervento di lele dainesi, che mi è parso un ottimo sforzo nella direzione "divulgazione" - a proposito, perchè così poche conferenze realizzano il podcast automatico di tutti gli interventi, senza affidarsi alla buona volontà dei relatori?)… Ma dato che sia tu che Ludo avete tirato in ballo la BBC, forse me la sento di scrivere qualcosa di serio (almeno nelle intenzioni, come sapete l'umorismo involontario è sempre quello più dirompente…), dato che mi interesso da sempre di radio e televisione. Credo che la BBC sia non "un mito", ma un buon esempio di come si possa fare informazione tecnologica non riservata agli addetti ai lavori. La rubrica "Click online" di BBC World è un esempio. Ma il punto è un altro. La divulgazione tecnologica o scientifica non può essere "una riserva indiana", come accade con la RAI per SuperQuark, nè una scusa per colpire l'immaginario delle persone (penso a Discovery Science che la stessa settimana ha mandato in onda i documentari "impatto imminente", "palle di fuoco dallo spazio" e "asteroidi pericolosi"). La divulgazione, l'informazione, la cultura devono essere trasversali, e questo lo fa la BBC che infatti non accetta mai di rinunciare a questo ruolo, menzionato chiaramente nella propria "charta". Tra l'altro la BBC riesce a farlo senza perdere audience grazie al "patto di fiducia" che da sempre ha stretto con i propri utenti. E lo stesso accade per la radio pubblica americana, la splendida NPR. E che invece non succede per la "polverosa" Tv pubblica americana, la PBS negli Stati Uniti. Da noi, invece, la RAI (esempio: "La vita in diretta") o Mediaset (esempio: "Verissimo") traveste il becerume da informazione. Io credo che il vostro evento abbia cercato un giusto mezzo aristotelico tra il "livello" degli interventi e la necessità di farsi capire. Ma se il nostro pubblico (e - dispiace dirlo - i cosiddetti "vecchietti" sono delle facili vittime in materia) è - come dice Ludo - "lobotomizzato", è difficile trovare questo compromesso. La strada è lunga. E passa da alcune fondamentali scelte collettive. P

  • Axell
    28 settembre 2005 #

    Ah, il permaloso sarei io? ;-)
    Vabbe’ chiusa polemica… ci si vede alla prossima (spero).
    E ti offriro’ un caffe’ della pace.
    ciao

    ps Ho bloggato la mia riflessione or ora…

  • ludo
    28 settembre 2005 #

    Axell, facciamo così: tu metti il caffè e io il cornetto (o grappa, dipende dall'ora e temperatura). :)

  • Axell
    28 settembre 2005 #

    Per l'amico Pendodeliri… condivido tutto quello che dici… Io volevo solo dire che un po' troppo spesso si dice "guarda quelli della BBC"… che sono bravi a fare molte cose, ma non sono perfetti… ognuno ha i suoi idoli… i miei italiani sono ridotti ad un paio di nomi, ma non fanno TV. ciao

  • Axell
    28 settembre 2005 #

    Ludo always on!!! Ok per la grappa… veneta pero'… ciao

  • lara
    29 settembre 2005 #

    web days era nato per fare promozione poi penso che una cricca di persone faccia cose inutili con i soldi del comune di torino

  • Axell
    29 settembre 2005 #

    Lara tu c'eri? Di che promozione parli? Merendine? Modem? Ciccioli? Scusa… ma perdo la calma per ste frasi … E' inutile insegnare cosa è il web a 1600 anziani oltre i 60? Mah…

  • enrica
    30 settembre 2005 #

    Axell, non so chi tu sia ma il tuo è esattamente il mio punto: la conferenza è stata, secondo il mio modesto punto di vista (che ho espresso profusamente in http://asiatica.org/~enrica/post/a-dilemma-les-bogs-or-webdays#more), utile ed educativa proprio perché ho visto, nel backstage:), dei giovanissimi e carinissimi assistenti illustrare, spiegare e infine far provare a decine di anziani come funziona la rete, come si fa una ricerca semplice, ecc. Partendo da come si cerca e trova l’orario del treno, o come si cerca e trova (in un caso che ho osservato con vero piacere) il negozio più vicino al paesino — dove abitavano i due, davvero vecchi– dove comprare il busto ortopedico! E i due avevano una mano per uno sulla tastiera! Avrei voluto fotografarli..

    Anche questo è un modo per insegnare, e per far "socializzare" gli anziani e magari, perché no, farli divertire insieme.
    Una cosa bellissima del computer è che non è sessista!!!

    Non si possono assolutamente comparare cose come Webdays o Les Blogs, per esempio. Tutta un’altra categoria di utenti, persone, speakers, sforzi e, soprattutto, soldi (che a loro volta portano ad un diverso dispiegamento di sforzi, risorse, utenti, speakers, ecc. ecc)

    Ah, da non dimenticare che questo incontro dei giovanissimi assistenti che spiegano, per una volta, agli anziani, non è male!
    Ed inoltre venivano pagati, non so quanto ma prendevano dei soldi.

    Certo per uno come Ludo questa conferenza era uno strazio (ed infatti era furioso, nervoso e sbadigliava e protestava tutto il breve tempo che siamo stati seduti ad ascoltare), ma è ovvio che persone come lui non stanno fra gli utenti: andrebbero invitate come relatori, sic et simpliciter!

  • [...] Voglio segnalare UnConf, una iniziativa di Gaspar Torriero, scaturita da un post di Qix.it contenente una critica ai WebDays di Torino. Posts correlatiEffetti CollateraliUn Blog-Libro sul Business BloggingCome migliorare le prestazioni di AdSense se avete un BlogSe vuoi essere un Leader, non puoi farcela senza un BlogIn Australia un Minorenne arrestato per un LinkTechnorati Tags: Blog  Web2.0Post to Del.icio.us [...]