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Il futuro di PalmSource, Apple e il "platform disease"

10 settembre 2005

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PalmAddict segnala un interessante articolo di The Register in cui viene analizzata l’acquisizione annunciata ieri di PalmSource da parte della società giapponese Access, che merita di essere letto anche da chi ha poco interesse per l’evoluzione del mercato dei palmari e cellulari.

Riepiloghiamo brevemente gli avvenimenti salienti della vicenda prima di esaminare l’articolo di The Register:

Fino a qui niente di strano, non è la prima volta che una società sbaglia le proprie strategie e le cambia in corsa: il futuro del venerabile PalmOS è passato per BeOS, PalmOS5, Linux, per poi essere abbandonato in favore di Windows Mobile. E nemmeno le possibilità di successo di Linux come sistema operativo per palmari e cellulari sono una sorpresa, se anche un evangelista storico di Symbian come Russell Beattie se ne è ormai accorto.

Quello che ci interessa, e che l’articolo di The Register esamina in dettaglio, è l’ossessione delle società di software e di chi le finanzia per le piattaforme. Ossessione che in questi ultimi anni ha plasmato mercati e tecnologie, e spesso decretato l’insuccesso di soluzioni e prodotti validi e all’avanguardia. Ossessione che spiega in buona parte il proliferare di voci e articoli sulla “Google platform” e la paranoia verso Microsoft e lo stesso Google, senza tenere conto degli straordinari risultati di Apple, che ostinandosi a produrre soluzioni verticali (iPod/iTMS/iTunes, etc.) ha creato un mercato e disintegrato sul nascere la concorrenza. Leggetelo, ne vale la pena (e magari poi tornate qui a lasciare un commento).