Da quando ho mollato il mio aggregatore personale web-based causa intasamento del server, mi trovo un po’ in difficoltà: Bloglines non funziona dall’ufficio (storie di proxy e filtri) e comunque ha un’interfaccia che non mi piace e problemi con molti feed, Rojo è fatto molto bene ma si perde i messaggi e ha tempi di aggiornamento ridicoli, Google Reader è un virtuosismo poco utilizzabile, gli altri aggregatori web sono poco evoluti e quelli desktop non sincronizzano tra diverse macchine (e comunque uso Linux).
Un aggregatore web-based non è difficile da fare, quello che serve è un server da poter utilizzare più o meno in esclusiva, dato che processare feed è un’attività decisamente pesante (su TextDrive ad esempio gli amministratori fustigano regolarmente gli utenti pescati a usare FeedOnFeeds).
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Chi è rimasto a casa, in attesa che vengano pubblicati i podcast delle sessioni, può seguire la conferenza Web 2.0, Revving the Web che si sta tenendo in questi giorni su:
Aggiungete pure altri link nei commenti, magari direttamente ai post che avete trovato più interessanti/istruttivi. E se Web 2.0 vi interessa anche come argomento generale e non solo per la conferenza, fate un salto sull’aggregatore Planet Web 2.0.
Giorni elettrici per i nanopublisher, dopo lo sbarco in Europa di Gawker con Gizmodo, oggi Om Malik riporta una voce secondo cui America Online avrebbe acquistato Weblogs Inc, il nano-impero di Jason Calacanis che pubblica blog come Engadget e Autoblog.com. La voce sembra aver trovato conferma, e la valutazione di WI sarebbe di 25 milioni di dollari. Bravo Jason!
La vendita potrebbe in parte spiegare come mai, dopo che avevo trattato e discusso per un po’ con Brian (socio di Jason) per lo sviluppo di un nuovo frontend in PHP per i loro blog qualche settimana fa, il progetto sia stato sospeso indefinitamente. Le motivazioni che mi ha dato Brian erano il figlio in arrivo e il superlavoro di questo periodo, probabile che invece stessero già trattando con AOL.
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A febbraio di quest’anno Jason Calacanis (che pubblica Engadget, Autoblog.com, ecc.) sembrava intenzionato a sbarcare in Europa, aprendo collaborazioni con Weblogs SL in Spagna e Blogo in Italia. Evidentemente si deve essere reso conto che il mercato europeo non è facile per chi viene da oltreoceano (o che le piccole startup di casa nostra non sono disposte a farsi inghiottire per poco), e ha quindi ripiegato su versioni localizzate di Engadget per Cina, Giappone ed i paesi di lingua spagnola.
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Un paio di settimane fa David Heinemeier Hansson (l’autore di Ruby on Rails eletto hacker dell’anno all’ultima OSCON) si chiedeva dove sono le startup europee. Nei giorni scorsi Vittorio Zambardino si poneva una domanda simile rispetto al contesto italiano, cui ha fatto seguire questa mattina una critica tagliente e pienamente condivisibile sul prossimo SMAU.
Non so se unConf vedrà la luce, superando i problemi organizzativi e le secche degli interessi personali (altro tema che meriterebbe di essere affrontato, lo scarso idealismo italiano e la pochissima attitudine alla collaborazione), ma il disagio di chi per lavoro o interessi trascorre una buona metà della propria giornata virtuale al di là dell’oceano è sempre più evidente.
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Oggi ho dato addio al vecchio layout di Qix, che con poche variazioni ha accompagnato questo sito dall’inizio. Il cambiamento non è solo un taglio con il passato, che marca la transizione di Qix da group blog virtuale di Blogo a mio blog personale (anche se con interventi di guest blogger), ma anche un esperimento per trovare un’alternativa funzionale e il più possibile elegante all’ormai trito layout a tre colonne, ideato da Weblogs Inc e copiato da quasi tutti.
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Leggendo la descrizione di Web 2.1 (non Web 2.0), sembra di essere sul Wiki di Cavedoni dove stiamo cercando di organizzare UnConf:
A half day unConference and networking event for discussing what Web 2.0 is, what it’s missing and what we want from Web 2.1
Gli echi su UnConf non si sono ancora spenti, e questo è un buon segno. Speriamo di riuscire a vederci presto (non so se riuscirò a venire a Lugano sabato), e a organizzare davvero qualcosa.