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I Blogger italiani cazzeggiano?

15 novembre 2005

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I blogger italiani cazzeggiano“. Sembra essere questa la morale del post pubblicato oggi da Adinolfi su LesBlogs, la conferenza parigina sui blog organizzata da Six Apart Europe, e citato da ZetaVu (che leggo sempre con piacere, prova concreta che i giornalisti possono essere ottimi blogger).

Non so chi sia Adinolfi e non ho mai letto prima il suo blog (né penso che lo leggerò in futuro), so qualcosa però di Les Blogs, cui ho avuto la fortuna di partecipare quest’anno, e qualcos’altro della blogosfera italiana, e penso di poter dire la mia su alcune delle affermazioni fuorvianti e (molto) approssimative di Adinolfi.

Cominciamo con la conferenza, che secondo Adinolfi è l’evento giusto dove “mandare una dozzina di smanettoni”. Con tutto il rispetto per la categoria degli smanettoni, Les Blogs è rivolta ad un tipo di pubblico diverso e più sofisticato come professionisti di PR, esperti di marketing, imprenditori, giornalisti. Il focus della
conferenza non è “la rivoluzione” dei blog ma la loro secolarizzazione: strumento di marketing, corporate voice, pietra miliare di nuovi giganti della comunicazione in fieri.

Che c’entrano gli smanettoni con tutto questo? E siamo sicuri che: a) i blogger italiani siano per la maggior parte smanettoni; b) uno smanettone preferisca spendere un migliaio di euro (trecento di iscrizione più viaggio e soggiorno) per una conferenza piuttosto che per l’ultimo gadget elettronico, o in alternativa che c) il blogger italiano medio abbia un lavoro così flessibile e ben remunerato da permettergli un weekend lungo e costoso all’estero prima di Natale; d) gli organizzatori “ci si fanno ricchi” con le quote di partecipazione?

La mia esperienza è che: a) di smanettoni in Italia ce ne sono (troppo) pochi, il blogger medio ama parlare di sé o sogna di diventare uno scrittore; b) gli smanettoni comprano gadget e li usano per giocare e scrivere codice invece di viaggiare; c) l’italiano medio è fortunato ad avere un lavoro dipendente, e aspetta con ansia la tredicesima per tappare i buchi di bilancio (se ci riesce); d) una conferenza ben organizzata (e Les Blogs è molto ben organizzata) costa un sacco di soldi, e le quote di partecipazione coprono solo in parte le spese (vedi botta e risposta tra Enrica e Loic).

Un po’ esagerato quindi definire “eroi” i pochi italiani che parteciperanno a Les Blogs: non eroi, ma imprenditori o professionisti del settore, che hanno i mezzi ed il buon senso per approfittare di un’ottima occasione di networking. Gli eroi e gli innovatori sono altri, come i ragazzi romani di mAd4milk. Il numero dei partecipanti italiani è un’altra questione, su cui mi limito a riportare qui il commento di Paolo Valdemarin: “mentre in Italia i weblog godono di un certo successo nel mercato degli “amatori” (nel senso buono del termine), il settore professionale è ancora in alto mare”.

Veniamo all’ultimo punto di Adinolfi: “perchè queste cose nell’Europa continentale le sanno fare solo a Parigi”. Beh la risposta è facile: perchè la Francia è un mercato attivo, dinamico, aperto alle nuove tecnologie ed in forte espansione, mentre da noi al massimo si arriva alla TV sui cellulari; perchè la conferenza è organizzata da Six Apart, società leader nei servizi/piattaforme per il blogging, che ha clienti importanti in Francia da dove il vicepresidente Loic Le Meur gestisce le operazioni europee.

2 commenti

  • enrica
    15 novembre 2005 #

    commento su Valdemarin: se da noi il settore professionale dei blog è ancora in alto MARE, ci pensa il VALente ValdeMARIN..:)

  • sifossifoco
    15 novembre 2005 #

    Molto ben detto!