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Pensieri sparsi su Internet, TV e P2P

16 febbraio 2006

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Aggiornamento mondiali di calcio 2006: se siete arrivati qui cercando notizie su come vedere i mondiali di calcio gratis via Internet, andate a dare un’occhiata su My P2P World Cup, dove oltre alle informazioni sui programmi necessari e ad un forum di supporto, troverete la programmazione delle partite dei mondiali sulle televisioni P2P Internet. Buona visione!

Riprendo dal Treo qualche appunto su uno dei temi “caldi” del momento: l’incrocio tra Internet, TV e reti peer to peer che ha portato al sequestro e successivo dissequestro di Coolstreaming.it e Calciolibero.com.

Due cose mi colpiscono in particolare di questa vicenda, che va a mio parere interpretata come una delle tante avvisaglie di un cambiamento epocale in atto: l’accanimento delle emittenti contro un profilo di utenza che non è, e probabilmente non sarà mai, un target della loro offerta commerciale; l’ottusità dei media (non solo tradizionali) e della società in generale che, invece di cogliere i segnali positivi del cambiamento e tradurli in nuovi modelli di business, si arroccano a difesa di un modello di ripartizione geografica dei diritti di riproduzione che sta facendo acqua da tutte le parti.

Quanti sono gli utenti Internet che hanno competenze tecniche, dotazione hardware e software, tempo e spirito di intraprendenza sufficienti per: recuperare le informazioni di installazione e i link a programmi e palinsesti; essere in grado di installare i programmi scaricati, spesso in cinese o in coreano; recuperare gli aggiornamenti necessari e risolvere i tanti problemi tecnici che si presentano con l’utilizzo? E di questi, quanti utilizzano la tv p2p (che, ricordiamolo, ha qualità bassissima, audio in cinese, e spesso non funziona) per vedere eventi che potrebbero ricevere in abbonamento da Sky, o acquistare per un paio di euro su Rosso Alice?

La risposta a queste domande è ovvia, e fa capire chiaramente come la denuncia di Sky/Mediaset/La 7 sia un’operazione lobbistica, per portare all’attenzione delle autorità un problema più percepito che reale, sperando di ottenere da orecchie compiacenti vantaggi protezionistici come la creazione di leggine ad hoc, e l’interpretazione restrittiva delle norme di diritto esistenti che mal si adattano ad una realtà nuova e in forte cambiamento (è un reato pubblicare link verso TV p2p e relative modalità di collegamento? sarebbe lo stesso un reato se invece di trasmissione video via Internet stessimo parlando della diffusione di audio tramite emittenti radio a onde corte, di cui venissero pubblicate le frequenze? la limitazione artificiale della fruizione di contenuti ad un’area geografica delimitata dagli accordi di cessione dei diritti, non è assimilabile ad una condizione di monopolio? ecc.).

Quello che i media tradizionali non riescono ancora a capire, è che la tutela dei diritti tramite limitazioni imposte alla libera circolazione dei dati (oscuriamo i siti cinesi), ed alla pubblicazione di notizie e palinsesti (oscuriamo Coolstreaming) è destinata a fallire: le tecnologie e i costi per la diffusione diretta o differita di contenuti audio e video sono e saranno sempre più alla portata di tutti; il pubblico di potenziali fruitori/redistributori è enorme, e la commercializzazione di media center portatili (cellulari, palmari, lettori audio/video) lo farà crescere esponenzialmente in tempi rapidissimi; ci sarà sempre un paese con un approccio “liberale” (o “piratesco”) alla tutela dei diritti d’autore, da cui far partire la condivisione al di fuori delle logiche dei diritti. Ogni due siti oscurati ce ne sono almeno altrettanti liberamente accessibili, spesso più chiari e meglio realizzati.

La rivoluzione in corso richiede un cambiamento di paradigma significativo da parte di broadcaster, autorità e titolari dei diritti di autore, in cui il valore economico non sta più tanto nei contenuti (evento o opera di ingegno), quanto nelle loro modalità di distribuzione e fruizione. Il pubblico sarà sempre più disposto a pagare per un servizio su misura (vedo il concerto sul cellulare, compro il film di trent’anni fa da scaricare sulla PSP, ricevo le partite del campionato australiano via computer, ecc.), dove la differenza di prezzo non sta tanto nella novità di contenuti e nemmeno nel loro essere di nicchia, quanto nella facilità di acquisto e utilizzo in ambienti e su apparecchi eterogenei. Il tutto su scala mondiale con segmentazioni geografiche dell’utenza ridotte, e un controllo dei diritti che ha più probabilità di restare nelle mani del creatore dell’opera, che si avvale dei servizi di distribuzione di pochi grandi provider di contenuti (invece di “devo avere l’abbonamento a Sky per la Juve”, “preferisco vedere la partita in differita su Google, comprarla da Vodafone e vederla sul cellulare, riceverla da Telecom con addebito in bolletta, scaricarla domani/fra un mese/fra un anno via BitTorrent dal sito della Juve?”).

Invece di un’economia di scarsità sostenuta con limitazioni tecnologiche e giuridiche, un’economia di abbondanza dove il ritorno economico è proporzionale al servizio, ed alla convenienza e soddisfazione del consumatore. Il successo del podcasting e di Bittorrent punta in questa direzione, Amazon l’ha capito da tempo e ne ha fatto uno dei motivi del suo successo. Chissà se prima o poi anche i media ci arriveranno.

4 commenti

  • Enrico
    16 febbraio 2006 #

    ..Non pensavo che anche su Google potesse essere bloccato un video… pazzesco… sono rimasto impressionato.

  • Riccardo
    16 febbraio 2006 #

    Ottimo articolo, grazie Ludo. Condivido.

    Neppure io sapevo del blocco video di Google. Incredibile…

    E noi andiamoci con http://www.the-cloak.com/ o altri… si va un po’ piu’ piano,a ci siva. Non siamo mica nati ieri ;)

  • ludo
    16 febbraio 2006 #

    Anch’io sono rimasto sorpreso del blocco di Goole, anche se a pensarci bene la cosa sorprendente non è che il video sia disponibile solo per gli Stati Uniti, ma che la NBC che detiene i diritti delle Olimpiadi Invernali utilizzi la piattaforma di Google.

    Riccardo, grazie per link e citazione sul tuo blog.

  • Qix.it
    4 marzo 2006 #

    Diamo una mano ai censori Per una volta ho deciso di fare il cittadino modello e dare una mano ai censori, pubblicando un bell’elenco di risorse da far mascherare a tutti gli ISP nazionali. Lo so che le TV P2P per vedere calcio e altri sport gratis sono state decriminali…