altre destinazioni

vedi anche

ultimi post

ultimi commenti

tag principali

categorie

archivi

powered by

  • WPFrontman + WP

friends

copyright

  • © 2004-2011
    Ludovico Magnocavallo
    tutti i diritti riservati

L'istinto corporativo

8 marzo 2006

11 commenti

tag

categorie

Sarò il solito rompicoglioni, ma proprio non riesco ad entusiasmarmi per la notizia che Nòva 24 (il blog dell’omonimo inserto del Sole 24 Ore) apre la porta a collaborazioni esterne. La “mossa innovativa e coraggiosa” mi sembra tradire il solito istinto corporativo italiano:

Nòva24 è un’imbarcazione che cerca di scrutare nel futuro. E sceglie di far salire a bordo coloro che, di natura, guardano più lontano. Open-nòva è riservata a tutti i cittadini dell’Unione Europea che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età e che non abbiano ancora spento ventisei candeline.

Sarà per non disturbare le posizioni di privilegio dei giornalisti di Nòva (poco probabile) e della solita combriccola di blogger (più probabile) che collaborano all’iniziativa? Sarà che dopo i ventisei anni l’arteriosclerosi galoppante non va d’accordo con “scienza, tecnologia, innovazione e creatività”? Bella iniziativa, complimenti.

11 commenti

  • Antonio
    9 marzo 2006 #

    Non ho mai letto Nova, per cui dico una cosa slegata da un giudizio sul loro lavoro. Dovendo scegliere una strada di apertura alle collaborazioni hanno deciso di farlo secondo una linea, piuttosto che con un’accettazione di contributi indiscriminata. Può essere un segno di protezionismo o può essere un indice di serietà. Ma comunque voglio pensare che ci sia dietro una scelta editoriale. Se ci fosse un panorama della stampa online più vivace in Italia, probabilmente altre testate sperimenterebbe formule diverse e si potrebbero fare dei confronti giudicandone i risultati. Purtroppo mi pare che è da questo punto di vista che non ci siamo. Se uno pensa a cosa sono repubblica.it e corriere.it, contributi dei lettori o meno, gli viene da mettersi le mani nei capelli.

    Sul punto dell’età, che in effetti stimola le polemiche, lo vedo anche questo ambivalente: può essere un maldestro giovanilismo che si taglia fuori tanta gente potenzialmente valida, con anche un pizzico di paternalismo, che poi forse è la cosa che fa più irritare. Oppure può essere un modo di trattare da senzienti i giovani, prendendoli sul serio, invece che trattandoli come bambini nel tipico stile italiano. Molto dipenderà da come la gestiranno.

    ciao

  • zen
    9 marzo 2006 #

    "Oppure può essere un modo di trattare da senzienti i giovani, prendendoli sul serio, invece che trattandoli come bambini nel tipico stile italiano."

    Mi sfugge perche` il modo di prendere sul serio i giovani implichi escludere quelli sopra i 26 anni, sinceramente. Se ci sono idee valide, vengono fuori. Altrimenti, no.

    A qualunque eta`, purtroppo.

    [e la funzionalita` di preview dei commenti e` una figata]

  • chico
    9 marzo 2006 #

    Forse impongono questi limiti solo per non essere invasi da troppi articoli di aspiranti giornalisti da una vita. A me sinceramente quello che irrita di più non è il limite a 26 (di sicuro troppo stretto) ma il limite della nazionalità…

  • matteo
    9 marzo 2006 #

    Concordo. E rilancio con un altro approccio

  • Francesco
    9 marzo 2006 #

    Ho appena scritto all'indirizzo di e-mail indicato dal giornale della confindustria, offrendo un articolo che in teoria sarebbe di sicuro interesse (piccolo scoop su uno dei pilastri del Web), ma dicendo che lo avrebbe firmato mio figlio. Sono in attesa di una risposta che non arriverà mai.

  • ludo
    9 marzo 2006 #

    Francesco, all'articolo hai dovuto allegare la scansione della carta di identità di tuo figlio? :)

  • jtheo 2.0
    9 marzo 2006 #

    Ginex mi chiama in causa su una piccola querelle che sta agitando le acque nella blogsfera nostrana. La notizia di partenza è che Nòva24 (l’inserto sulla scienza e la tecnologia de Il Sole 24 Ore) ha aperto un blog. Il fatto è molto positivo (…

  • Francesco
    9 marzo 2006 #

    ludo, permettimi di precisare.

    Io non ho spedito l’articolo, l’ho solo proposto, cosa che ho fatto con altre due redazioni (Stampa, Corriere). Ho poi dichiarato che avrei potuto farlo firmare a mio figlio, guisto per vedere la reazione di Nova e mettere in evidenza l’assurdità di tale inziativa (nella forma attuale).

    Se cercate materiale valido (originalità, creatività, etc), a che vi serve il codice fiscale? Non è che state cercando di riempire pagine a buon mercato (ipotizzo 20-30 Euro a pezzo, lontanissimi dalle tariffe dell’ordine dei giornalisti).

    Per ora mi fermo.

  • Boh
    10 marzo 2006 #

    1) Francesco, penso che, a parte che le tariffe dell’ordine dei g. in genere non le rispettano per escrivere su Nova fior fior di giornalisti oltre i 40 scriverebbero gratis, con uno under 26 ci sono ottime possibilità che rimanga un emerito nessuno, mentre sopra una certa età magari può dar fastidio a qualcuno.
    Insomma, uno bravo ma senior può far ombra ad altri, o accampare spazi in ualche modo.

    2) E poi, come nell’editoria dei libri, i giovani o giovanissimi vanno assai di moda, fanno mercato. Vendono di più.

    3) A parte le tariffe, ovvio.

  • Francesco
    11 marzo 2006 #

    Si, più o meno siamo d’accordo, fa piacere che una manovra velleitaria e corporativa (mia definizione) sia stata percepita immediatamente come tale. Meglio sarebbe non inviare articoli, ma e-mail per la serie: ca’ nisciun’è fess. Tuttavia c’è un giornale, di mia conoscenza, che applica le tariffe.

    Staremo a vede’…

  • matteo
    11 marzo 2006 #

    Oggi Paolo Valdemarin ha pubblicato un podcast sulla questione. Mi sembra che si parli anche del tuo post, Ludo… :) http://paolo.evectors.it/italian/2006/03/11.html#a2815