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Epaper, una sperimentazione alternativa

28 aprile 2006

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esempio fittizio di scelta delle sezioni di un quotidiano in formato elettronicoRiprendo a distanza di qualche ora il tema della distribuzione elettronica de la Repubblica annunciato ieri, ipotizzando un progetto alternativo che secondo me avrebbe molto più senso, e molto più successo.

Il progetto annunciato sembra infatti un’operazione puramente di marketing, che salta sul carrozzone di una tecnologia nuova e poco sperimentata (il lettore basato su eink), piuttosto che capitalizzare soluzioni esistenti con un’occhio all’utilizzo corrente dei media e della tecnologia.

Il lettore di iRex ha infatti parecchi problemi:

  • dimensioni e peso troppo rilevanti, che non permettono di portarlo in tasca o tenerlo in mano mentre si è in giro (in coda al supermercato, in piedi sull’autobus, ecc.)
  • nessuna funzionalità aggiuntiva (organizer, agenda, email, player video), aumentando di fatto invece che diminuire il numero di device da portarsi appresso
  • tempi di generazione della pagina e di aggiornamento del video lentissimi (circa due secondi), che fanno perdere il filo narrativo ogni volta che si gira la pagina
  • schermo delicato, dato che è rivestito di vetro e probabilmente alla prima caduta dovrà essere sostituito, e non illuminato rendendo impossibile leggere in ambienti bui (la sera a letto mentre vostra moglie dorme, ecc.)

Ai problemi della piattaforma si sommano quelli dovuti alla mancanza di uno schema nativo di protezione dei diritti digitali (DRM), che la rende poco o per nulla appetibile per i produttori di contenuti. Nulla impedirà quindi che chi partecipa al progetto pilota diffonda illegalmente le copie de la Repubblica ad altri possessori di iRex (e potenzialmente di altri device, dato che i formati a tutt’oggi supportati sono PDF — il lettore è basato su xpdf e quindi senza protezioni — TXT e XHTML).

Non credo che la soluzione a questi problemi sia semplice e immediata, secondo me anzi la sperimentazione di la Repubblica sarà un mezzo fallimento, e potrebbe addirittura rivelarsi dannosa (come già successo in passato) per la diffusione di ebook e l’adozione di nuove tecnologie da parte dell’editoria tradizionale.

Proviamo quindi a delineare un progetto alternativo, che tenga conto dei problemi esposti sopra e sia in grado di offrire un ritorno (anche economico) a breve termine per i gruppi editoriali coinvolti. Gli elementi chiave del progetto sono tre:

  • il device e il software utilizzati per la lettura dei testi in formato elettronico
  • il sistema di gestione e tutela dei diritti sui contenuti
  • le modalità di distribuzione e pagamento

I criteri utilizzati per definirli sono gli stessi:

  • diffusione di massa, per poter ottenere ritorni economici in breve tempo finita la sperimentazione
  • utilizzo di tecnologie collaudate, per evitare problemi di gioventù e incompatibilità tra i componenti
  • familiarità di utilizzo da parte degli utenti, per abbassare le barriere all’ingresso
  • compatibilità con le tecnologie emergenti, per profittare delle innovazioni in corsa e con poca spesa

Il lettore di testi

I vantaggi principali per cui preferire un testo elettronico alla sua versione cartacea sono, a mio parere: la facilità di reperimento e acquisto slegata da fattori geografici (non devo essere davanti ad un’edicola per comprare un giornale, non devo essere a Boston per leggere l’edizione odierna del Globe, ecc.); la facilità di effettuare ricerche e annotazioni sul testo; la presenza di link attivi a parti diverse di un documento, o arisorse esterne; la possibilità di portare con sé un gran numero di pubblicazioni a fronte di un peso ed un’occupazione di spazio pressochè nulle.

Per ottenere i vantaggi di cui sopra non c’è bisogno di ricorrere all’iRex, basta un qualsiasi palmare o smartphone di quelli in commercio. Certo, la nitidezza non è quella che si ottiene con la tecnologia eink e la risoluzione dello schermo è circa la metà rispetto all’iRex, ma la qualità di lettura è più che accettabile (con i caratteri appropriati è simile a quella che si ottiene sullo schermo di un notebook, con le ovvie differenze di dimensione della pagina), e soprattutto c’è una base installata di centinaia di migliaia di pezzi (in Italia).

PocketPc, Windows Mobile, Palm non fa differenza dato che i migliori programmi utilizzati per la lettura sono supportati su tutte le piattaforme. Per darvi un’idea, quella che segue è una copia dello schermo del mio Treo che mostra un articolo opportunamente convertito in ebook dall’edizione online de la Repubblica di oggi. Se nell’articolo ci fosse stata un’immagine avreste visto anche quella, e ovviamente se ci fossero stati dei link a risorse sul web, questi sarebbero attivi e una volta selezionati lancerebbero il navigatore del mio palmare.

Tutela dei diritti sui contenuti

Ovviamente, perchè la sperimentazione abbia anche una sola possibilità di diventrare un servizio di produzione, deve essere previsto uno schema per la protezione dei diritti sui contenuti. Non è infatti pensabile che un editore rilasci gratuitamente in formato elettronico contenuti altrimenti disponibili a pagamento, e che costituiscono una parte rilevante del proprio core business.

Mentre sull’iRex non è ancora previsto (a quanto ne so) un sistema di protezione dei diritti, sui lettori di ebook “tradizionali” ce ne sono tre a grande diffusione, più un certo numero di nicchia. I sistemi a grande diffusione sono:

  • la piattaforma su cui si basa il Microsoft Reader, che oltre ad essere disponibile solo per i device con sistema operativo Windows o Windows Mobile, ha problemi seri di usabilità
  • la piattaforma Acrobat di Adobe, supportata da Windows e OSX, ma che su device a piccolo schermo è assolutamente impraticabile per i noti problemi di ripaginazione (il testo resta impaginato come se fosse a stampa, occupando quindi una larghezza maggiore dello schermo e costringendo l’utente a continui scroll orizzontali)
  • la piattaforma di Mobipocket, che oltre a supportare il maggior numero di sistemi operativi (Windows, Palm, Symbian, Blackberry), è dotata di funzionalità avanzate e di un’ergonomia spinta, che ne hanno fatto la scelta preferita di grandi distributori di ebook come Fictionwise

Come era da aspettarsi, la scelta di un device di massa come un palmare o uno smartphone, piuttosto che di una novità come l’iRex, consente l’adozione di una tecnologia collaudata per la tutela dei diritti, permettendo quindi di tracciare un percorso di evoluzione tra sperimentazione e produzione diretto e senza ambiguità.

Modalità di distribuzione

Così come per il sistema di tutela dei diritti, la scelta di una piattaforma tecnologica di massa permette di ricorrere ad un sistema di distribuzione e pagamento collaudato ed intuitivo: la distribuzione del quotidiano elettronico via MMS, sia per sottoscrizione (voglio ricevere il quotidiano tutti i giorni, oppure solo il weekend, ecc.) sia on demand (acquisto l’edizione di oggi via SMS).

Semplice, familiare per la stragrande maggioranza degli utenti, e soprattutto incredibilmente efficiente per l’editore, che può permettersi di risparmiare una bella fetta di sviluppo e infrastruttura delegando la riscossione dei pagamenti agli operatori telefonici che forniscono il servizio. Abbinato all’invio via MMS, potrebbe essere utile predisporre un’area accessibile via web contenente la libreria elettronica personale di ogni utente, per permettere il recupero di edizioni acquistate in precedenza, o il trasferimento per chi non avesse un palmare abilitato al servizio telefonico.

Un progetto molto più chiaro e con meno incognite di quello basato sull’iRex, e soprattutto in grado di essere utilizzato da un pubblico molto più vasto senza aspettare le evoluzioni di una tecnologia appena nata.

7 commenti

  • Fabio Metitieri
    29 aprile 2006 #

    Sulla non illuminazione, forse ti e’ sfuggito che l’obiettivo di tutti i progetti di e-paper (o e-ink, che dir si voglia) e’ sempre stato quello di riprodurre una sensazione di lettura identica a quella della carta.

    Per cui, sono schermi che _riflettono_ la luce, e possono essere letti al sole ma non al buio. Per come sono costruiti, pensare a una illuminazione interna credo che sia impossibile. L’unica soluzione per non svegliare la moglie e’ una piccola lampadina.

    La tecnologia, poi, non e’ affatto, come dici, "appena nata". Xerox parc ci lavora almeno dal 1998, mentre il primo prototipo di Philips e’ stato presentato uffcialmente nel 2001. E ci sono gia’ soluzioni commercializzate, da qualhe anno, anche se non come book-reader ma come cartelloni per l’insegnistica.

    Infine, mi pare che tu non abbia colto un altro grande punto di forza dell’e-paper: una volta formata l’immagine, questa resta stabile quasi senza consumare energia.

    Una descrizione molto sintetica di queste tecnologie la trovi qui.

    Ciao, Fabio.

  • ludo
    29 aprile 2006 #

    Fabio, la tecnologia la conosco bene e la seguo da anni su forum e blog specializzati.

    Il problema dell’illuminazione è reale, chi legge quotidianamente libri in formato elettronico sa quanto sia importante. Tutte le recensioni che ho visto del Libriè, dell’iRex e dell’Hanlin ne fanno menzione.

    La soluzione non è impossibile, basterebbero ad esempio dei led incorporati nei bordi del lettore, seguendo lo stesso principio delle lampadine da lettura che si utilizzano coi libri a stampa.

    Certo, in questo modo verrebbe meno uno dei principali vantaggi di questa tecnologia, il basso consumo.

    E la tecnologia eink è appena nata, dato che non ha ancora avuto una diffusione di massa (a parte il Libriè, che di problemi ne aveva tanti ed è stato venduto poco).

    Di mestiere non faccio né il giornalista né il tecno(tutto)logo, so per esperienza quali sono i rischi che si affrontano adottando tecnologie che sono vissute (quasi) solo nell’ambiente perfetto dei laboratori e degli show di settore. Soprattutto se i milioni di euro di un progetto possono essere investiti su tecnologie alternative, altrettanto valide e collaudate da anni.

  • ludo
    29 aprile 2006 #

    PS - Fabio, quanti ebook hai letto (per davvero) quest'anno? :)

  • Fabio Metitieri
    29 aprile 2006 #

    Be’, tutte le recensioni che hai letto facevano un’osservazione senza senso.
    ;-)

    E i Led ai bordi non funzionerebbero. Lo schermo, lo ripeto, e’ una superficie che si comporta come un foglio di carta, non e’ lo schermo di un Pc, e quindi puo’ essere illuminato solo frontalmente, proprio come un libro.

    Oltre a questo, dato che segui da anni questa tecnologia, dovresti sapere che un altro suo obiettivo e’ di produrre schermi flessibili e arrotolabili. E ci arrotoli intorno pure i Led???

    Ciao, Fabio.

  • ludo
    29 aprile 2006 #

    Fabio complimenti, ti sei concentrato su un particolare (a proposito, non sapevo fossi ingegnere alla iRex) perdendo di vista completamento il senso del post.

  • Fabio Metitieri
    29 aprile 2006 #

    Non c’e’ bisogno di essere ingegneri della Irex, basta leggere, informarsi, e usare il cervello (ed evitare le acidita’ gratuite).

    E non ho perso il senso del discorso generale, ma volevo solo segnalarti un paio di particolari che non hai colto e che forse potrebbero farti ripensare anche al discorso generale. Ma Ok, vedo che come la maggior parte dei bloggher nostrani non accetti di buon grado le critiche, per la serie "Qui e’ casa mia e tu come ti permetti"…
    ;-)

    Sul discorso generale, da un lato penso che la carta sia uno strumento difficile da battere, e che finora i Pda non le abbiamo fatto nessuna concorrenza, ne’ mai potranno fargliela. L’uso della e-paper, con soluzioni allo studio da anni, potrebbe quindi riaprire il gioco.

    D’altro canto e’ vero che i lettori di e-paper proposti finora, pur contenendo una tecnologia completamente diversa da quella degli e-book classici, e rivoluzionaria, di fatto non ne sfruttano pe rnulla le potenzialita’.

    Come ho gia’ scritto tra i commenti di Mantellini, dunque, secondo me questi sono solo test o, in parte, campagne di sensibilizzazione del potenziale pubblico.

    Le vere valutazioni potremo farle solo quando sara’ disponibile un cellulare dal cui fianco si srotola uno schermo. A quel punto, prezzi permettendo, i palmari e gli stmartphone tradizionali li butteremo nel cesso, almeno come lettori di testi.

    Ciao, Fabio.

  • ludo
    29 aprile 2006 #

    Umph cellulare-tv, cellulare-ebook, e poi? Io leggo da anni su un palmare, e come me altre centinaia di migliaia di persone (milioni?) in tutto il mondo. Persone che hanno fatto la fortuna di rivenditori specializzati come Fictionwise.

    La carta non è difficile da battere, soprattutto quando i testi che hai bisogno sono difficili o costosi da reperire, e quando portarsi appresso mezzo chilo di libro non è possibile.

    L’iRex e in generale i lettori basati su tecnologia eInk sono ancora ad uno stadio troppo primitivo, farne il punto centrale di una sperimentazione mi sembra rischioso e un po’ stupido. E ripeto sono grossi, pesanti, costosi e poco funzionali. Tanto vale acquistare il quotidiano in edicola, o leggerlo via Internet.

    Sei convinto di altro? Buon per te. Evita però per favore di sparare a caso come al solito sui blogger (non bloggher), siamo persone diverse con teste diverse e interessi diversi, che hanno in comune l’uso di uno strumento semplice, efficace e poco costoso. Proprio come i lettori di ebook in circolazione da anni.

    Ah dimenticavo, questa è davvero casa mia.