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Erlang e i processi umani

30 agosto 2006

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Dallla discussione virtuale di ieri (qui, qui e qui) è scaturito un link al bellissimo Concurrency is easy in cui Joe Armstrong sviluppa un’analogia tra l’architettura per processi e messaggi di Erlang e la vita reale. Una lettura illuminante per chi sviluppa, e decisamente consigliata anche a chi si occupa di altro.

Se non ne avete mai sentito parlare, Erlang è un linguaggio di programmazione nato in casa Ericsson verso la metà degli anni ’80, con caratteristiche specializzate per lo sviluppo di applicazioni e logiche di controllo per apparati di telecomunicazione: il funzionamento anche in caso di errori software o hardware, la possibilità di distribuire l’elaborazione su più sistemi e di svolgere processi in parallelo in maniera leggera ed efficiente. In Erlang la Ericsson ha realizzato i software di controllo di alcuni dei suoi apparati telecom più avanzati e di successo (centralini, switch ATM, ecc.) e verso la fine degli anni ’90 ha deciso di rilasciarlo con licenza Open Source.

Erlang è utilizzato, oltre che per applicazioni telecom, in tutti quei casi dove sono necessaria una scalabilità orizzontale a bassissimo costo, performance (Soprattutto di rete) eccezionali, e un’affidabilità spinta. Per avere un’idea di cosa è possibile in Erlang, date un’occhiata a questo benchmark vecchiotto ma sempre interessante tra Yaws (un server HTTP scritto, appunto, in Erlang) e Apache. Se volete capirne un po’ di più, trovate alcuni link a libri e documentazione sulla mia tag di del.icio.us.