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Esercizi mattutini dalla Cina / 2

20 settembre 2006

gilgamesh

5 commenti

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Su richiesta di Ludo, mi sono assunto l’incarico di completare al suo posto l’esposizione e la disamina degli esercizi tratti dal libro T’ai Chi Ch’uan: The 27 Forms di Marshall Ho’o.

Premetto che benché personalmente pratichi esercizi simili a questi ogni mattina da quasi venticinque anni, non mi considero un esperto. Per lungo tempo, la pratica quotidiana di questi esercizi è rimasta la mia unica forma di pratica e nonostante abbia cambiato negli anni parecchi stili (con intervalli anche di un lustro) sono rimasto fedele alla prima versione che ho appreso, quella caratteristica dello stile Shao Lin classico della Cina del Nord.

Come Ludo ha sottolineato nel primo post della serie, esercizi preparatori simili a questi sono comuni a molte arti marziali e si ritrovano con qualche variante nei diversi stili che le contraddistinguono. La matrice è comune, e l’origine si può far risalire alla versione più antica del chuan fa praticato dai monaci cinesi già intorno al V secolo a.C.

Per coerenza e semplicità, mi atterrò alla versione degli esercizi riportata nel libro di Marshall Ho’o, con solo qualche annotazione sulle varianti esistenti. Tra l’altro, nella versione “originale”, la sequenza è costituita da otto esercizi e non da nove, da cui il nome tradizionale di Pa Tuan Chin ( baduanjin nella traslitterazione corrente – significa letteralmente “otto pezze di seta” ) e anche la successione degli esercizi è leggermente diversa, così come lo sono i nomi dei singoli esercizi.

Passiamo quindi a vedere i movimenti che costituiscono il secondo esercizio, chiamato dal maestro Ho’o “Rotazione del ginocchio”.

La premessa alla descrizione dell’esercizio recita “Il ginocchio è sede di sei punti importanti per l’agopuntura. Se eseguirete quest’esercizio potrete prevenire l’artrite nella mezza età e da anziani“.

1) Con i piedi uniti, flettete le ginocchia e piegatevi in avanti a partire dal bacino in modo da inclinare il torso, appoggiando le mani sulle ginocchia e tenendo la schiena diritta nonostante la posizione inclinata. Questa posizione dovrebbe essere mantenuta dal centro del corpo, non scaricando il peso sullle mani. Fate come se le mani non ci fossero.

2) Ruotate le ginocchia insieme, facendole girare a sinistra, poi

4) indietro verso destra e

5) in avanti una volta ancora.

Ripetete una serie di rotazioni verso destra, e un numero uguale di rotazioni verso sinistra.

Nota: quest’esercizio non fa parte dei baduanjin propriamente detti, è stato probabilmente mutuato da un’altra serie di esercizi preparatori caratteristici del taijiquan. La sua validità è comunque innegabile, e si armonizza bene con l’esercizio che lo precede e quelli che seguono. È importante sottolineare l’aspetto dell’equilibrio: “come se le mani non fossero realmente lì” significa che non bisogna appoggiare il peso del torso sulle braccia; le mani accompagnano semplicemente il movimento di torsione, “guidando” in qualche modo le ginocchia, mentre la colonna vertebrale (il pilastro di giada ) rimane ben dritta, inclinata in avanti di un angolo di circa 30° rispetto alla verticale e il peso è equamente distribuito tra le due gambe nella posizione iniziale, con i piedi paralleli con un’apertura all’incirca uguale alla larghezza delle spalle.

La sequenza fotografica, con il testo in inglese, rende abbastanza bene l’idea del tipo di movimento da eseguire. Qualunque contributo e osservazione nei commenti è naturalmente benvenuto.

Aggiungo solo che nella successione tradizionale (comune a molti stili esterni) il primo movimento, definito dal maestro Ho’o “Ruota di preghiera” viene chiamato “Reggere il cielo con le mani” (Shuang shou to tien) e il secondo movimento (“Tirare con l’arco”) è completamente diverso.

5 commenti

  • ludo
    20 settembre 2006 #

    Gilgamesh, grazie per la collaborazione! Aspetto (e credo con me parecchi lettori) con ansia lepuntate seguenti. :)

  • Sw4n
    21 settembre 2006 #

    Sono un "cagasottodimerda" lo ammetto… mi fa troppo impressione l'agopuntura… E ammetterlo fa molto "sfigato"… Sì…

  • Dave
    9 ottobre 2006 #

    Hey, qui si aspetta con ansia la terza parte. :)

  • Q
    18 gennaio 2007 #

    Che si pretende qui? :-) Io il cielo con le mani lo reggo anche nella vita di tutti giorni, senza sciuang sciu to tien!

  • [...] Grazie alla puntuale spiegazione di Gilgamesh cominciamo il nostro esercizio: [...]