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Spigolature / 13

30 novembre 2006

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Matteo rinuncia alle slide dichiarando che “la filosofia del Barcamp è contro le slide ed è a favore della trasmissione puramente orale delle informazioni”. Non credo sia il caso specifico di Matteo, e comunque anch’io ho sempre un sacco di problemi a fare delle slide, mi chiedo però quanto sia “filosofia del Barcamp” e quanto cedere ai soliti vizi italiani: pigrizia, pressapochismo e scarso rispetto per il prossimo, clienti utenti o partecipanti a una conferenza, per quanto spontanea, che sia. All’estero infatti c’è chi la pensa diversamente.

C’è da chiedersi come Microsoft riesca a produrre software, almeno stando al bel post di Αριστοτέλης Παγκαλτζής (Aristotle Pagaltzis, hehe non ho resistito, usare UTF-8 servirà pure a qualcosa…) che riprende la questione del menu di shutdown di Windows Vista. Un sacco di link interessanti, tra cui l’imperdibile parabola dei due programmatori, datata 1985 ma (come tutte le parabole che si rispettino) perfetta per i giorni nostri.

Che fare se la vostra ragazza non crede al disastro prossimo annunciato? Altro bel link colto da Ryan Tomayiko sui nuovi survivalists australiani, che si stanno attrezzando per la fine del mondo come lo conosciamo, causa riscaldamento globale / esaurimento giacimenti di petrolio / ecc. Decisamente condivisibile. Io intanto ho rinunciato all’automobile, voi che state facendo?

13 commenti

  • Matteo
    30 novembre 2006 #

    Ludo, credo che alla fine qualcosa tirerò fuori, non tanto per il "rispetto per il prossimo", quanto per avere un minimo di canovaccio da seguire. In ogni caso non parlerei nè di pigrizia nè di pressapochismo, a chiunque possa essere riferito, in quanto per mia esperienza, le migliori lezioni le ho ricevute da persone competenti che parlavano, appunto, a braccio. Ahimè, non è il mio caso.

  • ludo
    30 novembre 2006 #

    Teo non mi riferivo a te, il tuo post è stato solo lo spunto per parlare di un tema che avevo in testa da un po'. Una presentazione ti costringe a organizzare le idee, a creare una base comune per la discussione. E lascia un segno tangibile, che può essere letto in seguito e fare da punto di partenza per qualcosa d'altro. Le lezioni da persone competenti funzionano bene quando il gruppo è ristretto, con duecento persone si rischia di scivolare nel casino, in cui tutti dicono la loro senza un filo conduttore e con la massima dispersione di contenuti. Vedremo sabato. :)

  • mafe
    30 novembre 2006 #

    Non so se capita anche a voi, ma io mi preparo di più quando devo parlare a braccio e considero invece le slide una sorta di pigrizia, anche solo emotiva: mi impediscono di adattarmi all'umore della platea come dovrebbe essere. Appena finita l'università (1991) per due anni ho organizzato convegni: ai tempi le slide praticamente non esistevano (qualcuno usava lucidi, ma pochi), questo implicava un notevole lavoro di selezione del panel alla ricerca di relatori con contenuti e capacità oratorie. Convegni di otto ore con gente che parla (non che legge) e spazio alle domande, è un ricordo romantico? :)

  • ludo
    30 novembre 2006 #

    Mafe, anch'io non sopporto chi legge, le conferenze dovrebbero essere vive e interattive. E faccio una fatica mostruosa a fare slide, sia nel lavoro "vero" che in occasioni tipo il Barcamp. Il mio dubbio però (e riguarda anche me stesso) è che spesso la "veracità" e l'"interattività" siano solo scuse per non fare fatica e scansare il lavoro che andrebbe fatto per preparare una conferenza. Non è il tuo caso ovviamente, e nemmeno quello di Matteo visto che si sta spremendo sui contenuti della sua presentazione. :)

  • Matteo
    30 novembre 2006 #

    Concordo con Mafe. Le slide possono esere un fastidioso alleato, un alibi.
    D’altra parte non avere una traccia da seguire nell’impostare il discorso è, quello sì, pressapochista e meritevole di scherno.
    Poi dipende molto dal tema trattato. Un intervento di tipo tecnico deve poter essere strutturato in maniera rigida, sequenziale.
    Uno invece come quello che propongo io, a mio parere e a maggior ragione in un barcamp, può permettersi di essere più "ipertestuale".
    L’importante è avere un’idea chiara dei link tra gli argomenti e soprattutto, impostare una struttura iniziale, un ambito circoscritto da cui non uscire.

    Mi viene in mente l’intervento tuo e di cavedoni a milano. Avete fatto le slide, ma non me le ricordo. Ricordo la conversazione.

    In questi giorni sto impazzendo di overload informativo con il rischio di non stringere alla fine nulla. Per questo problema le slide non servono. Serve solo la sintesi. Basta un foglio e una matita, e a volte neppure quelle.

    (per inciso, da quando ho proposto l’intervento ne sono successe di cose… IAB, ReviewMe, BonduelleBlog, e non solo… sembra che d’un tratto il meme si sia materializzato in tutta la sua potenza)

  • Cristian Conti
    30 novembre 2006 #

    Una curiosità..il secondo e il terzo link da dove li hai beccati??

    Per le slide sono di quelli che preferiscono lo stile Jobs a quello Microsoft..poco testo, una traccia da seguire per non perdersi nel discorso e soprattutto essere concisi: la parte più importante è sempre la discussione che permette di allineare l’esposizione a quello che la platea ha capito o meno..
    In questo le slide "non lette" ma che rappresentano i "titoli dei capitoli" della relazione dimostrano il lavoro di sintesi fatto dal relatore.

    La farai la presentazione di Lightpress? Sto pensando di migrare il mio blog per fare esperienza con la tua creatura..

  • ludo
    30 novembre 2006 #

    Cristian, i link arrivano dai bookmark di Ryan Tomayiko.

    Sono perfettamente d’accordo con te sull’importanza delle slide come sintesi. Si, presenterò LP, ma senza slide. :)

    Scusa la brevità ma sono dal treo.

  • Matteo
    30 novembre 2006 #

    Ludo!!!! Pressapochista!!!!! :P

  • fullo
    30 novembre 2006 #

    io ho un rapporto conflittuale con le slide.. odio prepararle, ma fare un talk tecnico o pseudotecnico senza è quasi impossibile, soprattutto se devi far vedere (e capire) del codice o se devi fare confronti di features.

    se invece si tratta di talk più "discorsivi" e di concetto sono a favore della scuola "titolo e frase di impatto, il resto si racconta".

    c’è però da dire che questo comporta un problema non indifferente. Le slide così realizzate diventano inutili al di fuori del contesto nel quale sono presentate, in quanto danno per scontato cose dette agli intervenuti ma non scritte.

    E comunque ho assistito a talk a braccio pessimi ed a talk con slide chilometriche ma per niente lette dal relatore, che si era preparato a dovere e che comunque riusciva a tenere "sveglio" il pubblico anche con discorsi soporifico-tecnico. Il tutto sta appunto nel chi fa la presentazione, e non nelle slide stesse…

  • fullo
    30 novembre 2006 #

    ps, ludo ti prego.. aumenta di almeno un punto il carattere dei commenti o ti mando il prossimo conto dell'oculista a casa ;P

  • Matteo
    30 novembre 2006 #

    Ecco Fullo, a questo punto io sono, in ogni caso, fottuto… ;)

  • [...] Ringrazio Ludo per la Parabola dei Due Programmatori. Pur essendo una sotoriella ‘old’ mi ha fatto venire in mente un parallelo odierno fra Python e Java/C#… ma insomma se non l’avete ancora letta credo faccia riflettere. Peccato solo che queste cose non le legga - e capisca - chi dovrebbe. tags programmazione [...]

  • Intense Minimalism
    1 dicembre 2006 #

    Ringrazio Ludo per la Parabola dei Due Programmatori. Pur essendo una sotoriella ‘old’ mi ha fatto venire in mente un parallelo odierno fra Python e Java/C#… ma insomma se non l’avete ancora letta credo faccia riflettere. Peccat…