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Salviamone qualcuno

14 dicembre 2006

4 commenti

Magari per l’anno prossimo, ma salviamone qualcuno. Sto parlando di animali, allevati e trucidati per permettrci (anzi, permettervi) di ingozzarvi fino a scoppiare durante le prossime feste. Una cosa che, come dice boh che ha lanciato l’appello, “Fino agli anni ’50 aveva un senso, di carne sulle tavole italiane ne circolava assai poca ed era un’occasione di fare festa mangiando bene, ma dopo la ricostruzione del dopoguerra e il boom economico, poi i favolosi anni ’60 e ’70, e ora le diete iperproteiche — che prescrivono pochi grassi e carboidrati — di carne ne mangiano sempre tutti, anche due volte al giorno.”

Non c’è bisogno di diventare vegetariani, anche se non sarebbe mica male, ma rinunciare agli eccessi magari sì. E rilanciare l’appello (citando chi l’ha lanciato) sul vostro blog, come hanno già fatto altri.

Spigolature / 15

14 dicembre 2006

3 commenti

YouTube è scritto in Python. O almeno così sembra dalla frase di Cuong Do, Software Architect di YouTube, apparsa recentemente su python.org. La frase suona più o meno così: “Python è veloce quanto basta per il nostro sito e ci permette di sfornare funzionalità facili da mantenere a tempo record, con un numero minimo di sviluppatori”. State ancora programmando in PHP? (Fullo se ti fischiano le orecchie sai perchè) Via e via.

Reazioni a catena. Per scaramanzia e esaurimento totale di enrgie nessuno ci aveva pensato, ma come prevedibile la pubblicazione su Nòva di oggi della mappa della blogosfera sta generando reazioni a catena. Qualche dettaglio in più nei prossimi giorni.

Spigolature / 14

13 dicembre 2006

12 commenti

LeWeb3 is actually “Loic for president”, o “come strumentalizzare la blogosfera per le proprie mire politiche”. I commenti negativi post-evento di Parigi abbondando, tranne che sui blog dei partecipanti italiani che forse sono ancora in viaggio per tornare a casa. Non avevo molti dubbi, già in occasione della prima conferenza parigina due anni fa mi veniva un po’ da ridere, a sentire blogger di mezza età definirsi “rivoluzionari” senza minimamente accorgersi di essere ormai entrati a far parte a pieno titolo dell’establishment.

Se al Barcamp non c’eravate… Ma anche se eravate lì, non perdete il numero di Nòva in edicola domani con il Sole 24 ore. Speriamo solo di aver imbroccato la risoluzione, e che il passaggio da digitale a stampa faccia giustizia alla mappa della blogosfera.

Creatori e muratori

6 dicembre 2006

29 commenti

Tra i tanti post sul Barcamp, quello di Diego è forse il più caustico e, nonostante i soliti buoni propositi di ignorare i troll e dedicare il tempo a qualcosa di più interessante, merita almeno due righe di risposta.

Ho trovato infatti insopportabile il suo distinguo tra “quelli che fanno tecnologia (alleati con i tanti che ne parlano)” e “[quelli] che la tecnologia la usano e la animano cercando di darle un perché”, un concentrato di snobismo e cattive idee (e forse intenzioni) espresso in maniera sottile e perversa. “Nostalgici del contenuto” contro “innovatori della forma”, “umanisti” contro “tecnici”, che si traduce immediatamente nella testa di chi legge in “intellettuali contro manovali”, “artisti contro artigiani” (ma che potrebbe anche essere tradotto da chi non condivide lo snobismo tipicamente italiano verso il “saper fare” in “chi si fa le seghe mentali contro chi crea e realizza”).

Premesso che gli umanisti, quelli veri vissuti qualche centinaio di anni fa, erano anche e soprattutto “tecnici” e “innovatori della forma” (Diego, visto che stai a Roma fatti un giro in Santa Maria della Pace e dai un’occhiata al chiostro, o entra in una qualsiasi delle chiese del Borromini, o osserva “da umanista” i dettagli di uno dei tanti monumenti che ti circondano, poi se ancora hai qualche dubbio ne riparliamo), siamo proprio sicuri che i “tecnici” non generino mai “contenuti”, e che i “contenuti” siano più importanti dei “servizi”? Che chi sa fare sia assimilabile a qualche pessimo ritratto di tecno-burocrate sovietico da film degli anni ’60? O che la concezione di tecnica debba essere quella del razionalismo o del brutalismo, tanto per fare qualche analogia con la storia dell’architettura? Ancora a ragionare con questi schemi, che erano già vecchi quando ero all’università? Mah…

Niente male anche il tentativo di liquidare lavoro e ragionamenti sull’influenza dei blog con un “escludi Grillo/includi Grillo”… Ultimo appunto, ché poi torno a fare il manovale, Diego se non ti commentano è probabilmente perchè non ti leggono, e se non ti leggono è probabilmente perchè il tuo feed non dice mai niente di interessante, dato che non riporta il contenuto degli articoli. Ma tanto ti interessa di più “seleziona[re] straordinariamente il lettorato” che dialogare, no? Osservazione da “tecnico”, lo so, e quindi poco rilevante…

Di ritorno da Torino

3 dicembre 2006

25 commenti

Giornata intensa, faticosa ma decisamente soddisfacente quella di oggi al Barcamp Torino. Non ho le energie per raccontarla, e poi altri l’hanno già fatto meglio di me, come Lele e Davide.

Grazie agli organizzatori che hanno fatto uno splendido lavoro, e ovviamente a tutti quelli che sono venuti a sentirci nel pomeriggio, la vostra partecipazione ci ha ripagato di tante ore spese sulla classifica (che ormai solo classifica non è più da qualche giorno). Per seguire i post del Barcamp di tutti i blog in classifica potete usare questo indirizzo.

Concludo con l’obbligatoria lista di chi ho visto dal vivo per la prima volta (Michele, Eìo, Fullo, Andrea), chi ho rivisto con piacere (azzz siete troppi, oltre ai due citati in apertura Gaspar, Andrea, Matteo, Carlo che non so se ha un blog, chi ho dimenticato?) e il gruppazzo della classifica che c’era (Theo, Eìo, Simone, Fullo, Antonio — che mi sono dimenticato di salutarti) e quelli che non c’erano (Marco — me ne sono ricordato, Boh, Neko — ce l’ho fatta a prendere un’agenda). Al prossimo Barcamp, speriamo di non dover aspettare troppo.

Sei gradi di separazione

1 dicembre 2006

15 commenti

Non sono i famosi sei gradi di separazione della popolazione mondiale ipotizzati dallo scrittore ungherese Karinthy Frigyes, ma quelli un po’ più numerosi della blogosfera italiana. Sto parlando della presentazione che terremo sabato al Barcamp, con un po’ di dati dopo un mese di crawling di tutti i blog in classifica, e delle visualizzazioni che rappresentano graficamente le relazioni tra blog, e i principali centri di aggregazione.

Abbiamo anche individuato il “centro” di tutti i blog in classifica, quello cioè da cui si raggiungono tutti gli altri con il minor numero di link. Chi è? Per saperlo dovrete venirci a sentire. Ci sarà anche qualche annuncio “di peso” riguardante la classifica. Qui sotto un assaggio in scala (molto) ridotta di una delle immagini, riferita alla rete di blog che circondano Eìo.

Degrees of separation