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Spigolature / 14

13 dicembre 2006

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LeWeb3 is actually “Loic for president”, o “come strumentalizzare la blogosfera per le proprie mire politiche”. I commenti negativi post-evento di Parigi abbondando, tranne che sui blog dei partecipanti italiani che forse sono ancora in viaggio per tornare a casa. Non avevo molti dubbi, già in occasione della prima conferenza parigina due anni fa mi veniva un po’ da ridere, a sentire blogger di mezza età definirsi “rivoluzionari” senza minimamente accorgersi di essere ormai entrati a far parte a pieno titolo dell’establishment.

Se al Barcamp non c’eravate… Ma anche se eravate lì, non perdete il numero di Nòva in edicola domani con il Sole 24 ore. Speriamo solo di aver imbroccato la risoluzione, e che il passaggio da digitale a stampa faccia giustizia alla mappa della blogosfera.

12 commenti

  • boh
    13 dicembre 2006 #

    Dissento fortemente.
    Essere rivoluzionari è un’idea, una percezione e, soprattutto, uno stile e una pratica di vita. L’età non c’entra.

    C’è gente che 21 era già completamente integrata e non aspettava altro che di entrare a pieno titolo nell’establishment, vero Ludo?:) Anche noi ne conosciamo qualcuno (e qualcuna ne conoscevi e ne conosci tu, mi pare).

    Doc è autenticamente rivoluzionario, almeno a livello privato: infatti a quasi 60 anni ha cambiato totalmente e radicalmente vita, sotto ogni punto di vista, amore lavoro ecc. E ha avuto il coraggio di essere e di fare quello che voleva fare da quando era ragazzino. Che importa l’età?

  • ludo
    13 dicembre 2006 #

    Mi sono espresso probabilmente male, quello che mi faceva sorridere era che i relatori presenti alla cena si consideravano "portatori di una rivoluzione" contro l’establishment dei media tradizionali. Senza rendersi conto di avere già gli stessi comportamenti, relazioni, sudditanze e spesso anche privilegi.

    La canonicalizzazione di un movimento non la scopro io, il problema è che (spesso per interesse, come nel caso di Loic) chi fa parte del movimento la ignora, e continua a fare il rivoluzionario dopo che la rivoluzione è finita da tempo.

  • Vittorio Pasteris
    13 dicembre 2006 #

    In effetti già da ieri mi ero avevo dato notizia del casino combinato a parigi … Lemoir per megalomania si è giocato una piazza che poteva gestire molto meglio

    http://www.pasteris.it/blog/wp-admin/post.php?action=edit&post=992

  • Dario
    13 dicembre 2006 #

    Avevo anch'io dubbi qualche mese fa su Le Web,bisognerebbe leggere i commenti,anche dei partecipanti Italiani: ok la mancanza di una rete wi-fi efficiente è un feedback negativo da far notare ma mi sarei aspettato spunti più interessanti. Nei prossimi giorni credo potremmo ottenere discussioni rilevanti,a partire dall'articolo che uscirà domani su Nòva.

  • Luca Mearelli
    13 dicembre 2006 #

    bhe, quando in mattinata leweb3 si e’ trasformato in "porta a porta" con la comparsa del primo candidato presidenziale mi sono rifugiato nello startup corner dove le conversazioni erano molto piu interessanti.

    La cosa triste e’ stata sentir definire da Loic LeWeb3 una "unconference"…

  • Sproloqui semiosici
    13 dicembre 2006 #

    Le web 3, ovvero la rete che diventa adultaMe lo sentivo, me lo aspettavo. Era il momento migliore. Il momento per mischiare definitivamente le carte tra il mondo vecchio e il nuovo e mostrare che l

  • Maurizio Benzi
    13 dicembre 2006 #

    L’idea del convegno dal respiro europeo era buona, gli speaker (potenzialmente) di buon livello, la quantità e direi anche la tipologia degli iscritti era ottima.
    Insomma c’erano grandi aspettative, che tuttavia sono rimaste decisamente inattese.
    Molto fumo e poco arrosto. Almeno sul palco. Ad esempio mi aspettavo molto di più dal Ceo di Linkedin, dalla Resposabile Mtkg Europa di Google e da Mena Trott di Six Apart, solo per dirne alcuni.

    Ma gli interventi politici, decisamente fuori luogo sono stata la cosa più fastidiosa. Poteva essere una grande occasione per l’Europa. Non è stata sfruttata.

  • [...] Tra i vari commenti di chi c’era e chi no al Le Web di Parigi affiorano le critiche per un evento con tanti più soldi di quello di Torino ma con lo stesso problema, la connessione, ma a parte quello nei post deli italiani che erano lì non ho trovato molta emozione per l’evento. [...]

  • Sapientone
    14 dicembre 2006 #

    Acquistato il giornale. Sto leggendo l’inserto proprio adesso.

    Il paginone è abbastanza leggibile :)

  • Nicola Mattina
    14 dicembre 2006 #

    Ne parlo anche io qui: http://blog.nicolamattina.it/?p=333 Ciao Nicola

  • Tonino
    15 dicembre 2006 #

    Un’occasione per l’Europa organizzata dai francesi? Dubito, hanno il cosmopolitismo ma non la lungimiranza.

    Invitare il candidato per cui voti, ecco da la dimensione del curioso provincialismo in cui stanno scivolando oltralpe. E poi vogliono tenere fuori la Turchia. Un vero convegno di respiro internazionale dovrebbe prendere come sede Istanbul (dico davvero) o Sofia o San Pietroburgo.

  • antoniocontent
    15 dicembre 2006 #

    Ricordo solo che quando i radicali vollero darsi un respiro internazionali fecero il congresso a Budapest. e fu l'inizio della fine…scherzi a parte, a volte mi chiedo come si possa rimanere immuni di accuse di "essere ormai parte dell'establishment" quando si diventa celebri come Loic Le Meur. Qualcuno ha la formula? Io credo che ormai LeMeur sia un personaggio pubblico (uno vero) che ovviamente si espone a molti elogi e molte critiche. Ho letto i commenti dei blogger, italiani e non, e mi sono fatto un'idea. Forse l'anno prossimo andrò anch'io, solo per curiosare, proprio per capire quanto può essere distante un evento "raccontato" da lontano da uno visto e vissuto di persona. a