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Cina all'amatriciana

28 febbraio 2006

1 commento

E così dopo la Cina anche l’Italia ha una censura di stato su Internet. L’unica nota positiva (in questo caso) è che chi ci governa conferma di non capirci nulla di tecnologia, e il metodo adottato per “oscurare” i siti si basa su una forzatura della traduzione dei domini in IP, aggirabilissima da chiunque con poco sforzo.

ReST anno 1997

24 febbraio 2006

Pensieri sparsi su Internet, TV e P2P

16 febbraio 2006

4 commenti

Aggiornamento mondiali di calcio 2006: se siete arrivati qui cercando notizie su come vedere i mondiali di calcio gratis via Internet, andate a dare un’occhiata su My P2P World Cup, dove oltre alle informazioni sui programmi necessari e ad un forum di supporto, troverete la programmazione delle partite dei mondiali sulle televisioni P2P Internet. Buona visione!

Riprendo dal Treo qualche appunto su uno dei temi “caldi” del momento: l’incrocio tra Internet, TV e reti peer to peer che ha portato al sequestro e successivo dissequestro di Coolstreaming.it e Calciolibero.com.

Due cose mi colpiscono in particolare di questa vicenda, che va a mio parere interpretata come una delle tante avvisaglie di un cambiamento epocale in atto: l’accanimento delle emittenti contro un profilo di utenza che non è, e probabilmente non sarà mai, un target della loro offerta commerciale; l’ottusità dei media (non solo tradizionali) e della società in generale che, invece di cogliere i segnali positivi del cambiamento e tradurli in nuovi modelli di business, si arroccano a difesa di un modello di ripartizione geografica dei diritti di riproduzione che sta facendo acqua da tutte le parti.

questo post continua, leggi il resto

Ci sto facendo un pensierino

15 febbraio 2006

Scorrendo i post di franklinmint.fm oggi mi sono imbattuto in un bell’esempio di Distributed Computing: un bilanciatore TCP realizzato in Erlang, il linguaggio realizzato dalla Ericsson per gli apparati di telecomunicazione e particolarmente adatto per applicazioni distribuite e in soft realtime (quanto siete disposti ad aspettare il tut-tut dopo aver alzato la cornetta del telefono?).

Seguendo il trail partito dal post di franklinmint ho letto di Mnesia, scaricato Making reliable distributed systems in the presence of software errors, salvato su del.icio.us un passaggio della bella intervista a Phil Smoot (Hotmail), aggiunto all’aggregatore il blog di Steve Jenson (Blogger/Google).

Ora sto pensando se iniziare a studiare Erlang, che ha un sacco di punti di contatto con alcune delle cose che si fanno qui nel nuovo lavoro, ma ovviamente essendo una tecnologia nuova e (almeno qui in Italia) sconosciuta ha poche probabilità di essere adottata, pur con un’azienda solida come Ericsson alle spalle a garantire supporto tecnico e update. E un po’ mi dispiace di non aver potuto frequentare il master in Distributing Computing di Tanenbaum, cui ero stato ammesso l’anno scorso…

Il locale per me

14 febbraio 2006

3 commenti




Visto oggi passando in via Pezzotti, dovrebbe essere il Tangram anche se l’ultima volta che ci sono stato risale a circa vent’anni fa.

Finalmente!

12 febbraio 2006

1 commento

Sarà merito del nuovo commissario tecnico, degli anni di gavetta nel Sei Nazioni che stanno iniziando a fruttare, o dell’esperienza di molti nostri giocatori in squadre prestigiose all’estero. Quello che importa è che ieri per lunghi tratti la nazionale italiana ha tenuto testa all’Inghilterra, giocando la migliore partita che io ricordi al Sei Nazioni con una grinta, una tenacia e una caparbietà difensiva spettacolari (incredibile il numero di placcaggi degli italiani, più o meno il triplo rispetto a quello degli inglesi).

Stand-off’s try turns the Azzurri tide as Italy prove they can frighten the game’s biggest boys. [...] The Azzurri went down with all guns blazing. Seldom has a team produced so many tackles in a rearguard action of almost heroic proportions. [...] England’s response was to spend 10 minutes encamped on the Azzurri line, producing a fascinating contest of the machismo variety. The power pack went for the rolling maul, not once but half a dozen times and on each occasion they were repelled by a blue wall. It was like a resistible force against an immovable object.

Peccato solo per un erroruccio arbitrale che ha consentito agli inglesi di segnare tre punti in un momento delicato, e per l’ultima meta regalata dal mio omonimo (che ha comunque giocato una grandissima partita) a tempo scaduto. Grandissima partita, grandissimo carattere, una bella conferma dopo la partita con l’Irlanda che avremmo meritato di vincere. Continuiamo così!

Dove sono finito?

9 febbraio 2006

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Riemergo dopo quasi un mese e mezzo di silenzio dovuto, nell’ordine, a:

  • cambio di lavoro, con tutti gli sbattimenti di colloqui e documenti necessari, e lo stress di un ambiente nuovo
  • pessima forma fisica accompagnata da influenze varie
  • restituzione del glorioso Thinkpad T30 aziendale, e conseguente arrabattamento per assemblare un PC utilizzabile dai pezzi sparsi nei cassetti
  • scazzo generale di fine/inizio anno

Niente di grave quindi, solo un periodo di cambiamenti e sbattimenti pratico/organizzativi, che spero sia avviato a conclusione. Del lavoro riparlerò forse in seguito, sia di quello vecchio (in Banca Intesa — organizzazione con una burocrazia ed un approccio al lavoro a dir poco kafkiano) che di quello nuovo.

Mentre aspetto la liquidazione sperando che avanzi qualcosa per comprare un Thinkpad X30 su Ebay, ho ripreso in mano l’amato Python grazie anche a webpy e alle recenti discussioni del BDFL (il Benevolent Dictator For Life che ha creato Python, ora a Google) sui framework web. A proposito di web, vi consiglio caldamente gli appunti di Simon Willison dal Future of Web Apps Summit, dove si sono riuniti alcuni dei più bei nomi tra quelli che il web lo fanno per davvero.