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Se volete smentirlo voi...

21 marzo 2007

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“In Italia non sono molti a conoscere i nuovi linguaggi, per questo devo rivolgermi a coder all’estero, con tutti i problemi gestionali che ne conseguono.”

Se anche a voi fa (parecchio) innervosire essere definiti coder e mosche bianche, fatevi sentire. E poi magari spiegategli, se avete tempo, che le applicazioni web moderne e di successo di solito sono fatte da chi sa programmare, non da chi i programmatori li compra dove costano meno…

20 commenti

  • enrica garzilli/boh
    21 marzo 2007 #

    beh certo che se ’sti coder sono indiani, per esempio, costano un bel po’ meno, grazie alla Rupia appena un po’ più deboluccia dell’Euro! Altro che problemi gesitonali. Il "problema gestionale" maggiore, in questo caso, è che sborsi un sacco meno di quattrini e magari ti senti pure buono perché dai lavoro a persone bravissime, serie e preparate di un paese emergente.

    In più gli indiani fanno quello che gli si chiede senza dirti che è una minchiata colossale, cosa che magari un italiano se lo chiede o te lo dice, perché basta che li paghi.

    E poi stanno zitti, che gliene importa di dire le cose in giro, criticare, o magari metterti in ridicolo, ecc.? Stanno a 4 fusi e mezzo orari di distanza e di problemi loro ce ne hanno già abbastanza.
    Basta che se magna…

  • enrica garzilli/boh
    21 marzo 2007 #

    voglio dire, basta che se magna per gli indiani, non per lui!:)

  • Michele
    21 marzo 2007 #

    Certo che per essere un gruppo di italiani che non sa programmare con i nuovi linguaggi non possiamo lamentarci: 16bugs, Unilife e Pagety (attualmente in beta privata) non se la passano male e sono 100% made in Italy… :)

  • Merlinox
    21 marzo 2007 #

    Ultimamente in Italia spesso anch'io con il mio bel Coldfusion mi sento un po' una mosca bianca. La richiesta è davvero bassissima, al più di qualche nucleo milanese.

  • ludo
    21 marzo 2007 #

    Eh certo, se vanno tutti in India… Ma già, è colpa nostra se non ci offrono niente, non sappiamo fare marketing per farci conoscere… :)

  • Paolo Rossi
    21 marzo 2007 #

    Credo che MCC dica cose sostanzialmente giuste… il problema è semmai di noi codersmoschebianche che spesso non siamo buoni promotori delle nostre competenze, non sappiamo vendere bene la nostra professionalità, preferiamo un tranquillo posto da dipendenti ad una vita da freelance.
    Con queste premesse è difficile incontrare la domanda degli imprenditori che giocoforza si rivolgono altrove.

    Secondo me è un peccato perché se non c’è un buon tecnico coinvolto in prima persona nel progetto le probabilità di successo diminuiscono considerevolmente (design povero, bassa qualità del codice, allungamento del time-to-market, etc.)

  • ludo
    21 marzo 2007 #

    Quello che mi chiedo è se MCC ha provato prima a cercare developer in Italia, magari con un post sul suo blog come si fa di solito, o se è andato subit in India (dove costano poco) e in USA (dove costano un po' di più ma fa tanto figo dire "i miei coder in Silicon Valley").

  • Lawrence Oluyede
    21 marzo 2007 #

    Dopo la serie di post citati del signor Camisani in giro per la rete mi sto facendo l'idea che non ne capisca poi molto. Probabilmente è bravo a far parlare di sé e basta

  • Folletto Malefico
    21 marzo 2007 #

    E che devo dire, Ludo? :)

    Da un certo punto di vista, ha anche ragione. Siamo in pochi a conoscere certi linguaggi, ancora meno a conoscerne tanti (o ad impararne uno nuovo in un mese).

    Dall’altro, la domanda è praticamente assente. Di volta in volta, sono io che cerco di creare la domanda, perché so che per un progetto è meglio A piuttosto che B.

    C’è anche da dire che la formazione è pure quella che è. Di tutta la facoltà di informatica da cui sono uscito, quelli che conoscevano i linguaggi insegnati erano pochi e quelli che ne conoscevano altri erano mosche bianche.

    Credo che sia un circolo vizioso: per quanto una affermazione come quella di MCC mi renda vagamente basito, so anche che c’è un circolo.

    Il punto è: come romperlo? Alla fine, parte tutto da progetti personali, credo che tu ne convenga, o sbaglio? :)

  • ludo
    21 marzo 2007 #

    Beh Davide, ma se per linguaggi intende PHP e Flash, con cui mi sembra sia sviluppato TuoVideo, in Italia gli sviluppatori non mancano di certo. E poi ripeto la dmoanda: ha provato a cercarli o si è diretto subito dove "fa figo" e magari poteva anche risparmiare qualche soldo?

  • Folletto Malefico
    21 marzo 2007 #

    Su questo, sono perfettamente d’accordo. PHP e Flash sono molto diffusi anche in italia. :)

    Volevo solamente allargare un attimo la considerazione, sul tema specifico non ho niente da aggiungere rispetto a quanto detto da te e da Dadda. :)

  • rocker
    21 marzo 2007 #

    esistono anche programmatori abili, che costano poco e che non se la menano. E difficilmente sono italiani (parlo per esperienza vissuta). E' giustissimo mettere sul piatto anche il costo, ci mancherebbe.

  • Roberto Dadda
    21 marzo 2007 #

    E’ in realtà molto difficile capire qualcuno che spara certe che cose e che poi sistematicamente evita di rispondere a qualsiasi domanda venga fatta.. Io che Camisani fosse un esperto di software nonlo avevo capito francamente e che avessetra le mani progetti tanto grandi da giustificare lo sviluppo offshore in due continenti non lo avevo nemmeno immaginato.
    Francamente il concetto di coder non mi pare tanto in sintonia con la adozione di strumenti tanto nuovi da non trovare programmatori in italia, misembra più un concetto da vecchia IBM Cobol-CICS-dBII, ma evidentemente mi sfugge qualche cosa.
    Hopostato un commento che puntualmente è stato censurato, se a qualcuno interessa è sul mio blog.

    dadda

  • Gighen
    21 marzo 2007 #

    io ho avuto occasione di lavorare all’estero con indiani e non sono secondo me superiori a nessuno… solo che i soldi che si pigliano per loro sono tantissimi e per tantissimi soldi noi ci ingegneremmo molto di più.

    Bisogna altresì dire che gli studenti italiani non sono affatto grandi coders, ma per come è concepita l’università stessa secondo me, percentuali più alte di buoni coders si trovano IMHO nell’europa dell’est [meglio degli indiani si]

    Poi come in ogni lavoro ci sono persone più o meno brave a farlo, tutti noi protremmo impararlo molto bene ma probabilmente ci sarebbe necessità di stimoli più forti… in paesi come l’estonia un programmatore arriva a prendere 1500€/mese che facendo un paragone con quanto spendevo io in italia potrebbero essere 4000? un programmatore italiano li può prendere 4000€.. ma dopo quanto? siamo sicuri che sia un sistema davvero meritocratico?

  • Cristian
    21 marzo 2007 #

    A questo punto perchè non fare come in America e mettere su una job board per i programmatori di casa nostra?

  • enrica garzilli/boh
    22 marzo 2007 #

    rispondo io al buon Lawrence Oluyede: certo che non ci capisce niente, ci mancherebbe! Se a me uno dicesse qualcosa sul MIO lavoro e fosse un emerito nessuno, nel mio lavoro intendo, mi infurierei e in pubblico, altro che!!!

    Magari MCC sa fare altro, ma penso che di programmi e programmatori ci capisca anche meno di me, che cmq un vecchio Master su Computer Science for Humanistic Science lo presi! (su main frame IBM:))

    Invece voi qui ad arrabbiarvi e a citarlo. Magari ora qlc ci fa pure un post, linkandolo, il che va tutto a suo vantaggio.
    E dibattiti ecc. ecc.

    Io fossi un programmatore farei quello che dice Christian: job board.

    Selezionando gli annunci, che non ci vadano i venditori di fumo o i copiatori o chi fa "social web" (che allora mi ci metto anche io:..:))
    ma che sia davvero una job board di programmatori!
    *Specializzata intendo.*

  • Gighen
    22 marzo 2007 #

    una board per programmatori ha 2 problemi fondamentali: - qualità dei programmatori - qualità dei clienti

  • Davide
    23 marzo 2007 #

    Lo dico da imprenditore piccolo piccolo, trovarvi non è facile :-) il problema economico passa quasi in secondo piano rispetto alle difficoltà (e quindi al costo indiretto) della ricerca e del tempo che uno rischia di perdere prima, durante e dopo, se non trova subito la persona o il gruppo di persone giuste per il suo progetto. E poi c'è anche il problema di avere già durante il primo contatto un'opinione sincera su quale è il modo migliore di realizzare un certo progetto, che può darsi non sia "il linguaggio" di quel programmatore. L'idea del Job Board è sicuramente la migliore, ma solo se esistesse un sistema di feedback in grado di fare qualcosa, come osserva giustamente Gighen, per la qualità dei programmatori e dei clienti… sempre che sia possibile per la privacy. Io ad esempio ho un paio di cose che vorrei realizzare da mesi, potrei anche investirci, ma non avendo più il giro di sviluppatori con cui lavoravo mi viene mal di testa solo a pensarci a mettermi a fare una ricerca.

  • [...] Se volete smentirlo voi…; [...]

  • jaco
    30 marzo 2007 #

    Onestamente, programmatori italiani bravi ce ne sono fin troppi.

    Il problema è quello contrario. Esistono poche imprese disposte a spendere, a informatizzarsi, ad investire in novità.

    Ci sono pochi imprenditori disposti a pensare a come innovare la propria azienda. La maggior parte delle piccole e media imprese è fedele al suo modello tradizionale.

    Siamo noi/voi (io ormai solo marginalmente) a dover proporre, creare, inventare e spesso e volentieri a convincere.

    Onestamente, ci sono pochi imprenditori che cercano programmatori, figuriamoci poi quanti sono quelli che li cercano all’estero… una quota veramente bassa

    Il post del dott. Camisani mi pare completamente infondato. Non so quale sia la sua percezione del mercato. Ma la mia è completamente diversa.