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Disordini a Chinatown

12 aprile 2007

10 commenti

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Passando in bicicletta questa sera a Chinatown, abbiamo raccolto la testimonianza di un ragazzo che ha assistito ai disordini di oggi. Ovviamente non siamo in grado di verificare la veridicità del racconto, confermato però in alcuni punti da chi come noi si era fermato ad ascoltare. Aggiungo che il narratore era italiano, milanese doc e ben vestito, una tipologia di solito poco propensa a schierarsi dalla parte degli immigrati di turno. Ecco alcune cose che forse non leggerete domani sui giornali.

  • i rapporti tra forze dell’ordine e residenti cinesi (cui qualcuno avrà pur dato le licenze per la vendita all’ingrosso) sono negli ultimi tempi molto tesi, non solo per il cronico disordine del commercio locale, ma anche perchè pare che i vigili non perdano occasione per cercare di estorcere mazzette (cosa che ho sentito dire anche da commercianti — italianissimi — della mia zona)
  • circa una settimana fa, i vigili hanno preso a manganellate un residente cinese della zona, reo sembra di avere documenti non in regola, facendo poi in modo che fosse portato a Niguarda invece che al vicinissimo Fatebenefratelli, e che il tutto venisse insabbiato
  • i disordini di oggi hanno raggiunto il punto di non ritorno quando i vigili hanno iniziato a manganellare la donna (con figlio appresso) cui avevano appena controllato i documenti (considerazione mia: c’è bisogno di arrivare allo scontro fisico, e soprattutto di usare i manganelli per immobilizzare una donna?)
  • a calmare il clima, dopo l’arrivo di una trentina di macchine della polizia, non è certamente servito il gesto di un poliziotto in borghese, che ha estratto la pistola e percosso a freddo con il calcio un ragazzino cinese che aveva vicino, per poi dileguarsi in mezzo agli altri agenti

Chi raccontava era visibilmente scioccato dalla violenza con cui le forze dell’ordine hanno gestito la situazione. Speriamo che cambi qualcosa presto, non solo per evitare lamentele da parte di paesi amici, ma anche e soprattutto per non replicare qui, prima o poi, rivolte come quelle dei ghetti americani.

Detto questo (anzi, riportato), le mie esperienze con i vigili di Milano non sono drammatiche, anzi: prima del lungo ponte dell’ultimo Capodanno i vigili del comando di via Faravelli hanno speso un paio d’ore e parecchie energie per dare una mano (con successo) a soccorrere un gatto che era rimasto chiuso nell’asilo vicino. Con cordialità, pazienza e buon senso. Peccato che alcuni episodi gettino ombre su un corpo che, sono sicuro, è composto in gran parte da persone che fanno un lavoro difficile bene e con coscienza.

10 commenti

  • Valentino
    12 aprile 2007 #

    Sticazzi… Ma come si può arrivare a tanta e tale violenza gratuita? Verrebbe da pensare che anche i disordini recenti di Roma siano stati causati ancora una volta dalla polizia… Ma in chi siamo in mano?

  • ludo
    12 aprile 2007 #

    Vale ripeto, sono testimonianze raccolte per strada e non è detto che siano vere al 100%.

    Certo è che l’atteggiamento delle nostre forze dell’ordine è spesso brutale. Non è un lavoro facile ed è pure (molto, troppo) mal pagato, ma credo che niente possa giustificare l’uso della violenza soprattutto da parte di chi dovrebbe far rispettare le leggi. Leggi che, detto per inciso, nel nostro paese sembrano fatte solo per chi non è abbastanza furbo o non ha abbastanza amici potenti.

  • www.nonrassegnatastampa.it
    13 aprile 2007 #

    L'Italia anche prescindendo da questi ultimi episodi, continua a dimostrarsi un paese razzista e nel 2007 è semplicemente anacronistico.

  • gregorj
    13 aprile 2007 #

    Sul Corriere della Sera on line c'è un video girato da italiani dove i vigili si scusano per averli multati, gli italiani stessi…

  • enrica garzilli/boh
    13 aprile 2007 #

    Ludo, per una volta concordo in toto con te. Io ho aggiunto qualcosa (e omesso qualcos'altro) al tuo racconto, ma in sostanza mi pare che si cerchi di acuire la tensione in modo che qualcuno ci speculi: le immobiliari arraffando le zone centrali potienzialmente di pregio, come Chinatown, o i politici coi voti in cambio della "sicurezza".

  • [...] Disordini a Chinatown - Qix.it Testimonianza degli scronti milanesi (tags: letture) [...]

  • Izzyweb.it
    14 aprile 2007 #

    Era prevedibile che prima o poi succedesse. Io sto a Prato e siamo messi peggio in fatto di numeri, ci hanno invaso e fanno tutto quelllo che vogliono…. Ma il nostri governati stanno solo a guardare.. che tristezza. http://www.izzyweb.it/

  • rocker
    14 aprile 2007 #

    Scusami Ludo, mi scirvi questa frase "Ovviamente non siamo in grado di verificare la veridicità del racconto" E poi ti metit a commentare come se quella frase non l'avessimai scritta. Le mie testimonianze, certo opinabili quanto quelle raccolte da te, non parlano di alcuna manganellata alal donna fermata. Anzi, appena la donna è stata fermato, è stato subito sferrato un attacco da parte di un gruppo di giovani cinesi. E da lì è scoppiato il finimondo. Questo, ovviamente, io non lo posso dimostrare, ma è solo per puntualizzare che a mio avviso la verità magari sta nel mezzo. Di sicuro, quella è una zona fin da troppo tempo a rischio ed è stata lasciata abbandonata un po' troppo a se stessa e alla sua popolazione dagli occhi a mandorla. Ora si ricorre allo scontro perché non si è fatto nulla prima. Il che è di sicuro colpa nostra (nel senso di "italiani"), ma c'è anche da dire che sono abbastanza stanco di vedere che altre popolazioni quando vengono in Italia fanno quel cazzo che vogliono. Mai visto i cinesi quanto sputano per terra? Mai visto quanti arabi pisciano e spaccano bottiglie in quantità nei pressi di Viale Jenner? E come mai allora ti ammazzano se provi a entrare nella Mecca con le scarpe? La verità è che chi viene in Italia può fare quel cavolo che vuole, forse perché glielo lasciamo fare noi, ma anche perché non hanno rispetot alcuno dei paesi stranieri. Quindi, forse, i razzisti sono loro. E per una volta lascia da parte il tuo spirito di sinistra, va.

  • ludo
    14 aprile 2007 #

    Beh Rocker, le testimonianze oculari che ho raccolto combaciano con quanto scritto su Repubblica, e da altre parti. Almeno per le manganellate, e l’episodio del colpo con il calcio della pistola. Non credo sia una combutta di sinistra.

    Il problema di Chinatown non è lo sporco (nella media milanese), o la violenza (anzi è una delle zone più sicure di Milano e non lo dico io), ma la confusione derivante dallle centinaia di negozi all’ingrosso. Che stanno lì perchè qualcuno gli ha dato le licenze. Qualcuno che forse ora si è accorto (o glie l’hanno fatto capire le società immobiliari) che Chinatown è in pieno centro, con case d’epoca se non belle almeno caratteristiche. Che valgono due o tre volte i prezzi che hanno attualmente. Peccato che ci stiano i cinesi…

    Ti invitio a dare una lettura al post di boh sull’argomento citato in uno dei commenti qui sopra, e a farti un giro nei dintorni di via Paolo Sarpi e contare quanti cantieri aperti (non di cinesi) ci sono. Io l’ho fatto, ci passo tutti i giorni in bicicletta, e ti assicuro sono tanti.

  • Runa
    18 aprile 2007 #

    La cosa piuttosto insolita di questa vicenda è che a esserne protagonista sia stata la comunità cinese, che tra le varie comunità straniere è tradizionalmente una delle più pazienti e meno bellicose. Conduce una vita particolarmente appartata e segregata. Il fatto ha insomma qualcosa di particolarmente nuovo.