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Diario aperto
Ho dato un’occhiata al video che presenta i risultati dell’indagine di SWG e Università di Trieste, e sinceramente l’ho apprezzato poco: il taglio è troppo commerciale (compri questo? compri quello? che ne pensi della pubblicità x? e di quella y? e dei blog aziendali?), e non dice granchè su chi sono blogger e lettori di blog, cosa fanno (a parte comprare on line e vedere pubblicità), e cosa vorrebbero. E poi, c’era veramente bisogno di sprecare un centinaio di fogli di carta? Non sarebbe stato meglio una bella lavagna riscrivibile? Speriamo sia un inizio, e non un punto di arrivo…
23 giugno 2007 #
è un video di lancio.
vuole promuovere la ricerca.
la ricerca se la vuoi scaricare la trovi sul sito ed è molto più complessa
e articolata del video.
se vuoi posso continuare a dire tutto quello che sinceramente consideravo ovvietà. Corro a mettere le note sotto al video, scrivendo "filmato promozionale".
ah, sono Enrico.
uno dei ricercatori di Diario Aperto
24 giugno 2007 #
ciao! sono arrivata qui tramite blogbabel; è da diverso tempo che cerco di iscrivere il mio blog al sito, ma senza successo. non è che potete dirmi qual è il problema? Grazie, ciao!
27 giugno 2007 #
Non solo confermo la tua opinione, ma oltretutto, senza voler offendere nessuno, mi pare che ci siano anche dei problemi metodologici, tanto per dirne uno: vengono rilevati i blog "autorevoli" e dei blog sono i promotori dell'iniziativa. Questo inficia i risultati in partenza, in quanto i partecipanti sono "influenzati" a priori, poiché il campione non è rappresentativo della popolazione del web, ma… dei blog che guarda caso risultano più autorevoli.
Altre piccole cose le si posson notare dalla ricerca. non credo ci sia bisogno di scomodare Marradi per rendersi conto, per esempio, anche, che alcune domande erano poste in maniera pretestuosa e sugerivano contenendola parte della risposta.
Inoltre, da non sottovalutare, quando si "evocano" dalla memoria i siti o i brand più "memorabili" le controricerche hanno sempre dimostrato che ci possono essere forti ecquivoci e che non per forza il primo blog che ritorna in memoria è il più "autorevole" ma potrebbe essere, in ordine sparso:
l'ultimo visitato;
l'ultimo del quale si è discusso/chiacchierato/parlato con amici, colleghi ecc…
uno dei blog più odiati/invidiati e per questo in memoria.
Su questa tecnica non credo che si debba scomodare Giampaolo Fabris.
Però emergono dei dati interessanti, che putroppo sono solo parzialmente analizzabili in quanto i dati messi a disposizione da scaricare sono poco comprensibili se non con l'aiuto di qualche chiromante.
28 giugno 2007 #
ciao,
sono enrico milic di swg, uno di quelli che ha curato la ricerca.
@qix:
il video ovviamente è una sintesi.
i dati sono scaricabili da due corposi file excel dove trovi le 90 risposte di oltre 4000 intervistati oltre che dal db (come già scritto altrove, se tu trovassi dei problemi di interpretazione del file, scrivici e faremo il possibile).
ci sono battaglioni di domande su temi non commerciali, sulla politica, sui media, su cosa interessa ai lettori e agli autori di blog.
non capisco molto, comunque, il problema (politico?) di dare tanta attenzione (solo nel video, poi) ai dati sul rapporto tra blog e consumi, quando sappiamo tutti che aziende, marketing e adv sono volenti o nolenti quelle che ci condizionano di più la vita di ogni giorno.
@luca:
non capisco molto queste critiche: non voglio offendere nessuno, ma mi sembra che partano da una scarsa conoscenza di come la ricerca è stata realizzata e da come si è venuto a formare il campione di 4100 navigatori intervistati in rete.
la visibilità al questionario che è stata data dai 'blogger' famosi è minima rispetto all'impatto di promozione fornito da punto informatico e da splinder. se vogliamo trovare dei punti di debolezza sono proprio nel flusso di navigatori che è rimbalzato sul questionario da questi due partner principali.
cito dal pdf di interpretazione dei dati che puoi trovare sul sito ufficiale:
"In un’indagine come Diario Aperto, aperta ai contributi di tutti, è evidente che la scelta di un rivolgersi ad un campione di tipo non probabilistico, seppur determinata da fattori oggettivi come quelli indicati in precedenza, espone gli autori a forti rischi di autoselezione dei rispondenti. Abbiamo cercato di ovviare a questo problema – per
quanto possibile – dall’eterogeneità dei luoghi digitali che hanno dato visibilità a DiarioAperto grazie a una serie di collaborazioni, passaparola e altre tattiche utilizzate:
- Splinder ha erogato alcune 1 milione e mezzo di banner nel suo circuito pubblicitario di
visibilità a DiarioAperto oltre a una serie di articoli e notizie sui suoi media
- Punto Informatico ha garantito la visibilità in una serie di articoli e con uno strillo fisso
sulla home-page per tutta la messa on-line del questionario
- 10 blog ‘candidati’ hanno dato visibilità alla ricerca per farsi ‘esaminare’ dai loro utenti e,
di conseguenza, permettendo a DiarioAperto di pescare in luoghi eterogenei della rete
- una serie di co-partner di DiarioAperto ha dato visibilità in newsletter di marketing, siti aziendali, mailing list interne. I co-partner sono stati: AdMaiora, BlogBabel, Blog di Grazia, BlogItalia, Prodigi."
attenzione che splinder e punto informatico potrebbero non solo essere dei punti di debolezza ma anche essere dei punti di forza. splinder in particolare mi sembra sia molto rappresentativo dei 'blogger' qualsiasi in italia, non a caso è la prima piattaforma di blogging made in italy per numero di accessi secondo dati nielsen.
inoltre ti rimando sempre alle appendici sulla metodologia e sulla formazione del campione dove trovi un parallelo tra la composizione per indici sociodemografici del campione di diarioaperto e dei dati istat sui navigatori italiani: vedrai che i dati sono molto simili, e questo ovviamente è un altro dato da rimarcare.
puoi scaricarti tutti i dati qua:
http://www.diarioaperto.it/post/12777687/DiarioAperto%2C+i+dati%3A+i+blog+e
29 giugno 2007 #
sai cosa dico? a prescindere dalle stronzate di istituzioni,la vita virtuale ci prende autentici,la corrente é di ammalgamarci spontanei,non censurati. c'é chi vende,chi compra,poesie,critiche,chat,relazioni,forum…é li che bisognerebbe darci un'occhiata,non con i fogli a mano. psicologicamente testato che una persona anche anonima ma pensando di fare un sondaggio,non é più spontanea
31 agosto 2007 #
In effetti questa visione completamente economicistica fa un po ribrezzo