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Ritratti

31 ottobre 2007

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“Sebbene forse non trasparisca abbastanza io sono un misantropo, e odio
sostanzialmente tutti. Tendo a ritenere le donne stupide, gli uomini
stupidi, i bambini irritanti, i giovani fastidiosi, gli anziani
rompipalle e quelli della mia stessa età quasi urticanti. Sono
ecumenico. Ma non sono troppo cattivo, è solo che mi infastidisco facilmente.”

Gabriele, ma si applica benissimo anche a me. Forse sarà un bug di chi sviluppa?

The Web is Agreement

31 ottobre 2007

8 commenti

Web is Agreement / Paul Downey

Un bel disegno di Paul Downey con annotazioni divertenti su Flickr, come “Mordorsoft pumping out implementations such as ie, iis, asp, activex”, o “WS-Babel (Lunatics Asylum)”. E il grande occhio di Google che tutto vede e tutto scruta. Se avete una stampante o un plotter di grande formato, l’immagine ad alta risoluzione dovrebbe permettervi di stampare un poster niente male.

Pelliccia di Leopardo

27 ottobre 2007

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Pensavo recentemente ai motivi per cui non ho un Mac, e oltre alla mia tipica idiosincrasia per le mode — al terzo wannabe geek con un iBook davanti già mi era passata la voglia di averne uno — c’è una ragione più semplice: neanche mettendo insieme tutti i computer che ho sparsi per casa verrebbe fuori una cifra sufficiente per acquistare una macchina della mela, e tantomeno per tenerla aggiornata.

Anche se in ufficio mi capita spesso di mettere le mani su macchine abbastanza spaventose, la mia dotazione casalinga è decisamente spartana: le punte di diamante sono un Thinkpad X30 con un bel PIII a 1.2Ghz, pagato 150 euro (con tutti gli accessori) un paio di anni fa; e un desktop HP D510 SFF con un tartarugoso PIV a 1.8Ghz preso su Ebay a credo 90 euro sempre un paio di anni fa e poi ammodernato con un Seagate Barracuda. E nonostante questo, riesco a fare più o meno tutto quello che fanno gli altri — sviluppo, ascolto musica, ogni tanto encodo un video, ecc. — senza grandi patemi d’animo. E ogni tanto mi viene un po’ da ridere quando vedo geek veri o presunti con davanti schermi giganteschi e macchine supercarrozzate, e mi chiedo che mai ci faranno dato che tutto ‘sto bel software o ‘sti grandi servizi web in Italia non li vedo…

Ci sono anche altri motivi ovviamente, se vi interessano andatevi a leggere ‘fsck’ Apple, I’ll take my freedom! che rispecchia esattamente la mia posizione. La colonna sonora di questo post — e di questi ultimi giorni — è del grande (e per me ignoto fino a settimana scorsa) Eliades Ochoa y Cuarteto Patria.

Parole sante

25 ottobre 2007

12 commenti

Somewhere along the line
(far before the web ever showed up) the notion of “information” was subtly
corrupted; it shifted from from “organized, meaingful data” to simply “media.”
The difference between the two is subtle (unless you watch local TV news in
which case you’re painfully aware of it) but this sort of thinking has had a big
impact on the web’s development. The result is lots of time and effort and money
spent on developing media platforms and
very little spent on the much more important task of creating information platforms.

Parole sante. Forse invece di ricercare (o, peggio, teorizzare) social network e communities a tutti i costi, sarebbe meglio chiedersi quali sono contenuti e dati originali, e nel caso come organizzarli e visualizzarli per permettere agli utenti di mine for data. Le communities poi si creano da sole. Nel panino ci vuole il salame, altrimenti non è un panino (anche se il maiale avrebbe qualcosa da ridire in proposito).

Finalmente!

24 ottobre 2007

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Finalmente Google ha aggiunto il supporto per IMAP a Gmail. E proprio in questi giorni in cui stavo pensando di sostituire l’antispam che uso ora — spambayes — con il più leggero dspam dato che i server sono un po’ sovraccarichi. Ora posso finalmente spostare le mie caselle, e dopo tredici anni delegare a qualcuno di più serio — come ho già fatto per il DNS — la gestione della mia posta. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando smanettavo con sendmail.cf e m4 (o più recentemente con i certificati di qmail). Ah dimenticavo, la notizia l’ho trovata sulla home di Blogbabel tornando a casa questa sera dopo una giornata fuori senza connessione. Piccole soddisfazioni…

Aggiornamento. Ho parlato troppo presto: mentre spostavo dei messaggi via IMAP dal mio solito account su Gmail, mi sono beccato un bel messaggio: “IMAP is not available for your account”. E anche dall’interfaccia web sono sparite le impostazioni IMAP. Forse non tutti i server di Gmail sono allineati sulla stessa versione del codice…

Non sono certo un tipo religioso...

20 ottobre 2007

9 commenti

Visto che il test lanciato da Boh (anzi, da don Mo) sta incontrando un certo successo, mi ci sono provato anch’io, con risultati tutto sommato interessanti e in cui mi ritrovo abbastanza:

  1. paganesimo 75%
  2. agnosticismo 70%
  3. buddismo 70%
  4. islam 65%
  5. induismo 60%
  6. ateismo 55%
  7. confucianesimo 55%
  8. cristianesimo 50%
  9. paranormale 50%
  10. satanismo 40%
  11. ebraismo 30%

Se volete provarci anche voi, trovate il test qui.

Una volta ogni quattro anni...

19 ottobre 2007

Domani sera, a Parigi. Testo e commenti su Rugbydump.

Luoghi comuni pericolosi

19 ottobre 2007

19 commenti

Riprendo la querelle su Massimo al Web2Summit non perchè ce l’abbia con lui (anzi, recentemente mi ha messo in contatto con un potenziale sponsor per BlogBabel senza che io gli avessi chiesto nulla), ma perchè la questione — in particolare alcuni temi emersi nei commenti al mio post — mi sembra un chiaro esempio di un viziaccio tutto italiano da cui non siamo immuni neanche noi blogger.

Cose tecniche tanto tu ne leggi in inglese, no? Penso che Massimo sia
là per raccontare a un po’ di italiani che non sanno l’inglese e non
hanno idea di cosa sia sto web2.0 (qualunque cosa sia) cosa succede
oltreoceano dove Internet non è solo Jumpy o le suonerie, no?

La solita abitudine insomma a trattare lettori e pubblico come idioti incompetenti, a pensare che l’unica cosa che possono digerire siano pappine divulgative premasticate e piuttosto insapori, magari condite da qualche citazione dotta (meglio se si riferisce ad artisti ed opere esoterici o semi-sconosciuti) e dai nomi di qualche solito noto del circuito mediatico all’italiana.

Quello stesso atteggiamento che detta legge sui palinsesti radio e TV, per cui si cerca sempre il minimo comune denominatore del QI e dei riferimenti culturali dei potenziali spettatori, omogeneizzando temi e tempi in maniera ossessiva. Quello stesso atteggiamento che porta una persona intelligente e colta come Luca a sostenere che “Alle otto della sera” — uno dei pochi programmi intelligenti di Radio Due RAI — dovrebbe essere trasferito su Radio Tre, ghetto degli ascoltatori con ancora due neuroni funzionanti.

Tornando al Web2Summit, credo che i lettori del Sole e noi frequentatori abituali del Mante abbiamo perso un’occasione. Credo infatti (e cito a caso solo uno dei temi importanti emersi nella conferenza) che chi acquista un giornale finanziario possa essere più interessato ai processi che portano ad identificare l’innovazione e a definire le strategie di acquisizione di una multinazionale come HP, piuttosto che ad un pezzo sul migliorare il mondo “togliendo
cose” [...] i quadri di Rothko e la grande
complessita’ che sta dietro a molte delle cose piu’ semplici della
nostra vita”
. Magari un’intervista all’ex CEO di Tabblo e ora responsabile della R&D di HP per la stampa dal web, che provi a spiegare a imprenditori, investitori e persone interessate come si fa innovazione all’estero, che processi e ruoli aziendali influiscono sulle decisioni e superano l’inevitabile immobilismo di una struttura complessa e politica come una multinazionale, quali ritorni sono attesi da una strategia che punta sulla soddisfazione del cliente e l’identificazione di nuove esigenze piuttosto che limitarsi al miglioramento tecnologico delle linee di prodotti esistenti, e come queste sono influenzate dai nuovi servizi Web e dall’apertura di contenuti e reti sociali. Ma forse mi sbaglio io…