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Iniziamo a smanettare un po' con l'Iliad

23 novembre 2007

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L'Iliad spacchettato

Stamattina è arrivato l’Iliad che Antonio mi ha mandato in prova, non per farne una recensione dato che ormai è in vendita da un po’ di tempo, ma per vedere se mi viene in mente qualche idea “smanettosa”, dato che monta Linux e ha una comunità di sviluppatori abbastanza attiva.

La prima impressione è un po’ strana: l’Iliad è grande rispetto ai
palmari cui sono abituato, ma più leggero di quanto ci si aspetti;
appena acceso lo schermo sembra grigio e poco contrastato, poi in
realtà uno lo riprende in mano e si accorge che lo sfondo è quasi
bianco e i caratteri nitidissimi; l’interazione è un po’ complessa, ci
sono tanti bottoni e una interfaccia utente poco convenzionale, poi
dopo qualche minuto ci si abitua e manipolarlo diventa abbastanza
naturale.

Non ho ancora installato niente, ho solo richiesto alla
iRex l’accesso aperto come sviluppatore e copiato un paio di libri: un
romanzo che sto leggendo in Mobipocket e un libro tecnico in PDF che
avevo da leggere da un po’ di tempo e continuavo a rimandare, dato che
sul palmare i PDF sono praticamente illeggibili. L’Iliad è carico,
l’astuccio di protezione per portarlo in giro è spacchettato, nei
prossimi giorni vi farò sapere un po’ più in dettaglio cosa ne penso,
se veramente i dispositivi basati su eink riescono a convertire anche un osso duro come me, e qualche caratteristica di questa strana piattaforma aperta.

Dimenticavo: se volete ricapitolare un po’ le discussioni di questi ultimi giorni sul Kindle leggetevi i post di Antonio, e magari ascoltate il podcast di E-boom dove siamo intervistati Gaspar e io.

Musica di sottofondo del fantastico, sconosciuto e pittoresco (almeno nel nome) Mako L’Ambassadeur Le Grand Prêtre Mfumu Pa et L’Orchestre Play Foux.