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Kindle, l'iPod dei libri

19 novembre 2007

23 commenti

Oggi finalmente è stato lanciato il Kindle — il lettore di ebook di Amazon — che non è un semplice gadget basato su inchiosto elettronico come altri già sul mercato da tempo, ma fa parte di un progetto ben più ambizioso che per molti versi riguarda quello intrapreso da Apple con l'iPod qualche anno fa. Prima di vedere in cosa consiste l'offerta di Amazon, sgombriamo subito il campo dagli equivoci e tiriamo le orecchie a qualche blogger che lo critica senza aver prima fatto i compitini a casa: il Kindle non è un walled garden, o meglio lo è ma in maniera non dissimile dall'iPod che quegli stessi blogger hanno in tasca. Il lettore di Amazon è sì basato su un formato proprietario, e i libri acquistati online sono sì protetti da DRM, ma il formato è conosciuto, diffusissimo, e ci sono sia applicazioni gratuite per effettuare la conversione, che intere biblioteche di libri di pubblico dominio già convertiti. Il Kindle usa infatti Mobipocket, come era prevedibile dato che Amazon ha acquisito qualche tempo fa la società francese dallo stesso nome che l'ha sviluppato. Sgombrato quindi il campo dagli equivoci, vediamo cosa ha di diverso il Kindle dai lettori basati su inchiostro elettronico già in commercio.

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Nòva 100 / 2

16 novembre 2007

1 commento

Bella mattinata quella di oggi al Sole per i 100 numeri di Nòva: un’ottima organizzazione, un bellissimo — anche se un po’ freddino — auditorium, uno speaker brillante, e molto entusiasmo tra i partecipanti. Tanto di cappello a Luca e a tutto il team. Non ho né il tempo né tantomeno l’energia per un resoconto dettagliato, vi lascio quindi con qualche impressione sparsa che è rimasta fino a sera.

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Habemus XML-RPC!

15 novembre 2007

1 commento

Stimolato da un nuovo progetto messo da poco in cantiere e di cui ancora non si può parlare, ho aggiunto a Luambo — il software che anima questo blog — il supporto per i client di blogging desktop (qui una lista abbastanza esaustiva).

Di questi tempi fa un po’ strano parlare di XML-RPC, sembra di tornare indietro di anni rispetto ai dibattiti ReST/SOAP (di cui XML-RPC è il progenitore), ma aspettando la diffusione di Atom Publishing Protocol le API di blogging più utilizzate sono ancora basate su questo protocollo. Il vantaggio è che ci sono librerie semplici e super collaudate, e quindi utilizzarlo costa poca fatica.

Questo post è pubblicato utilizzando BloGTK, che ormai è abandonware. Peccato che su Linux non ci siano client del livello di Ecto su Windows o OSX. Se state cercando un progetto da fare nel tempo libero, potrebbe essere un’idea…

Voglio che Sw4n torni in top ten

15 novembre 2007

3 commenti

Che vuol dire quando una classifica di blog diventa il soggetto di un serial video?

  1. abbiamo toccato il fondo
  2. i blogger sono fondamentalmente dei marchettari
  3. la blogosfera è come uno di quei vecchi paesi dove sono tutti dietro gli scuri a scrutare cosa fanno i compaesani, per poi spettegolarci sopra
  4. La Persona Depressa è uno degli editor sotto pseudonimo

Qualsiasi cosa sia, a me ha fatto ridere parecchio. In particolare l’ultimo minuto e mezzo (“…tutti gli altri imbecilli inutili ai primi posti. Voglio che Sw4n torni in top ten a tutti i costi. Inventatevi un meme, un award, qualsiasi cosa…”).

Nòva 100

15 novembre 2007

1 commento

Bruce Sterling a tavola

Mattinata al Sole 24 ore per i 100 numeri di Nòva. Connessione inesistente, qualche resoconto questa sera (forse). Molto interessante il discorso di Bruce Sterling, che vedete nella foto qui sopra.

Il primo regalo di Natale

12 novembre 2007

2 commenti

Il primo regalo di Natale quest’anno me l’ha fatto La persona depressa, alias LPD, ed è veramente azzeccato. Un grazie di cuore, e non solo per il regalo, ma anche per le risate di gusto che mi faccio spesso leggendo i tuoi post. Quando vuoi scrivere qualcosa per BB fammi un fischio, mi piacerebbe un sacco avere un “angolo della cattiva” dove vengono presi in giro periodicamente i blogger di casa nostra, che spesso si danno un po’ troppe arie per niente.

Lavoro a cottimo

12 novembre 2007

3 commenti

Ho un bel po’ di ferie da “consumare” entro la fine dell’anno: qualcuno ha bisogno di un mesetto di consulenza? Arrotondare un po’ no nsarebbe male, specialmente di questi tempi. Se siete interessati, lasciate un commento qui o scrivetemi una mail a ludo_at_qix_dot_it. Un curriculum in inglese più o meno aggiornato lo trovate qui.

Siamo ancora vivi

8 novembre 2007

9 commenti

Ieri ero al bar che bevevo un caffè mentre compilavo i certificati di malattia da spedire all’INPS (eh sì, ho avuto l’influenza e ancora non mi sono ripreso completamente), quando dopo un po’ mi accorgo di un rumore sordo e ripetuto che proviene da dietro il bancone. Butto un occhio, e vedo il proprietario che con un martello spacca delle olive gigantesce una ad una. Incuriosito, mi infilo nella conversazione in corso con la signora del tavolo di fianco e vengo a sapere che le olive sono arrivate dalla Puglia, e dopo un procedimento di preparazione che ora mi sfugge (sale? olio? boh…) verranno messe in vaso e vendute fra poco più di un mese. La signora — che evidentemente è una habitué — giura che sono ottime, e in effetti l’aspetto, le dimensioni e soprattutto l’orgoglio del proprietario erano decisamente fuori dal comune.

Questa sera prima di tornare a casa mi fermo dal ferramenta vicino al vecchio ufficio per comprare un rotolo di Duck Tape. Mentre stavo pagando, l’olfatto rimbecillito da una settimana di influenza e raffreddore si accorge che c’è qualcosa di strano: il negozio è invaso da un profumo incredibile di mele. Mi giro, e in effetti dietro di me c’è una pigna di casse di mele di varie qualità. Un po’ stupito, chiedo al proprietario se oltre a viti, attrezzi e chiodi vende veramente anche le mele, o se sono lì per qualche altro motivo: “sa, ho una casa in Trentino con del terreno, le mele le coltivo io e poi dato che sono troppe le porto qui e le vendo ai clienti. Sono naturali eh, mica come quelle che compra al supermercato.” E in effetti le mele sono belle e profumatissime, e costano anche poco.

Piccole cose, che per me in una città come Milano — sempre più omogeneizzata sui mantra carriera/soldi/aperitivi — hanno però un significato forte e vitale. Se vi piacciono le mele e siete di queste parti, fatemi un fischio che vi dico l’indirizzo.