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Siamo ancora vivi

8 novembre 2007

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Ieri ero al bar che bevevo un caffè mentre compilavo i certificati di malattia da spedire all’INPS (eh sì, ho avuto l’influenza e ancora non mi sono ripreso completamente), quando dopo un po’ mi accorgo di un rumore sordo e ripetuto che proviene da dietro il bancone. Butto un occhio, e vedo il proprietario che con un martello spacca delle olive gigantesce una ad una. Incuriosito, mi infilo nella conversazione in corso con la signora del tavolo di fianco e vengo a sapere che le olive sono arrivate dalla Puglia, e dopo un procedimento di preparazione che ora mi sfugge (sale? olio? boh…) verranno messe in vaso e vendute fra poco più di un mese. La signora — che evidentemente è una habitué — giura che sono ottime, e in effetti l’aspetto, le dimensioni e soprattutto l’orgoglio del proprietario erano decisamente fuori dal comune.

Questa sera prima di tornare a casa mi fermo dal ferramenta vicino al vecchio ufficio per comprare un rotolo di Duck Tape. Mentre stavo pagando, l’olfatto rimbecillito da una settimana di influenza e raffreddore si accorge che c’è qualcosa di strano: il negozio è invaso da un profumo incredibile di mele. Mi giro, e in effetti dietro di me c’è una pigna di casse di mele di varie qualità. Un po’ stupito, chiedo al proprietario se oltre a viti, attrezzi e chiodi vende veramente anche le mele, o se sono lì per qualche altro motivo: “sa, ho una casa in Trentino con del terreno, le mele le coltivo io e poi dato che sono troppe le porto qui e le vendo ai clienti. Sono naturali eh, mica come quelle che compra al supermercato.” E in effetti le mele sono belle e profumatissime, e costano anche poco.

Piccole cose, che per me in una città come Milano — sempre più omogeneizzata sui mantra carriera/soldi/aperitivi — hanno però un significato forte e vitale. Se vi piacciono le mele e siete di queste parti, fatemi un fischio che vi dico l’indirizzo.

9 commenti

  • davidonzo
    9 novembre 2007 #

    "A Ulivi Scacciati" (Le olive schiacciate).
    Così si chiamano dalle mie parti (Modica–RG).

    Sono raccolte poco prima della maturazione ideale per l’olio. E sono della qualità "bianche" (anche se poi a vederle sono verdi) e "giganti".

    Dopo averle "schiacciate" e dissossate vengono messe in olio e sale condito con diverse verdure (carote, sedano, basilico, peperoni, tutto sott’olio).
    Si fa macerare tutto per un mese e sono pronte da mangiare.

    Ottima associazione con formaggio tipo Cacio Cavallo ragusano.
    Vino rigorosamente rosso (Nero D’Avola).

  • ludo
    9 novembre 2007 #

    Ecco sì, sono proprio quelle. :)

  • Dario Salvelli
    9 novembre 2007 #

    Ecco davidonzo ha detto tutto: sono i migliori post questi qui. :P

  • Andrea Martines
    10 novembre 2007 #

    Si dice che le mele in genere più sono belle e più sono trattate. Così mi sfati una leggenda metropolitana!

    Davidonzo, fatti vedere da un cromologo: le olive verdi sono bianche e il vino rosso è nero? :-)

  • Walter Franzini
    10 novembre 2007 #

    Dovresti provare un po’ di vita di provincia.

    Dove sto io (Crema) ci sono il Salva con le tighe e i tortelli dolci (no, non sono con la zucca), ma i mantra non sono molto diversi:

    1) carriera/soldi/aperitivi se sei abbastanza fortunato da lavorare vicino a casa (lo vedo)
    2) carriera/soldi/auto/treno/metro negli altri casi (lo vivo)

    Per quello che riguarda la carriera se fai un lavoro che non ti piace ne cerchi uno migliore. Se fai un lavoro che ti piace cerchi di farlo al meglio e in questo caso qualche riconoscimento aiuta. Che male c’e`?

    I soldi servono sempre e di sicuro un aperitivo e` meglio di un viaggio in treno.

  • Boh/Orientalia4All
    10 novembre 2007 #

    le mele naturali non sono, assolutamente, infatti le nostre davvero naturali sul terrazzo sono piccoline e si "toccano" subito, però sono profumate e ottime.

    Per te Milano forse è carriera/soldi/aperitivi, per me è tutt’altro: in primo luogo, difesa. Difendermi, intendo, dalla gente.

    Poi Chiese, gli unici posti, insieme ai parchi, dove si respira un po’.

    E cani, perché è piano di amici cani.

  • Davide
    10 novembre 2007 #

    @Boh: chiese? Ne vuoi un po’ di quelle di Roma? Te le invio volentieri. Mandami i cani in cambio. Mele su un terrazzo… in che zona abiti a Milano? Te lo chiedo perché io, che abito in periferie di Roma, se pianto mele nel mio giardino, e poi le mangio, rischio grosso.

    @ludo: se mi dai un po’ di carriera/soldi/aperitivi cosa vuoi in cambio? Conosco una ragazza dalle tue parti che ha un sacco di mele sul terrazzo. La riconosci facilmente: frequente chiese insieme ad un sacco di cani e li aizza alla gente per difendersi :-)

  • davidonzo
    10 novembre 2007 #

    @ Andrea: se c’è una certezza in Sicilia è che nulla è quello che vedi.

    Pensa che il cocomero è chiamato "melone d’acqua", ma non mi risulta venga coltivato negli acquari.

    Il tempo non è bello, ma buono. Mentre una pietanza non è buona, ma "sa bella".

    Sono le mie illogiche certezze. Non me le devastare :)

  • Boh/Orientalia4All
    13 novembre 2007 #

    ahah davide, più o meno così!:) ciao ciao