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Una pagina al giorno

6 novembre 2007

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Davide si chiede:

Mi porto dietro, da tempo immemore, un libro di modeste dimensioni e
che mi interessa moltissimo, eppure per me leggere una pagina al giorno
è un’ardua impresa. Si tratta di un libro di narrativa: intelligente ma
abbastanza leggero, poco impegnativo, eppure. Intanto gli altri
popolano aNobii a ritmi vertiginosi. Ma come diamine fate?

Mi sembra un tema interessante e mi piacerebbe sapere quali sono le abitudini di lettura della italica blogosfera, magari lasciando un commento o un trackback al post di Davide in modo da farne un aggregatore virtuale della discussione. Comincio io.

Per me la lettura è sempre stata una specie di malattia: fin da piccolo facevo le ore piccole per leggere, spesso con la lampadina nascosta sotto le coperte, alzandomi poi regolarmente la mattina in stato di catalessi acuta. Una quindicina di anni fa ho finalmente varcato la soglia critica che distingue il lettore “vero” da quello “snob”: leggo quello che mi piace, quando mi piace, infischiandomene se è un libro o un genere “di serie B”. Troppo spesso in Italia mi sembra invece che si tenda ad identificare la lettura con “certi” libri o “certi” autori, spesso legati a mode del momento e sempre con qualche bollino di seriosità o autorevolezza conferito dall’intellettuale di turno, relegando generi più popolari nel ghetto delle letture da ombrellone. Pessima abitudine, che potrebbe in parte spiegare la scarsa familiarità della gran parte degli italiani con i libri, e le dimensioni ridotte del nostro mercato editoriale rispetto ad altri paesi industrializzati.

Mi sono quindi liberato del tabù dei “buoni libri” parecchio tempo fa, e ora leggo solo autori e generi che mi divertono o mi appassionano: evito accuratamente la saggistica (i pochi saggi che compro in libreria finiscono regolarmente in una pigna da cui non si muovono più) e adoro invece gli scrittori hard boiled americani, le biografie specialmente se ambientate in qualche guerra recente, e i pochi romanzi di fantasy scritti come si deve. Ovviamente in lingua originale, dato che anche le migliori traduzioni finiscono per appiattire lo stile di un autore, e soprattutto i dialoghi.

Il trucco — o almeno il mio trucco — è tutto qui: liberarsi dei libri “seri”, di quelli che “vanno letti” perchè ne parlano i giornali o i blog o amici che consideriamo profondi e intelligenti, e dedicarsi alla lettura di romanzi che appassionano, con personaggi e luoghi in cui ci si può identificare o che affrontano temi e problemi che viviamo ogni giorno, e se non riusciamo a leggere nemmeno una paginetta al giorno abbandonarli senza remore e passare ad altro. Riguardo allo spazio, l’altra domanda che si pone Davide nel suo post, da qualche anno leggo quasi solo libri in formati elettronico che oltre ad occupare poco spazio sono sempre in tasca, pronti a riempire le tante pause della giornata.

Concludo con una selezione disordinata e molto incompleta di qualche libro o autore che mi è piaciuto in questi ultimi anni:
Goodbye To All That, Chickenhawk, la serie di Discworld (soprattutto le Witches and Watch novels), James Lee Burke, George Pelecanos, Dick Francis, Faye Kellerman, Don Winslow, Philip Kerr, John D. MacDonald, i western di Elmore Leonard, Mark Berent, Robert Crais, ecc.

5 commenti

  • Davide
    7 novembre 2007 #

    Bella la carriera di "ispiratore di post".

    Anche per me era una malattia leggere, quello che sono, in ben ed in male, lo devo alla curiosità ed alla lettura.

    Anche io leggo quello che mi ispira, spesso però mi ispirano anche libri "di moda".

    Non esiste solo per la lettura la differenza tra lettori veri e snob, tutto è così e danneggia l’Italia. Io credo che ogni giorno si perdano tanti ragazzi, potenziali menti eccellenti, che credono in queste divisioni, nei club più o meno altolocati. I snob, gli intelligenti, i dotati: tutte cavolate. Me ne accorgo soprattutto con la matematica: in Italia manca chi la sappia spiegare terra terra, i ragazzi per capirla ci sono eccome.

    Libri in formato elettronico: anche per me è un’idea sensata, ma con quale sistema? Hai un ebook reader? Un palmare o simili? Con il portatile?

    Già, anche io mi identifico con i personaggi, ma con tutti quelli di un libro: è un trip senza eguali.

    Bella selezione di libri ed autori che a me sono per lo più sconosciuti.

    Ciao Ludo

  • Nicola Larosa
    8 novembre 2007 #

    > Libri in formato elettronico: anche per me
    > è un’idea sensata, ma con quale sistema?

    Nokia 770 / N800 / N810. Basato su Linux, display fantastico: 800x480, 220 DPI, quello dell’N810 è transflective, leggibile in pieno giorno.

    Ci si leggono bene i file CHM, con FBReader, e un po’ meno bene i PDF, per limiti del formato, non reimpaginabile, e del lettore a corredo.

    Poi c’è l’Iliad, ma costa ancora troppo. L’OLPC promette di essere ancora meglio, a un prezzo abbordabile.

  • ludo
    8 novembre 2007 #

    Niko sul Nokia (bel giochino di parole, eh?) sono abbastanza d’accordo. FBreader tra l’altro legge anche Plucker e—mi sembra nelle ultime versioni—Mobipocket che sono i formati migliori e sicuramente più comodi da confezionare.

    Ha solo due (anzi tre) problemi:

    * è ingombrante, un palmare "classico" sta molto meglio in tasca

    * non supporta formati con DRM, che per quanto discutibili sono l’unico modo legale per avere libri recenti

    * costa parecchio rispetto, ad esempio, ad un vecchio Palm

    Sui lettori e-ink come l’Iliad sono ancora un po’ scettico: costano un botto, non hanno retroilluminazione, hanno un contrasto scarso, e sono troppo grandi per essere portati in giro.

    La scelta migliore come qualità/prestazioni è ancora secondo me quella di prendere un palmare usato: magari un Palm TX o T3, che hanno schermo 480x320, e supporta sia Mobipocket che Plucker; costa poco e funziona decisamente bene, a parte qualche smanettamento per customizzarei font. Oppure un palmare Windows Mobile, magari con schermo VGA, che ha l’unico ma importante vantaggio di supportare i font TrueType di Windows.

  • Davide
    8 novembre 2007 #

    Ma non sono un po' piccolini i Palm per una lettura che permetta la salute dei miei occhi?

  • ludo
    9 novembre 2007 #

    Beh non tanto: il TX o il T3 hanno schermi abbastanza grandi, e soprattutto con ottima risoluzione. La cosa migliore sarebbe trovare qualcuno che ne ha uno, ci installa Mobipocket e ti fa provare come si vede.