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Da Yahoo! a fare due chiacchiere

30 marzo 2007

14 commenti

da Yahoo!

Arrivato da due minuti, se viene fuori qualcosa di interessante aggiorno questo post.

Spigolature / 21

26 marzo 2007

5 commenti

Intrighi internazionali Red Force è un blog appena nato ma già molto interessante, opera di un commentatore assiduo di Boh. Tenetelo d’occhio.

A proposito di Web 2.0. In Italia c’è anche ci crea senza bisogno di copiare, e senza dover ricorrere a programmatori indiani: Michele mi ha segnalato ieri il lancio di Pagety, il nuovo prodotto di Wonsys (16bugs, Unilife) che è uno strano e interessante ibrido tra hosting e CMS. Avevo già visto passare l’annuncio sul blog di Gabriele, che segnala anche uno screencast introduttivo sul blog di Luca Mearelli, la mail di Michele è stata l’occasione per chiedergli una breve intervista, che pubblicherò qui nei prossimi giorni.

Blogbabel citata dal papà di FeedBurner. La lista dei siti con più lettori del feed è un po’ casereccia ma decisamente interessante. Nei commenti spunta anche Steve Olechowski, il papà di FeedBurner, che cita le classifiche italiana e spagnola di Blogbabel. Piccole soddisfazioni… E già che siamo in tema, sia Gabriele che Luca (citati sopra a proposito di Pagety) hanno iniziato da qualche giorno a collaborare con Blogbabel, ennesima dimostrazione (casomai ce ne fosse ancora bisogno) che in Italia le competenze e la voglia non mancano.

Quando i cellulari fanno schifo… Il Treo si è rotto per l’ennesima volta, e mentre va in riparazione da mamma TIM mi hanno dato un Nokia 6630. Ho provato inutilmente a trasferire l’agenda in blocco via bluetooth, e dopo mezz’ora di smanettamenti con l’orribile S60 l’ho restituito e mi sono accattato un altrettanto orrendo Moto RAZR, che almeno è leggero e si carica via miniUSB (ma non accetta lo stesso l’agenda in blocco via bluetooth). Non c’è niente come passare a un cellulare “normale” per apprezzare le qualità del Treo: interfaccia utente velocissima, menu intelligenti, funzioni attivabili con pochissimi click del navigatore, tutto inviabile e sincronizzabile via Bluetooth o SD, ecc. ecc. I telefoni normali sembrano fatti da deficienti, altro che usabilità, non so come fate a sopportarli.

Pybirra (e cioccolato)

22 marzo 2007

6 commenti

dopo il successo del pysushi/pyrugby di settimana scorsa, stiamo pensando di replicare subito, cogliendo al volo il Salone della Birra Artigianale in fiera a Milano questo fine settimana.

Il format del salone è piuttosto interessante: 5 euro di ingresso, e 1 euro per il bicchiere speciale con cui bere birra al prezzo fisso di 1 euro da tutti gli espositori presenti. Amici che ci sono stati l’anno scorso hanno consigliato di non andare in macchina, per non dover poi stare in giro tutta la notte a smaltire…

Se siete astemi potete venire lo stesso, consolandovi con il Salone del Cioccolato Artigianale che si tiene insieme a quello della birra. Se volete aggregarvi, fatevi sentire qui sotto specificando se preferite sabato o domenica.

Se volete smentirlo voi...

21 marzo 2007

20 commenti

“In Italia non sono molti a conoscere i nuovi linguaggi, per questo devo rivolgermi a coder all’estero, con tutti i problemi gestionali che ne conseguono.”

Se anche a voi fa (parecchio) innervosire essere definiti coder e mosche bianche, fatevi sentire. E poi magari spiegategli, se avete tempo, che le applicazioni web moderne e di successo di solito sono fatte da chi sa programmare, non da chi i programmatori li compra dove costano meno…

Pydinner

19 marzo 2007

3 commenti

Il Pysushi in versione Cavedoni

Nonostante l’ormai scarso allenamento alle uscite serali e la cronica asocialità che mi contraddistingue, venerdì sera (pysushi) e sabato (pyrugby) mi sono parecchio divertito: ventiquattr’ore di birra, cibo, chiacchiere e parecchio rugby, da ripetere quanto prima.

Stiamo quindi pensando di organizzare un Pydinner periodico, in cui tra una birra e l’altra ci sia anche spazio per scrivere un po’ di codice con sprint focalizzati, ad esempio su bug o piccole funzionalità da aggiungere a Django (tanto Antonio ne ha un cassetto pieno). A breve su questi schermi, anzi su pydinner.org. I commenti dei “soci” li trovate nel post precedente, e sul blog di Vale.

PyRugby

14 marzo 2007

26 commenti

Sabato pomeriggio stiamo organizzando una sortita al pub per vedere la nazionale contro l’Irlanda nel giorno di S. Patrizio. I pub in ballottaggio, dato che lo storico Kirribilly si è convertito in pseudo-ristorante, sono:

  • il Pogue Mahone’s, locale frequentato principalmente da irlandesi e dove sicuramente l’atmosfera sarà surriscaldata, ma che è “grande una mattonella” e sembra non faccia le altre partite
  • il Football English Pub in via Valpetrosa (di fronte alla FNAC di via Torino), che fa tutte le partite e promette bene (“venite presto, c’è la ressa, ormai per il rugby c’è un clima da stadio”)
  • il Barbarian’s (con un nome così, ci sono dubbi?), locale pare frequentato da scozzesi ma dove non rispondono al telefono

Della spedizione per ora fanno parte, oltre a me, Carlo C8E Miron, il duo di Treviglio e, più tardi, lo zio con Sisco. Se volete aggregarvi al PyRugby fate un fischio, ma solo dopo avere studiato per bene le regole del gioco e memorizzato almeno la partita contro la Scozia, se vi mettete a fare i geek vi butto fuori dal locale. E se usate Ruby va bene lo stesso, anzi già che ci siete venite con una bella maglia verde smeraldo così vi beccate i fischi anche durante la partita. A seguire probabile gita al Mulligan’s, se gli impegni casalinghi lo permettono.

Fino all'ultimo minuto

14 marzo 2007

4 commenti

Sabato si conclude una delle edizioni più combattute del 6 Nazioni degli ultimi anni, la prima che all’ultima giornata vede l’Italia ancora in corsa (anche se solo matematicamente) per il titolo. Peccato per Mauro Bergamasco, squalificato per la prossima partita con l’Irlanda per la botta rifilata al capitano gallese, forse involontaria ma frutto di un intervento poco corretto con il braccio aperto.

Grazie ai soliti noti (fatemi un fischio se non sapete di cosa parlo e vi interessa), dall’anno scorso riesco a recuperare agevolmente le partite che non sono riuscito a seguire in diretta per rivederle con calma durante la settimana. Ieri sera è toccato a Inghilterra – Francia (domenica ero al derby), che vi consiglio caldamente di vedere: a dispetto di tutti i pronostici l’Inghilterra sembra aver trovato la strada giusta, e questa volta senza passare per i piedi di Wilkinson.

Per la prima volta in vita mia mi sono trovato a tifare per gli inglesi, che specie nel secondo tempo mi hanno fatto divertire sfoderando un gioco vibrante e qualche volto nuovo che promette bene. Mi sono piaciuti in particolare: l’incredibile Dave Strettle, ala degli Harlequins con un passato internazionale nel rugby a 7 evidentissimo dai movimenti e dal tipo di gioco, dove detiene il record per il maggior numero di mete — cinque! — segnate in un tempo (che nel rugby a 7 dura 10 o 20 minuti) di una partita di coppa del mondo; il fantasioso Shane Geraghty, apertura dei London Irish — squadra che preferisco nella Premiership, che ha fatto vedere alcune azioni notevoli per tempismo e visione di gioco, anche se non sembra fortissimo nel gioco al piede; non male anche Toby Flood, che il sito ufficiale del sei nazioni indica come centro ma ieri sera ha giocato come apertura, che forse per il fisico poco aggraziato mi ricorda in qualche modo l’apertura dell’Australia Larkham .

Insomma, anche se il 6 Nazioni è avviato alla conclusione, l’amtosfera si sta scaldando per il campionato del mondo di quest’anno. Credo che ne vedremo delle belle anche nelle fasi finali della Heineken Cup, nelle amichevoli estive e nel Tri Nations.

Naviga italiano! O indiano?

14 marzo 2007

20 commenti

Dai commenti al mio ultimo post sono emersi due fatti interessanti riguardo al nostro (autoproclamato) “profeta in patria”, che come ormai sapete tutti ha lanciato una campagna per la navigazione autarchica, fonte di supposti benefici per la povera economia nazionale che vedrebbe “più spazio per nuove imprese” e giovamenti per “tutti quelli che lavorano nel settore digitale” se utilizzassimo “un po’ di più i prodotti italiani online” (cit.).

Ma sono veramente tutti italiani questi famosi prodotti, e sarebbero italiani i travet del digitale che li animano? Sembra di no, almeno per quanto riguarda il prodotto digitale del nostro profeta:

  • l’idea originale è americana (YouTube)
  • il nome pure, italianizzato (You = Tuo, Tube = Video)
  • i server su cui gira sono erano negli USA, almeno stando a Roberto Dadda
  • i programmatori che hanno sviluppato il servizio sono indiani, secondo Swarzy confermato da Matteo/Totanus

Va bene fare marketing, ma qui si sono persi un po’ i limiti. Lascio a voi ulteriori commenti.

Aggiornamento. Come fa notare Neko nei commenti, i server sembrano essere in Italia. Un traceroute passa infatti per il Mix (“sito ottimizzato per Internet Explorer 5″, lol) e finisce sulla rete di Kpnqwest (ma non avevano fatto bancarotta?). Non si spiegano a questo punto le affermazioni del profeta sul supposto DoS di qualche tempo fa, riportate da Roberto Dadda nei commenti. Il mistero si infittisce…