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Caro lazyweb...

28 luglio 2007

8 commenti

Caro lazyweb, come si disattiva la maiuscola automatica a inizio frase e dopo un punto su un Nokia E61i?

Quale IPTV?

25 luglio 2007

8 commenti

Qualche considerazione di fretta sulla IPTV a commento delle poche righe pubblicate ieri sul blog di Nòva.

Partiamo dalle piccole soddisfazioni: chi ha assistito l’anno scorso alla Feltrinelli di Milano alla presentazione del libro sul podcast di Marco Traferri (moderata da Lele), si ricorderà forse il dibattito piuttosto acceso tra il sottoscritto e il (cred, all’epoca) direttore di Jack. Uno dei temi affrontati era la IPTV, anzi l’ambizione di carrier mobile e televisioni di divenirne protagonisti. La mia opinione, duramente criticata (come altre) dal signor Jack, era che la IPtv nell’accezione di Telecom Italia, RAI ecc. fosse un abbaglio colossale, e che contenuti di quel tipo sarebbero presto passati da pochi, grandi, e specializzati distributori come Google Video e YouTube. Col senno di poi, direi di averci preso. Se ancora siete scettici commentate, e vedrò di argomentare un po’ meglio le mie affermazioni.

E veniamo a oggi: l’articolo di Nòva parla di “dibattito presidenziale americano via YouTube”, “televisori con scheda WiFI”, insomma della TV digitale come completamento della TV tradizionale. E secondo me non ci beccano, o almeno ci beccano solo in parte, ma non colgono la vera rivoluzione in atto. Per farvi un esempio che resta nella legalità, una delle declinazioni a mio parere più innovative e interessanti di IPTV è MediaZone, che offre canali tematici via IP con contenuti da Prime Time sulle TV tradizionali, come RWC Plus, il canale dove a settembre sarà possibile vedere tutti gli incontri della Coppa del Mondo di Rugby (rugby, direte voi, sport minore… peccato che siano stati venduti 2 milioni di biglietti per le partite, e ci sarà qualche miliardo di telespettatori collegato). O come il Rugby Channel, sempre di MediaZone, dove è possibile seguire tutti i tornei più importanti del mondo, in diretta o differita.

E’ questo il futuro della IPTV, non i video amatoriali su YouTube che tanto piaccioni ai blogger. Canali tematici offerti a una coda lunga su scala planetaria, con decine di milioni di potenziali abbonati. La comodità di scegliere spettacoli di alto livello senza parabole, contratti, rescissioni annuali. Lo stesso modello, fatte le debite proporzioni di risorse economiche e complessità tecnologiche, che ha portato ad una diffusione su larga scala dei cellulari nel continente africano, dove la telefonia fissa non è mai riuscita a penetrare.

Non solo la carta stampata...

23 luglio 2007

6 commenti

L’annoso dibattito sulle non-citazioni delle fonti da parte di chi scrive per professione, riaperto recentemente da Marco, si arricchisce di un nuovo capitolo: sembra che anche i giornalisti televisivi della RAI abbiano il brutto vizio di spacciare come farina del proprio sacco della propria redazione contenuti e idee prodotti da altri.

Questa volta è toccato a Enrica, che ha una lunga esperienza come opinionist sul sud-est asiatico, soprattutto per la radiotelevisione della Svizzera Italiana. A differenza dei loro colleghi elvetici, i giornalisti di casa nostra sembra che non solo pretendano opinioni gratis et amore Dei (tanto si sa, in Italia la carriera accademica è meritocratica e molto ben pagata), ma le riutilizzino poi senza nemmeno citare l’autore. Sarebbe carino sentire cosa ne pensa Gianni Riotta, direttore del TG1. Se vi va, riprendete e diffondete, senza linkare questo post ma quello originale di Enrica.

iPhone batte Harry Potter 1 - 0

20 luglio 2007

4 commenti

Davanti alla Feltrinelli International


Sarà che la saga del maghetto ormai giunta al settimo episodio comincia a perdere qualche colpo, sarà che in un venerdì sera di fine luglio i milanesi in centro si contano sulle dita di una mano, sarà che Harry Potter and the Deathly Hallows è disponibile in versione piratata elettronica sui soliti canali, sarà che gli italiani non sanno amano leggere in inglese, fatto sta che mezz’oretta fa davanti alla Feltrinelli International non ci saranno state più di venti persone in attesa del grande evento. Altro che iPhone…

Ciao ciao, Treo...

12 luglio 2007

10 commenti

Dopo la quinta (o sesta) rottura hardware in un anno e mezzo, un po’ a malincuore ho deciso di abbandonare il fido vecchio Treo 650, e passare a un Nokia e61i. I perchè di questa scelta sono presto detti: l’E61i è l’unico cellulare non Windows Mobile con una tastiera simile a quella del Treo, e con le funzionalità che Palm si ostina a non mettere sui suoi cellulari: una fotocamera con una risoluzione decente (2Mp contro quella VGA del Treo), e una connessione WiFI (c’è anche il supporto UMTS, anche se a me interessa meno). E come ciliegina sulla torta, sull’E61i gira Python per S60, quello ufficiale supportato dalla Nokia.

Dopo poco più di un giorno di utilizzo devo dire che la scelta è stata azzeccata, l’E61i è un aggeggio magnifico, e non solo dal punto di vista tecnologico: è sottile e leggero, realizzato con una combinazione di metallo e quella plastichina tra il marrone e il rossiccio utilizzata sull’N95, che non mi dispiace affatto. L’usabilità poi è la migliore tra i tanti palmari e cellulari che ho avuto tra le mani in questi anni: non è per niente lento come dicono tanti (specie se confrontato a quella ciofeca di Windows Mobile), e la scelta di abbandonare il tradizionale touchscreen è azzeccatissima, dato che ha costretto Nokia a realizzare un’interfaccia dove qualsiasi funzione è raggiungibile utilizzando un dito solo, portando agli estremi la strada che Palm aveva iniziato a percorrere con il Treo. La tastiera, dopo qualche minuto per familiarizzarsi, è davvero ottima, così come la selezione puntuale del tipo di connessione da utilizzare. E il browser web è incredibile, il primo davvero utilizzabile su un palmare.

Cosa non va? Davvero poco: lo schermo a risoluzione minore del Treo (o del T3 che ancora utilizzo ogni tanto), i font TTF su Mobipocket renderizzati con antialias (e credo con il bytecode interpreter di freetype disabilitato), l’attacco per le cuffie proprietario che obbliga ad un acquisto da qualche euro su Ebay, e i maledetti campi testo del browser web che si ostinano a mettera la prima lettera maiuscola. Forse anche il prezzo, ma in questo sono fortunato, dato che come il Treo l’E61i è un cellulare aziendale.

Tra la riconsegna del Treo e l’arrivo dell’E61i, ho avuto modo di provare un i-Mate K-Jam. Niente male, anche se dopo due minuti la tastiera estraibile diventa una scocciatura, e il pennino (o unghie appuntite da mandarino cinese) sono indispensabili come su tutti gli altri cellulari Windows Mobile. Concludo con un grazie a Carlo, di cui ricordavo un post sull’E61, che mi ha dato qualche dritta via IM appena ho acceso il telefono.

Firmate, e diffondete

10 luglio 2007

6 commenti

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Forse non lo sapete, ma il prossimo settembre si terrà in Francia la fase finale della Coppa del Mondo di rugby, il terzo evento sportivo al mondo per numero di spettatori (più di 3 miliardi) dopo le Olimpiadi e i mondiali di calcio.

Ovviamente la nazionale italiana non ha nessuna speranza di vincere, può però piazzarsi tra le prime otto al mondo confermando le belle prestazioni di quest’anno al Sei Nazioni, e il ranking mondiale dell’International Rugby Board che ci vede attualmente al nono posto davanti a nazioni come Samoa, Scozia e Fiji dove il rugby è decisamente più popolare che da noi.

Peccato che, a settembre, gli unici fortunati che potranno tifare Italia saranno gli abbonati a Sky: i diritti televisivi sono infatti stati acquistati dall’emittente via satellite, senza che la RAI o La7 (che pure trasmette in diretta il Sei Nazioni) abbiano cercato un accordo per la trasmissione delle partite degli azzurri in chiaro, così come è successo per gli ultimi mondiali di calcio. Se vi piace il rugby, o se vi stanno antipatici lo strapotere del calcio e l’inerzia della emittente pubblica, firmate la petizione promossa dal Gazzettino e diffondete come potete. Il testo della petizione è qui, per firmare invece seguite questo link.