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Quando un blog fa informazione

28 gennaio 2008

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Enrica parlava giorni fa dei blog come fonte di informazione e ausilio per il processo democratico nei paesi in via di sviluppo, o dove sono al governo regimi autoritari, facendo l’esempio del Nepal. Ci ripensavo tra ieri e oggi leggendo Voodoo Funk, un blog di un DJ americano che vive a Conakry in Guinea, da dove parte a caccia di dischi rari e sconosciuti. I resoconti dei suoi viaggi incrociano frammenti unici della storia musicale dell’Africa occidentale negli ultimi quarant’anni, con testimonianze su persone, luoghi, e situazioni politiche e sociali. Leggete ad esempio il resoconto della rivolta dell’anno scorso, in gran parte ignorata dai media occidentali, che inizia da questo post e culmina con la fuga da Conakry verso Freetown di notte, in macchina, travestito da improbabile capo della sicurezza dell’ambasciata tedesca. Poi tornate (torniamo) a parlare di MacBook Air, alberelli e classifiche.

The americans have started evacuating last week. the French have a ship
with 10 helicopters on hold and we got ordered to fly out of the
country by the German embassy on Saturday. There are still flights by
Air France but the waiting list is long, the only other European
Airline to fly out of Guinea, SN have suspended all flights. We would
not have been able to take the dogs along because they would need a
proof of vaccination and an implanted chip to enter Europe.

We decided to not leave them behind and packed the car.

I’m typing this from an internet cafe in Freetown.
We
made it from Conakry over the border yesterday and it was probably the
most adventurous day in my life. Scary, surreal and for sure something
I don’t want to experience ever again. Lots of military road blocks, all in all 10 of them, or more, very much possible I forgot one or two.

We
had drugged our dogs with sleeping pills and valium so they kept quiet
and didn’t puke all over the car when driving down bumpy dirt roads at
high speed. I wore a fake uniform with a clipped on photoshopped
fantasy “head of security at German embassy”-ID. Inbetween seats was a
stack with give-away T-shirts and bundles of prestacked cash for bribes
were deposited in the ashtray. My wife was white as a wall for the
entire trip.

They seem to have let a whole otherbreed of soldiers out of the caves,
scary motherfuckers with gold teeth, mirrored sunglasses, huge fucking
guns,- forget about the usual AK47s or chinese burpguns, these were
big, heavy MGs, the kind that come with tripods attached to the barrel. [...]

2 commenti

  • Dario Salvelli
    28 gennaio 2008 #

    Infatti sono sempre più convinto che blog del genere abbiano un valore aggiunto e direi inestimabile: forse sono proprio quelli più interessanti.
    Così come ritengo che progetti ed idee democratiche volontarie e spontanee come quelle segnalate da Whiteafrican meritino: http://whiteafrican.com/?p=845

    Tempo fa poi anche io rimasi colpito dall’utilizzo del blog come racconto di viaggio: scusa la citazione ma è più veloce!

  • in effetti il blog del tizio è stupendo e fa anche un lavoro e una vita stupendi! Ci vuole solo un po’ di coraggio, che non tutti hanno.

    Però i cani con il valium non è che stiano benissimo…