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Corriere e Feltrinelli: potevano fare meglio

7 febbraio 2008

20 commenti

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Se volevate l’ennesima conferma della miopia dei grandi gruppi italiani, e delle scarsissime capacità innovative delle società di consulenza che lavorano per loro, basta dare un’occhiata alle due ultime iniziative di Corriere e Feltrinelli.

Gli archivi storici del Corriere sono infatti presentati in maniera indegna, attraverso una form di ricerca decisamente poco user friendly, quando invece sarebbe stato più naturale organizzarli per edizioni giornaliere e sezioni, in modo da dare al lettore la possibilità di navigare a piacere e isolare rapidamente periodi temporali o argomenti. Relegando poi la ricerca in una sezione separata di ogni pagina, e magari generando URL un po’ più descrittive, in grado di rappresentare risorse (l’edizione del giorno x, l’articolo Y, gli articoli dell’autore z) e con un migliore effetto sul posizionamento nei motori di ricerca. Niente di esoterico, niente di particolarmente costoso, anzi se qualcuno di RCS sta leggendo questo post, mi offro per realizzarglielo io in poco tempo, a costi contenuti e con una gestione sicuramente più leggera ed economica della soluzione attuale.

Anche il nuovo sito della Feltrinelli dimostra lacune non da poco: link dalla home di gruppo che portano a pagine di errore, risorse identificate con numeri non significativi (che probabilmente corrispondono alle ID delle relative righe nella base dati utilizzata) quando invece — almeno per i libri — esiste un sistema di codifica universale, l’ISBN, che anzi non è nemmeno visualizzato sulle pagine di dettaglio. La lista potrebbe continuare, ma chi è in grado di capire a questo punto si è già fatto un’idea.

Il problema è sempre quello: manager che hanno fatto carriera perchè sono animali politici (dove la politica è intesa come politica delle relazioni interne al gruppo); progetti visti come strumenti per conquistare budget e quindi potere; il know how affidato esclusivamente a consulenti esterni, per ragioni contabili e fiscali; aziende di consulenza selezionate non su base meritocratica e secondo criteri tecnici ma per motivi decisamente meno nobili, e che quindi trascurano le competenze tecniche per diventare macchine commerciali e di marketing. E come in un frattale, questa situazione si replica ad ogni livello: la nostra classe politica; i servizi pubblici e l’università; i grandi gruppi, e le società medie e piccole che ne sono fornitori.

Ripensavo all’intervista a Khoi Vinh di qualche tempo fa, e a come un grande gruppo come il NYT sia in grado di individuare uno dei migliori designer web al mondo ed assumerlo come proprio Design Director, che differenza con qui da noi… Se non fossi troppo incazzato, e se l’Italia non fosse un paese troppo piccolo (specie in certi ambienti) ne avrei di belle da raccontare, come quella volta in cui un’offerta di lavoro “inserita in un piano aziendale approvato ai massimi livelli e con un budget già allocato” si è trasformata in una serie interminabile di colloqui durata 6 mesi, al termine dei quali il candidato emerso dalla selezione (che ha consumato tempo e denaro anche per il datore di lavoro, e visto coinvolto un head hunter di alto profilo) non ha ricevuto nemmeno una telefonata o una lettera di scuse, e il grande gruppo si è tenuto il consulente che aveva già in casa, la cui più grande abilità è quella di chiedere Gantt ai fornitori coinvolti in un progetto. Poi ci si chiede perchè l’umore non è alle stelle, di questi tempi…

20 commenti

  • none
    7 febbraio 2008 #

    I nomi dei consulenti di Corriere e Feltrinelli?

  • ludo
    7 febbraio 2008 #

    E che ne so? :)

  • Neko
    7 febbraio 2008 #

    C'è scritto, frog design et al, trovi tutto nel link a pie' pagina. Quotissimo il tuo commento sugli ID negli URL, ma cmq il sito della Feltri mi sembra ben fatto per il resto. Mi piacerebbe sapere quali sono le altro cose che trovi fuori posto. :)

  • donnagio
    7 febbraio 2008 #

    Mi sembra un pò azzardato parlare di Feltrinelli come un macina denaro. Per me che compro libri online sta diventando un piacere naviagare nel sito. E' aperto da gennaio immagino che ci siano delle cose da sistemare, ecco perchè forse trovi pagine di errore. Sono felice che un nome come la Feltrinelli si sia approciata così alla vendita online. Forse ti farebbe bene leggere il commento di De Biase,(http://blog.debiase.com/2008/01/29.html ) prima di tirare sentenze tanto per fare....che di grave in Italia c'è molto altro. Non brand che cercano di creare un servizio, che genera profitto ma che è comunque un ottimo servizio....

  • ludo
    7 febbraio 2008 #

    Donnagio grazie per il commento critico. In Italia i servizi si fanno (ci mancherebbe, altrimenti le aziende sarebbero istituti di beneficenza), ma si fanno male.

    Il sito Feltrinelli è utile, certo, ci mancherebbe l’hanno fatto apposta. Ma è fatto maluccio. Si vede chiaramente che chi l’ha pensato, progettato e realizzato non ha molta idea di quello che succede in giro nella propria professione.

    Il punto del mio post è che in Italia non c’è meritocrazia, tutto funziona su basi clientelari e corrotte. Lo stato, l’università, le aziende. Lo vedo ogni giorno, e credimi di esperienza in grandi aziende non ne ho poca, so come nascono progetti come quello di Feltrinelli e del Corriere, so cosa costano, so come sono gestiti.

    Secondo me sei tu che "tiri sentenze".

  • In effetti mi sono lamentata anche io, ma della pochezza die numeri: storico non è dla 1992!

    E poi se uno clica 1992 viene sempre 1998..

  • In effetti mi sono lamentata anche io, ma della pochezza dei numeri: storico non è dal 1992!

    E poi se uno clica 1992 viene sempre 1998..

    Mi sembra più un’operazione pubblicitaria.

  • Luca Carlucci
    8 febbraio 2008 #

    Selezionata da un vaglio fatto di clientelismo, incompetenza e nulla passione per il proprio lavoro emerge la classe dirigente di questo paese. Ma è un’illusione ottica: non è lei ad emergere, è il paese intorno che affonda.

    Sul Corriere, oltre alla triste implementazione, c’è da notare l’assoluta vacuità dei contenuti che restituiscono le queries. Ho fatto varie ricerche su vari temi, centinaia di articoli, e non uno che meritasse la lettura.

    Perché la verità è questa: hanno messo online 16 anni di pessimo giornalismo.

  • Scapolo
    9 febbraio 2008 #

    Feltrinelli.it: "Il sito è al momento in manutenzione."

    Uffa.

  • bob
    10 febbraio 2008 #

    MrO4FO hi great site thx http://peace.com

  • De Bortoli
    10 febbraio 2008 #

    Lavoro a Corriere.it e ho dato un'occhiata anche all'altro sito. E' vero non sono perfetti, ma dire che chi ci ha lavorato non sa fare il suo mestiere è assurdo. Sputare sentenza così sommarie senza sapere quali erano i vincoli e le possibilità tecniche e il budget di quei progetti a me sembra come minimo superficiale, forse un po' da incompetenti, certamente tranchant. Tra i grandi problemi italiani aggiungere anche l'alta percentuale di fanfaroni ciarlatani che pensano di essere sempre più bravi degli altri.

  • ludo
    10 febbraio 2008 #

    Si hai ragione, sono un incompetente, fanfarone e ciarlatano. E non ho idea di quali possano essere i vincoli in un progetto fatto per una grande azienda.

    Continuate così mi raccomando…

  • ludo
    10 febbraio 2008 #

    Dimenticavo: l'offerta di rifare l'archivio del Corriere da solo, ex novo, per 1/10 di quello che è costato il progetto attuale e in metà tempo non è una bufala. Provare per credere...

  • cri
    11 febbraio 2008 #

    In tutta sincerità, non capisco che differenza farebbe se i libri fossero identificati con il codice ISBN (conosciuto dal'1% degli utenti) invece che con un'altro codice? Cambia qualcosa per l'utente? Il sistema funzionerebbe meglio? Se i problemi sono questi, a me sembra una polemica un po' gratuita. Perfino Amazon non usa l'ISBN. Forse invece era meglio che nell'url si usasse una codifica nomeautore_titolo_del_libro.htm che almeno funziona meglio per i motori di ricerca.

  • ludo
    11 febbraio 2008 #

    Cri, hai mai sentito parlare di Web 2.0? “The web as a platform”, cosucce di questo tipo… :)

    E comunque la critica non era limitata a quello, già il fatto che dalla home corporate ci siano link verso il nuovo sito che portano a una pagina di errore è indice della qualità di progettazione, sviluppo e forse gestione.

  • cri
    11 febbraio 2008 #

    Il web 2.0 lo conosco, ma non capisco cosa c’entri con la codifica dell’URL della pagina prodotto. E non capisco ancora come da questo si arrivi a dire che il sito è fatto male, funziona male, sono tutti raccomandati e incapaci e il resto del post.

    Il link alla home corporate dal sito Feltrinelli a me funziona. Forse dovresti correggere il *tuo* link.

    Gli argomenti con cui cerchi di sostenere le tue critiche al momento mi sembrano abbastanza inconsistenti.

  • ludo
    11 febbraio 2008 #

    Cri, contento tu...

  • Sergio
    12 febbraio 2008 #

    ho visto un po’ il sito di Feltrinelli e nonostante sia raffazzonato in alcune sue parti (es: scheda del libro) mi sembra faccia il suo mestiere.

    Posso cercare il titolo del libro, ordinare online o verificare la disponibilità nel negozio più vicino a me: che altro mi serve?

    Non lo trovo un brutto sito: funziona, non ha flash in eccesso o altre particolari vaccate, non ci perdo la vita per trovarci un libro. Certo non è Amazon, ma suppongo sia costato parecchio meno.

    Non penso che a Feltrinelli e ai suoi menager interessi qualcosa del "web come piattaforma". A loro giustamente interessa vendere libri, in particolare all’utente medio italiano che ha difficoltà a scrivere una email: altro che 2.0

    sbaglio?

  • bob
    20 febbraio 2008 #

    sNXZQC hi good site thx http://peace.com

  • bob
    20 febbraio 2008 #

    CTi7Wh hi nice site thx http://peace.com