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Vecchia e nuova Internet

10 gennaio 2009

7 commenti

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Leggo il pezzo di Granieri sul futuro prossimo venturo di Internet (carino, anche se a me le teorizzazioni su reti e modelli lasciano sempre un po’ indifferente), leggo il pessimo e convoluto commento di Mantellini sul suo blog, e mi chiedo perchè i pensatori di casa nostra ogni tanto non escono a prendere una boccata d’aria.

C’è una rete là fuori che non è fatta da blog e reti sociali, non pensa ossessivamente ai modelli di business, e se ne infischia parecchio del futuro di giornalismo e carta stampata. Ma riesce a raccogliere persone in gruppi coesi, a creare know-how e contenuti, a generare discussioni. È l’“anima buona” della rete, quella che ha raccolto l’eredità di Usenet e delle reti di BBS, che mette in relazione chi nella vita ha un interesse, una passione, un po’ di curiosità e spesso tanta voglia di fare.

È qui che nasce la vera rivoluzione, non nella cacofonia stupida della blogosfera, negli uffici delle agenzie di PR e dei gruppi editoriali, o tra le relazioni-aperitivo dei social network. È qui che il futuro sta nascendo, grazie ad una combinazione unica nella storia dell’umanità: il sapere scientifico e tecnologico fruibile da chiunque a bassissimo costo; la possibilità di entrare in relazione e collaborare con chi ha interessi simili, su scala mondiale; strumenti, materiali e componenti sofisticati accessibili in maniera semplice ed economica. Il resto sono chiacchiere, business, pubblicità, non innovazione.

7 commenti

  • wolly
    11 gennaio 2009 #

    Sottoscrivo tutto quello che hai scritto.

  • Dario Salvelli
    11 gennaio 2009 #

    Tim Berners Lee dice che ci stiamo occupando poco della psicologia del link e di studiare veramente il Web. Se pensiamo che solo il 20% dell'umanità è collegata allora il tuo discorso entra proprio in questa direzione. E sono d'accordo in pieno. Però web è anche e soprattutto business: in fondo se non si fossero riunite le aziende (e gli accademici) non si sarebbe diffuso in maniera così rapida.

  • g.g.
    11 gennaio 2009 #

    Senza modelli non c'è comprensione e consapevolezza (e quindi si cresce solo euriticamente). Il bello della rete è che chiunque può elaborarli e proporli. Fanne uno tu sulla rete che vedi, sarei felice di leggerlo :)

  • Mushin
    11 gennaio 2009 #

    Io credo che si debba ragionare in termini di catena. Sottoscrivo quello che dici, ma come il primo step della catena che passa poi per gli strati business e approda all’ultimo strato che è la teorizzazione.

    Sono perfettamente d’accordo con te: occorre ricordare che l’origine di tutto, del valore generato dalla rete, non sta il guadagno ma la passione/credenza.

    Non sono d’accordo con g.g. per cui senza modelli non c’é comprensione e consapevolezza. Non ci sarebbe semmai la trasmissione dei principi. Ma la storia insegna che la trasmissione di conoscenza attraverso i modelli e le astrazioni non ha mai prodotto in automatico consapevolezza. Altrimenti non ci sarebbe più la guerra.

    Il "business" è importante, ma non è tutto. E non tutto il valore prodotto dalla rete e in rete può essere associato e sfruttato per il business. Motivo per cui credo che occorra difendere gli spazi di passione e piacere dove questo valore nasce.

    L’unica cosa su cui non sono d’accordo è quando scrivi che queste condizioni rivoluzionarie che la rete ci offre siano uniche nella storia dell’umanità. Sono specifiche di questa epoca, ed in questo senso uniche, ma non è assoluta la possibilità di scelta che affrontiamo oggi e i problemi connessi (che hai evidenziato): in passato su cose differenti, l’uomo ha affrontato le medesime problematiche. Un esempio su tutti: Gutemberg.

    Probabilmente rivoluzionari e conservatori, ideologhi e affaristi, esisteranno sempre.

  • catepol
    12 gennaio 2009 #

    Vi siete finalmente resi conto che internet non è uguale a quei trenta quaranta bloggetti, sempre i soliti?

  • ludo
    12 gennaio 2009 #

    Wolly: grazie.

    Dario: “la psicologia del link” mi sembra proprio una di quelle cose da lasciare dove sta…

    GG: io fare un modello? shcerzi? sono troppo impegnato a sperimentare e divertirmi. E credo di capire dove e come mi sto muovendo anche senza, grazie. ;)

    Mushin: ehm, me lo stamp, lo rileggo e ci ragiono su…

    Catepol: come al solito cogli nel sengno con profonda arguzia, e soprattutto resti on-topic. Guarda che se parlo di “cacofonia stupida” uno degli esempi che ho in mente sei proprio tu…

  • catepol
    12 gennaio 2009 #

    Grazie per la cacofonia stupida. Me la segno. (tu pensa che invece io penso a voi per assonanza). La rete è molto più grande e i suoi utilizzatori non ascrivibili in categorie precise. E meno male. Alla faccia di qualunque modello di business. Tutto qui.