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A zonzo per Milano / 1

21 luglio 2009

5 commenti

Cambiare ufficio — se non si ha l’abitudine di intrupparsi nel solito bar o (peggio) self service in pausa pranzo — è un ottimo modo per scoprire un nuovo quartiere e le persone che ci vivono, e ogni tanto per stupirsi di fronte ad angoli di città che non avevamo mai visto prima.

L’altro giorno, mentre andavo per la prima volta alla De Marchi a farmi una nuotata, ho scoperto che il naviglio della Martesana sbuca in superficie dove termina via Melchiorre Gioia, in un angolo suggestivo di vecchia Milano conosciuto come Cascina dei Pomi. Se una domenica avete poco da fare, c’è di peggio di un tuffo in piscina seguito da pranzo sotto i glicini della cascina, e passeggiata post prandiale lungo gli argini della Martesana (foto fatta col Nokia mentre passavo).

Deregulation selvaggia

16 luglio 2009

1 commento

Ma vi pare possibile che, avendo un contratto di fornitura elettrica con Enel, mi senta rispondere da un operatore che a) non potrò mai segnalare un guasto perchè i cavi e i contatori sono di AEM, e non sono censiti nei loro sistemi automatici e b) per segnalare problemi devo chiamare AEM.

A me risultava che al fornitore (quello con cui si fa il contratto, che fattura e incassa e — anche se nominalmente — offre il servizio) spettasse fornire i servizi di assistenza clienti e supporto tecnico. Io non ho nessun rapporto formale con AEM, se si rifiutassero di darmi supporto non avrei nessuno strumento per rivalermi.

Possibile che in Italia le cose funzionino sempre al contrario? Possibile che l’onere debba ricadere sui consumatori, invece che essere assunto dalla azienda che fornisce il servizio?

Un paese allo sbando

7 luglio 2009

4 commenti

Non mi sembra di aver visto nulla sui quotidiani nazionali a proposito delle supposte richieste di espulsione dell’Italia dal G8:

The Italians have been just awful. There have been no processes and no planning.

E in effetti, come dargli torto: un premier attempato e libertino, con chiare derive autoritarie e che confonde continuamente pubblico e privato; trasporti allo sbando, nel piccolo (trasporti urbani), medio (pendolari) e grande (Viareggio); ricerca inesistente e università in mano a mafie baronali; una classe dirigente con poco ricambio, e in genere (parlo per esperienza) poche competenze specifiche e nessuna attitudine all’innovazione; metà del paese che economicamente arranca dietro l’altra metà, che ultimamente non se la cava poi troppo bene; eccetera eccetera.

L’espulsione dal G8 sarebbe solo la constatazione di uno stato di fatto ormai evidente a molti.

Edit: vedo che la Repubblica ha appena messo in prima pagina un articolo sulla questione.

I primi effetti del bavaglio

2 luglio 2009

6 commenti

Sarà una coincidenza, ma negli ultimi giorni sto ricevendo una pioggia di richieste (anzi, minacce in forma pseudo-giuridica con tanto di ultimatum a tempo) di rimozione di contenuti da BlogBabel. Sarà un effetto anticipato della legge-bavaglio sulle intercettazioni? Spero di no, perchè se i prodromi sono questi, chissà che bordello succederà sulla povera e strapazzata rete italica quando entrerà in vigore.

Dato l’enorme interesse degli editori italiani, l’affetto dei blogger, l’alto tasso di remunerazione di Adsense, e ora la pioggia di minacce, ogni tanto mi chiedo che senso ha continuare…