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Qualche giorno con il Droide

1 febbraio 2011

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Acer LiquidSettimana scorsa, complice un regalo di compleanno formato “cash” e un’inserzione su un sito di annunci locali, ho finalmente aggiornato il parco macchine tascabile sostituendo il SonyEricsson C901 e l’iPod Touch G1 (entrambi presi usati a suo tempo) con un Acer Liquid A1 nuovo di zecca.

Era un po’ che volevo uno smartphone moderno, ma l’idea di aprire un finanziamento per prendere uno con Tre (il mio gestore) non mi allettava poi tanto, e non riuscivo comunque a decidere se prendere un iPhone o provare un terminale Android. La disponibilità di qualche soldo e l’inserzione del Liquid a 170€ — che togliendo quanto prenderò vendendo il C901 e il Touch diventano 50€ — mi hanno evitato ulteriori lambiccamenti.

Il mio Liquid è la versione più vecchia, quella con “solo” 256Mb di RAM invece dei 512Mb del Liquid E, ma ha comunque una dotazione hardware rispettabile: schermo capacitivo 800×480, scheda SD da 16Gb, GPS, sensori per orientamento/luminosità/prossimità, ecc. La qualità costruttiva non è eccezionale, la scocca ad esempio è in plastica e non in metallo, ma il rapporto qualità/prezzo è decisamente buono, specie considerando che costa nuovo meno della metà di un iPhone 4 e può essere acquistato usato in ottime condizioni a meno di quanto viene chiesto per un iPhone 3G.

Ovviamente l’esperienza d’uso è radicalmente diversa da quella di un iPhone, anche per chi è abituato a “jailbrekkare” e “cydiare”: il controllo e le personalizzazioni permesse da un cellulare Android sono infatti molto simili a quelle offerte da Linux su personal computer, e richiedono almeno all’inizio un certo investimento di tempo e frustrazione per reperire le informazioni giuste e imparare a interagire con il sistema. Ad esempio, queste sono le attività che mi è toccato fare per configurare a dovere il Liquid

  • reperire il firmware di Android 2.2 (froyo) del Liquid E opportunamente modificato per girare anche sul modello più vecchio, insieme a tool e driver necessari per l’aggiornamento e ovviamente alle istruzioni per effettuarlo
  • aggiornare il firmware
  • reperire modalità e programmi per disporre dell’accesso come root (equivalente a jailbreakare un iPhone), fortunatamente per il Liquid è piuttosto facile
  • effettuare la modifica, e i primi backup “raw” delle partizioni di sistema e dati
  • scaricare e installare Android SDK
  • capire come collegarsi in shell tramite l’SDK, e quale partizione smontare/rimontare per rimuovere alcuni dei programmi installati default
  • cercare un task manager abbastanza leggero ma sufficientemente potente per monitorare ed eventualmente killare i processi in esecuzione, dato che il mio cellulare ha solo 256Mb di RAM
  • cercare un programma per modificare i programmi che partono in automatico in seguito a certi eventi, per disattivare tutti quelli che non mi servono (Maps, Bluetooth, ecc.)
  • cercare tastiere virtuali alternative, capire come installarle (quelle non disponibili sul market) e provarle, dato che quella nativa è quasi inutilizzabile
  • trovare il giusto equilibrio tra programmi e widget installati (il meno possibile) e ottimizzazione di memoria e batteria

Non è difficile capire che a fronte di possibilità di personalizzazione quasi infinite, Android è un sistema molto meno user friendly, almeno allo stato attuale, di quello di Apple: gli aggiornamenti vanno recuperati su vari forum e testati per modelli non di ultima generazione, l’interazione è meno semplice, gli strumenti di sistema (la tastiera su tutti) un po’ più macchinosi anche se a volte più potenti, le applicazioni hanno in genere un grado di polishminore.

D’altra parte, la barriera all’ingresso — a meno di vincolarsi a una promozione di un operatore di telefonia — è molto più bassa (ci sono tantissimi modelli di terminali Android, e molti a prezzi davvero accessibili), la sincronizzazione con gli account Google è nativa e ovviamente ben fatta, e l’integrazione con desktop e notebook per chi non usa OSX e Windows è semplice, efficace e non richiede l’installazione e l’utilizzo di software proprietario come iTunes.

In conclusione sono parecchio soddisfatto della mia scelta, le uniche cose che ogni tanto mi mancano un poco sono uno schermo mezzo pollice più largo, un font più simile a quello dell’iPhone e il dizionario integrato su Kindle, e uno schermo un po più sensibile.