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Jiayu G3, dove comprarlo (e ne vale la pena)?

18 marzo 2013

6 commenti

Riprendo qui alcune risposte che ho mandato per email a chi, dopo aver letto il post di qualche giorno fa su Android e i produttori cinesi, mi ha chiesto dove acquistare il Jiayu G3. Il discorso vale ovviamente in buona parte anche per molti altri cellulari cinesi di questa fascia.

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Come risparmiare batteria su Android

15 marzo 2013

1 commento

Copio e incollo un post che ho scritto poco fa su un forum Android italiano, in risposta a un utente che chiedeva come risparmiare batteria rimuovendo le applicazioni che “appesantiscono” il telefono. Magari serve a qualcun altro.

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Android dorato a sfondo rosso

6 marzo 2013

6 commenti

Jiayu-G3

Qualche sera fa, conversando davanti a una birra con un paio di amici pythonisti, sostenevo — ovviamente semplificando una questione complessa — che la vera forza dirompente di Android non sta tanto nella scelta di un linguaggio di sviluppo diffusissimo come Java (classica visione da techie), quanto nell’avere offerto un sistema operativo sofisticato, di qualità, globale e orientato ad Internet in maniera totalmente gratuita alla sterminata falange di produttori di hardware cinesi. Che fino alla maturazione di Android avevano quasi tutti gli elementi chiave per produrre device di qualità ragionevole a prezzi bassissimi, tranne uno fondamentale: un sistema operativo utilizzabile — e addirittura desiderabile — non solo in Cina ma anche nel mondo occidentale.

Ci ripensavo oggi mentre giocavo con il Jiayu G3 — forse il miglior cellulare Android attualmente prodotto in Cina, se escludiamo uno o due modelli dal prezzo stratosferico — che avevo appena preso: non la solita cineseria, ma un oggetto con un design a mio parere fantastico (tanto è vero che il nuovo flagship HTC lo riprende in gran parte) e una dotazione hardware che non sfigura di fronte ai modelli di fascia medio-alta dei produttori più noti come Samsung, Sony e HTC. Il tutto ad un prezzo quasi ridicolo, se pensate che per il costo di un iphone 5 me ne potrei portare a casa 7 o 8.

Ed è questa secondo me la grande novità: i produttori cinesi stanno imparando a produrre device appetibili non solo per il mercato interno (che pure è gigantesco), ma anche su scala mondiale. Se riusciranno a superare lo scoglio della distribuzione e del supporto renderanno la vita estremamente dura ai produttori più affermati, e trasformeranno finalmente gli smartphone — ovviamente Android — in una vera commodity anche per chi ha risorse modeste, o vive in un paese in via di sviluppo. Bye bye Apple…