Serve davvero un nuovo servizio di blog?

17 nov 2005

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L'annuncio che la Stampa ha appena lanciato l'ennesimo servizio di blog pubblico (a proposito, complimenti Paolo) mi dà l'occasione per buttare giù in due righe una cosa su cui sto ruminando da qualche tempo, che suona più o meno così: che senso ha per un editore lanciarsi in un'operazione del genere, che sa tanto di bolla vecchio stile (e qui invece che sui nanopublisher avrebbe senso il post di oggi di Neri), piuttosto che utilizzare le tecniche del nanopublishing aggiungendo blog tematici al proprio network?

La considerazione è nata da una notizia letta qualche settimana fa (niente link, era sul giornale) secondo cui il Corriere on line avrebbe raggiunto i cinque milioni di pagine viste al mese. Tante, direte voi. Poche, dico io se penso che quei quattro scalcinati di Blogo (è un modo di dire, sono di più e scalcinati solo per questioni personali) in una decina di mesi sono arrivati a tre milioni. Con mezzi infinitesimali rispetto a quelli del Corriere e credo un centesimo dei costi. Non avrebbe più senso per Rizzoli/l'Espresso/la Stampa assumere qualcuno che ci capisce (io ad esempio sono disponibile) e raddoppiare in poco tempo pagine viste e — credo — introiti pubblicitari, realizzando magari un minimo di sinergie con i contenuti e le redazioni delle testate a stampa?

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