Visual Complexity: Mapping Patterns of Information, pubblicato di recente dalla Princeton Architectural Press, presenta esperienze diverse nel campo della visualizzazione delle informazioni, che l’autore Manuel Lima ha raccolto in questi anni grazie anche al lavoro svolto sull’omonimo blog.
A pagina 98, una rielaborazione delle visualizzazioni della blogosfera italiana che avevo preparato a suo tempo con i dati di Blogbabel, e presentato al BarCamp di Torino, aprono il capitolo 4 “Blogosphere”.
Stasera ascoltando il radiogiornale di Radio Popolare ho aguzzato le orecchie quando, a margine della notizia dell’acquisizione di Motorola da parte di Google, hanno fatto un paio di domande a Mantellini. Quale sia la logica per cui un blogger che non si è mai occupato di telefonia, se non tangenzialmente da quando Apple/iPhone/iPad vanno di moda, diventi un esperto in grado di dare un senso a un’operazione di questo tipo e specialmente nei pochi secondi concessi in un tg radio, mi sfugge.
Come credo possiate immaginare l’intervento è stato in perfetto tema ferragostano (nel senso dei servizi generici e superficiali che vanno di moda in TV quando il 90% delle redazioni sono in vacanza):
una possibile lettura può essere questa, cercare di avere un sistema dentro il quale sia la componentistica che il software siano all’interno di uno stesso soggetto [...] entrare in un mercato dove ci sono solo due o tre soggetti [...] Google si immagina come un soggetto a tutto tondo che fa hw e sw insieme, entra di diritto tra i grandi della telefonia mobile.
Tolto l’abuso del termine “soggetto” (non immaginatevi che nelle omissioni qui sopra ci fosse molto altro, ho trascritto dal tg in mp3 poco fa), tolto che i soggetti non sono due o tre ma un po’ di più, tanto è vero che Motorola vale 12.5 miliardi di dollari, credo che la notizia sia da inquadrare soprattutto in due contesti: l’evoluzione di Android, sistema operativo creato da Google, che ha risollevato le sorti di più di un produttore (vedi LG ad esempio), e che è oggetto di una causa con cifre da capogiro da parte di Oracle per lo sfruttamento intellettuale dei diritti di Java ereditati da Sun; e la recente tendenza di Google a entrare direttamente sul mercato dei device, come fatto recentemente con il Chromebook (progetto un po’ traballante imvho).
Bastava un accenno a questi due temi per dare un po’ di profondità alla notizia, facendo notare che Google *è già* un player importante nel mercato della telefonia. Ogni tanto si fa più bella figura a non presenziare…
Leggo il post con cui Marco celebra il compleanno di Blogo e l’acquisizione da parte di Populis, e dato che non ho mai parlato in pubblico del mio coinvolgimento in quell’iniziativa mi sembra venuto il momento di fare alcune precisazioni al riguardo.
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Gli ultimi giorni sono stati abbastanza faticosi, cosa che certo non aumenta il mio già scarso interesse per le polemiche intorno a BlogBabel. Credo ci sia però bisogno di qualche chiarimento, in particolare rispetto al post di Gianluca che propone una versione astiosa, grottesca, offensiva e con molte falsità di una trattativa svoltasi nei mesi scorsi.
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Sarà una coincidenza, ma negli ultimi giorni sto ricevendo una pioggia di richieste (anzi, minacce in forma pseudo-giuridica con tanto di ultimatum a tempo) di rimozione di contenuti da BlogBabel. Sarà un effetto anticipato della legge-bavaglio sulle intercettazioni? Spero di no, perchè se i prodromi sono questi, chissà che bordello succederà sulla povera e strapazzata rete italica quando entrerà in vigore.
Dato l’enorme interesse degli editori italiani, l’affetto dei blogger, l’alto tasso di remunerazione di Adsense, e ora la pioggia di minacce, ogni tanto mi chiedo che senso ha continuare…
Oggi sono andato in libreria, ci ho trovato un’edizione di “Topolino contro Gamba di legno” e me la sono portata a casa. A leggerla, sembra quasi la Divina Commedia. Quanti secoli di seghe mentali per niente… (parafrasando)
Dalla home di Geekissimo di oggi:
- “come guardare film porno (e non solo) a lavoro o a scuola senza farsi scoprire!”
- “L’Asus EEE è senza dubbio uno del laptot”
- “viene aggiornata meno spesso ed e meno ricca di features”
- “Quante volte durante la stesura di un documento vi è venuto qualsiasi dubbio su un affermazione?”
- “Personaliziamo un po le Proprieta”
- ecc. ecc.
Per non parlare della sintassi, che ci regala perle come questa: “Quando siete a lavoro sicuramente non potrete navigare sui vostri siti
preferiti, come Geekissimo, altrimenti se dovesse passare il vostro
capo probabilmente potrebbe sgridarvi di brutto, dato che non è proprio
un Geek come voi.”
Ora, capisco che per fare due lire con un blog di nanopublishing si sia costretti a sfornare post a getto continuo, ma a pubblicare cose del genere ci vuole veramente un bel coraggio. Almeno potrebbero utilizzare un correttore ortografico, e darsi la pena di rileggere quello che scrivono. Ho preso Geekissimo ad esempio perchè per la prima volta da secoli sono passato a dare un’occhiata, ma il discorso è valido per molti altri blog.