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Aspettando la partita

11 marzo 2008

7 commenti

Il piacere più grande che ancora mi riserva il calcio sono giornate come questa.

Svegliarsi con la testa piena dei soliti mille piccoli problemi, e sentire una vocina che — ancora flebile — sussurra che forse questa è una giornata diversa dalle altre, che sta per succedere qualcosa di speciale. Fare colazione al bar, e iniziare a sentire l’elettricità nell’aria scherzando con i baristi e gli altri clienti. Passare in bicicletta in piazza Duomo dove i primi tifosi avversari sono già accampati con le immancabili bottiglie di birra in mano. Arrivare in ufficio preparandosi ad una sequela di battute o incoraggiamenti che durerà fino a sera. Leggere le formazioni e le ultime interviste sui giornali mangiando un panino, e sentire le discussioni che si fanno più animate, l’elettricità che aumenta, sentirsi per una volta uniti, concentrati tutti su un unico — anche se effimero — evento. Uscire dall’ufficio e andare a prendere il metrò a Lotto, godendosi lo spettacolo della vociante e coloratissima marea umana rovesciata in stazione da ogni treno. Oppure, nelle giornate come questa in cui gioca l’Inter e ho il biglietto in tasca, arrivare finalmente allo stadio dove la tensione nell’aria ti investe fisicamente come un’onda. Salire le scale e vedersi spalancare davanti il catino illuminato di San Siro e il prato verde smeraldo. E 80.000 persone che per due ore sono un unico corpo e un’unica voce.

Questo è quello che si perde chi non ama gli sport di squadra, sono sensazioni impossibili da raccontare, e che credo valga la pena di provare almeno una volta. Il risultato è un accidente secondario rispetto alle emozioni che un evento del genere è in grado di trasmettere, e al piacere del gioco.

Senza cervello, e senza etica

3 febbraio 2007

10 commenti

Ascoltavo poco fa i podcast del Sei Nazioni con le interviste all’allenatore e ad alcuni giocatori della nazionale di rugby, e non ho potuto fare a meno di riflettere sulla differenza abissale con il mondo del calcio, che come prevedibile ieri pomeriggio ha sfornato l’ennesima, inutile, stupida tragedia. Ascoltare gli azzurri rispondere ai giornalisti in un inglese articolato, spiegando in maniera intelligente e senza le solite frasi fatte da due lire tattiche e speranze del torneo che si apre questo pomeriggio è stata un’esperienza illuminante. Il rugby sembra uno sport violento, i giocatori sembrano mezzi trogloditi tutti muscoli e tenacia, e invece basta andare oltre la superficie e si scoprono persone intelligenti, dirette, che hanno i mezzi e il coraggio per esprimersi e soprattutto hanno un’etica di base che li porta a rispettare sempre l’avversario, a privilegiare il gioco rispetto alla vittoria, a onorare l’impegno. E come i giocatori, il pubblico che non si sognerebbe mai di insultare squadre o tifosi avversari, gli arbitri che spiegano ogni decisione e non si sentono sminuiti dalla moviola in campo, i comitati internazionali che hanno saputo modificare le regole per renndere il gioco più sicuro, spettacolare e giusto.

E pensavo alle scene cui sempre più sono costretto ad assistere allo stadio, anche in una stagione incredibile che ogni interista aspettava da quarant’anni: gli insulti gratuiti e le minacce con cui persone apparentemente normali si scagliano contro i tifosi avversari; la rabbia che sprizza da tutti i pori, anche quando la squadra gioca bene e vince; la violenza che fa da sottofondo costante a tutta la partita, e sembra avere come unico scopo l’affermazione di se stessi e della propria (supposta) identità attraverso la distruzione totale dell’altro. Atteggiamenti che sempre più spesso non sono limitati allo stadio, ma con cui ci si trova a fare i conti (almeno a Milano) quotidianamente: la prevaricazione, il menefreghismo, la furbizia spicciola mischiata a cattiveria. Il tutto condito dalla solita, incredibile incapacità dei nostri politici ad agire, anche quando basterebbe imitare paesi più civili come l’Inghilterra, dal ticket per l’ingresso in città alla battaglia contro gli ultras.

Fine dello sfogo, purtroppo non ho soluzioni se non quella di non cedere il terreno ai violenti e farsi sentire, e magari fare tesoro dei pochi esempi positivi, cominciando da questo pomeriggio al Flaminio.

Campionato, coppe e TV via Internet

12 settembre 2006

2 commenti

Se non fossi tifoso dell’Inter, mi accorgerei comunque che il campionato di calcio è iniziato dal numero di visitatori che arrivano da Google con ricerche tipo “Champions League in streaming” (che ironicamente porta ad un post su un’iniziativa ufficiale UEFA). Come già per i mondiali, eccomi quindi di nuovo con qualche indirizzo utile, preceduto da una doverosa premessa. Se siete interessati passate al seguito dell’articolo.

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Granata Cats

24 agosto 2006

5 commenti

Cuore granataC’è un legame tra la sfortuna che più volte si è accanita contro una delle squadre di calcio più blasonate d’Italia, e il cuore e la fede incrollabile dei suoi tifosi? Io credo di sì, specie se la squadra in questione è il Torino e i tifosi sono dello stampo di Granatina, e degli altri che stanno cercando di dare una sorte migliore ai gatti del glorioso Filadelfia, lo stadio storico del Toro ormai ridotto ad un ammasso di ruderi ed erbacce.

Gatti che non se la passano molto bene, come purtroppo succede alla maggior parte dei randagi. Se siete a Torino potete dare una mano mettendovi d’accordo con gli altri volontari per curare e nutrire i mici granata, anche e soprattutto se siete della Juve, con tutte le malefatte che avete da espiare le buone azioni non sono mai abbastanza. Se invece vivete in un’altra città potete fare una donazione al fondo istituito da Granatina, e magari tenere gli occhi aperti mentre andate in giro, di gatti bisognosi ce ne sono dovunque. Grazie ad Axell per il post che mi ha fatto conoscere l’iniziativa, se potete date una mano a diffonderla anche voi.

Effetto Italia

22 giugno 2006

Qualche giorno fa mi ero stupito delle quattromila pageview giornaliere raggiunte per effetto dei mondiali. Oggi ne ho fatte più di ottomila, probabilmente grazie ai tanti che come me erano bloccati in ufficio e stavano cercando disperatamente come vedere la partita dell’Italia. Spero per loro che ci siano riusciti, io sono dovuto restare in riunione fino a dopo le sei, mentre dalla sala di fianco giungeva il boato dei colleghi che vedevano la partita. Non vi dico l’incazzatura…

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Il mondiale di calcio in differita

17 giugno 2006

2 commenti

Se anche a voi dispiace perdere le partite pomeridiane quando siete in ufficio (oggi ad esempio alle 15:00 c’era Argentina-Serbia), fate un salto su Maxxed Football Forums.

Una registrazione veloce, qualche minuto per scaricare utorrent se ancora non avete un buon client per BitTorrent, e nell’area Football Videos del forum trovate da scaricare tutte le partite, e il programma serale della BBC che riepiloga le partite del giorno con ampie sintesi e commenti tecnici. Se invece avete la fortuna di essere a casa, potete ovviamente vedere le partite in diretta via streaming.

Germania 2006: i primi responsi

16 giugno 2006

14 commenti

E’ da un paio di giorni che medito un post con le mie impressioni sulle squadre del mondiale, dopo il primo giro di partite. Anche se ormai è un po’ tardi dato che alcuni gironi sono già definiti, e il tempo per scrivere come al solito scarseggia, butto giù due righe così almeno fino agli ottavi non ci penso più.

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Italia - Ghana: grazie AEM!

13 giugno 2006

1 commento

italia_ghana_aem.jpgE’ appena finito il primo tempo di Italia Ghana, e non faccio in tempo a gustarmi il meritato 1-0 che…zac! salta la luce in tutto il palazzo. Preso dal panico, mi precipito in cantina a controllare i contatori che ovviamente sono tutti a posto. Torno su, e con i secondi dell’intervallo che trascorrono inesorabili cerco alla luce dell’accendino il numero dell’AEM sulla rubrica, chiamo e… una voce registrata mi informa che c’è un guasto nella zona tra Porta Romana e Porta Vittoria, snocciola un elenco interminabile di vie (compresa la mia), e conclude con una previsione di ripristino agghiacciante: un’ora.

Chiudiamo la casa al volo, aspettiamo che l’allarme si riprenda dal coma elettrico, convinciamo i cani a scendere le scale alla luce del Treo, e con la radiolina attaccata all’orecchio modello pensionato ci dirigiamo verso piazza Duomo. Ovviamente, fatti 50 metri la zona d’ombra fantozziana si dirada e dietro i vetri si vedono le luci dei televisori accesi.

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