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Aaaaagggghhhhhh

23 gennaio 2008

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Automattic is now positioned to execute on our vision of a better web
not just in blogging, but expanding our investment in anti-spam,
identity, wikis, forums, and more.

No, per favore no, di programmi scritti in maniera indecente e usati da milioni di persone ne avete già uno, non infliggeteci altre oscenità… Scherzi a parte, WordPress è veramente il peggior guazzabuglio di codice che abbia mai visto (almeno al di fuori del mio lavoro “vero”), ma è un ottimo esempio di come e quando sviluppare un prodotto che risponde alle reali esigenze del pubblico, come raccogliergli intorno una comunità, e come creare dal nulla una società sana e con servizi innovativi e di successo. Su questo, Matt può dare lezioni praticamente a chiunque. Tanto di cappello.

Italia.it: il buco col baco intorno

26 febbraio 2007

7 commenti

Guest blogger Neko, aka Numero Zero.

Sarà il logo bananiero, sarà l’accessibilità da edificio sovietico anni ’60, sarà il presunto budget milionario, saranno i testi l33t ma non si riesce proprio a smettere di parlare di Italia.it, il portalone che dovrebbe promuovere l’immagine del nostro Paese all’estero, mentre invece riesce solo a promuovere le conigliette di Playboy. Non ci credi?

Guarda qua, allora: http://tinyurl.com/2gdhox

E che dire di questa interessante iniziativa di co-marketing con Google: http://tinyurl.com/ypsmyr

Spero almeno si facciano pagare due Euro per i click. E nel caso fosse gratis che importa, buco per buco almeno hanno avuto il buon gusto di scusarsi per i tanti soldi spesi a fronte di una realizzazione tecnica approssimativa: http://tinyurl.com/22cjfm

Che ci sia lo zampino di Silvio in tutto questo, sempre pronto ad approfittare di ogni passo falso della sinistra? Io dico di sì: http://tinyurl.com/27f3zr

Al di là del “giochino” innocente con URL e contenuti la cosa è piuttosto grave: trattasi di potenziale buco nella sicurezza tramite “JavaScript Injection” che, tra le altre cose, permette di modificare il contenuto di form e cookie. Visti i pezzi da novanta dietro a Italia.it (fra cui IBM, di cui ignoro il ruolo nel progetto ma che, ironia della sorte, proprio in questi giorni è in Tv con una serie di spot incentrati sulla sicurezza), l’augurio è quello di vedere questo e altri problemi sistemati una volta per tutte.

Per il momento invece non resta altro che offrire il nostro contributo partecipando al sondaggio apposito: http://snipurl.com/1bd25

Google e Jotspot, disinformazione dal Corriere

1 novembre 2006

5 commenti

La bufala del Corriere su Google e JotSpot

Stamattina sulla home page del Corriere: Google compra il motore di Wikipedia. Come altre volte, sembra che i giornalisti delle testate nazionali non sappiano (o non vogliano) usare Internet per verificare, in due minuti, i fatti di cui stanno scrivendo. Non ci voleva molto per capire che JotSpot è un servizio, gratuito e a pagamento, per creare e gestire siti wiki-like che utilizza codice proprietario sviluppato in proprio, mentre il motore di Wikipedia è WikiMedia, un software rilasciato con licenza open source che non può essere “comprato” da nessuno.

L’errore marchiano falsa completamente la notizia, e pregiudica qualsiasi possibilità di analisi: Wikipedia non c’entra nulla con l’acquisizione di Google, che ha come probabili obiettivi l’ampliamento dell’offerta di applicazioni online e il loro “impacchettamento” su un Google Box offerto a clienti Enterprise, in concorrenza a Microsoft come ben spiega Niall Kennedy.

Finalmente anche l'Italia

28 agosto 2006

E finalmente anche l’Italia entra a far parte del circo del Web 2.0: i romani di Mad4Milk sono stati acquisiti da hanno iniziato a collaborare con Freewebs, e la notizia è riportata nientemeno che da Om Malik e Yahoo! Finance. I ragazzi di Mad4Milk sono conosciuti per moofx, una libreria di effetti per Javascript leggera e potente, e hanno fatto recentemente parlare di sé per Mooglets, un bel sistema di widget web che utilizzano, appunto, la loro libreria. In passato avevano anche fatto circolare dei video di un sistema di blogging/CMS in PHP che, mi sembra, non ha mai visto la luce. Complimenti, e speriamo che finalmente si inizi a muovere qualcosa anche qui da noi.

Amazon EC2

24 agosto 2006

1 commento

Conoscevo già Amazon S3 (il servizio di storage combinato con HTTP e Bittorrent), ma EC2 — o ComputeCloud — sinceramente mi era sfuggito, ed è una di quelle novità in grado di rivoluzionare il panorama dell’hosting per le applicazioni web. Avete presente VMware, il software con cui far girare più macchine virtuali dentro una singola macchina fisica (desktop, notebook, server)? Bene, elevate lo stesso concetto all’ennesima potenza, spalmatelo sui datacenter di Amazon che garantiscono prestazioni e affidabilità che pochi possono vantare al mondo, aggiungete dei Web Service di interfaccia per inviare e configurare le macchine virtuali, ed avete EC2.

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Web 2.0: la visione di Yahoo!

14 giugno 2006

4 commenti

Photo_061406_001.jpgSiamo alla presentazione dei servizi Web 2.0 di Yahoo! a le Biciclette qui a Milano, grazie a Luca che ci ha girato un paio di inviti.

Massimo Martini, General Manager di Yahoo! Italia, sta introducendo la sessione parlando in maniera abbastanza generica di Web 2.0 (“flickr è un blog fotografico”). Vi terremo aggiornati man mano che la sessione procede. Per ora ho apprezzato le sfogliatelle alla crema e la connessione WiFi che funziona. Le foto di oggi ovviamente su Flickr.

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ISP 2.0

30 aprile 2006

Un dettaglio dei nuovi server di TextdriveAbbastanza impressionante seguire l’evoluzione del nuovo datacenter di Textdrive+Joyent nei commenti alle foto postate su Flickr, sul blog, e nella presentazione introduttiva del seminario Scale With Rails.

Storage doesn’t live on a server anymore. Local drives are for swap. People will be in “cohorts” (same as servers for a bit) but then it’ll be one big thing across a mass of clustered storage in a few cities. The main reason for scalewithrails.com/ in a few cities is doing that while visiting some datacenters.

Firefox vale 72 milioni di dollari l'anno

6 marzo 2006

4 commenti

Credo che non fossero molti a sapere che il box di ricerca di Firefox (quello in alto a destra che punta a Google, Amazon, ecc.) permette alla Mozilla Corporation di incassare 72 milioni di dollari l’anno. Soldi che vengono messi a disposizione della Mozilla Foundation, la non-profit che detiene la proprietà intellettuale di Firefox (e Thunderbird, Mozilla, ecc.), che conta ormai quasi 120 dipendenti.

L’uovo di Colombo per monetizzare e autofinanziare progetti Open Source, almeno per il momento. Fatemi andare a fare un po’ di click… via