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Narcos (consigli di lettura)

29 settembre 2008

2 commenti

Se vi è capitato sotto gli occhi lo speciale di oggi del Corriere (a pagina 10 e 11) sui narcos, vi interessa l’argomento e avete voglia di spararvi un romanzo di quasi 600 pagine, procuratevi “The Power of the Dog” di Don Winslow. Un polpettone sostanzioso, violento (a volte quasi pulp) e godibilissimo da uno dei miei autori preferiti di questo ultimo anno/anno e mezzo.

Stranamente non è ancora disponibile in italiano, forse la mole ne rende un po’ costosa la traduzione. Potete consolarvi con “L’inverno di Frankie Machine” (“The Winter of Frankie Machine”), forse il miglior romanzo di Winslow, pubblicato recentemente da Einaudi.

Spigolature / 24

30 dicembre 2007

16 commenti

Come rovinare un servizio utile, o perlomeno renderlo invisibile al grande pubblico: ammettiamo che abbiate la necessità di sapere se un treno è arrivato in orario, e che il vostro primo istinto sia di fare una ricerca su Google per parole chiave tipo ritardo treno. In cima ai risultati troverete la versione mobile di un bel servizio di Trenitalia che ovviamente, essendo fatto in Flash, sembra essere sconosciuto a Google. Peccato, perchè immagino sia costato non poco, e soprattutto potrebbe essere utile a molti.

Recensioni via feed. Non me ne ero mai accorto prima, ma le recensioni di Amazon sono disponibili tramite feed per i singoli autori (delle recensioni). Un ottimo modo (una volta individuato qualche recensore in gamba) per scoprire potenziali titoli interessanti, attività che mi trovo a dover compiere sempre più spesso, e che è sempre più difficile. Ho scoperto i feed leggendo i commenti a “The Lies of Locke Lamora”, un romanzo fantasy che ha i dialoghi più brillanti e vivaci che mi sia capitato di leggere da un po’ di tempo. Credo che ne vedremo presto una versione cinematografica. Ah, dimenticavo, il recensore che ho appena aggiunto al mio feed reader è questo. Buon anno a tutti!

Iniziamo a smanettare un po' con l'Iliad

23 novembre 2007

L'Iliad spacchettato

Stamattina è arrivato l’Iliad che Antonio mi ha mandato in prova, non per farne una recensione dato che ormai è in vendita da un po’ di tempo, ma per vedere se mi viene in mente qualche idea “smanettosa”, dato che monta Linux e ha una comunità di sviluppatori abbastanza attiva.

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Una pagina al giorno

6 novembre 2007

5 commenti

Davide si chiede:

Mi porto dietro, da tempo immemore, un libro di modeste dimensioni e
che mi interessa moltissimo, eppure per me leggere una pagina al giorno
è un’ardua impresa. Si tratta di un libro di narrativa: intelligente ma
abbastanza leggero, poco impegnativo, eppure. Intanto gli altri
popolano aNobii a ritmi vertiginosi. Ma come diamine fate?

Mi sembra un tema interessante e mi piacerebbe sapere quali sono le abitudini di lettura della italica blogosfera, magari lasciando un commento o un trackback al post di Davide in modo da farne un aggregatore virtuale della discussione. Comincio io.

Per me la lettura è sempre stata una specie di malattia: fin da piccolo facevo le ore piccole per leggere, spesso con la lampadina nascosta sotto le coperte, alzandomi poi regolarmente la mattina in stato di catalessi acuta. Una quindicina di anni fa ho finalmente varcato la soglia critica che distingue il lettore “vero” da quello “snob”: leggo quello che mi piace, quando mi piace, infischiandomene se è un libro o un genere “di serie B”. Troppo spesso in Italia mi sembra invece che si tenda ad identificare la lettura con “certi” libri o “certi” autori, spesso legati a mode del momento e sempre con qualche bollino di seriosità o autorevolezza conferito dall’intellettuale di turno, relegando generi più popolari nel ghetto delle letture da ombrellone. Pessima abitudine, che potrebbe in parte spiegare la scarsa familiarità della gran parte degli italiani con i libri, e le dimensioni ridotte del nostro mercato editoriale rispetto ad altri paesi industrializzati.

Mi sono quindi liberato del tabù dei “buoni libri” parecchio tempo fa, e ora leggo solo autori e generi che mi divertono o mi appassionano: evito accuratamente la saggistica (i pochi saggi che compro in libreria finiscono regolarmente in una pigna da cui non si muovono più) e adoro invece gli scrittori hard boiled americani, le biografie specialmente se ambientate in qualche guerra recente, e i pochi romanzi di fantasy scritti come si deve. Ovviamente in lingua originale, dato che anche le migliori traduzioni finiscono per appiattire lo stile di un autore, e soprattutto i dialoghi.

Il trucco — o almeno il mio trucco — è tutto qui: liberarsi dei libri “seri”, di quelli che “vanno letti” perchè ne parlano i giornali o i blog o amici che consideriamo profondi e intelligenti, e dedicarsi alla lettura di romanzi che appassionano, con personaggi e luoghi in cui ci si può identificare o che affrontano temi e problemi che viviamo ogni giorno, e se non riusciamo a leggere nemmeno una paginetta al giorno abbandonarli senza remore e passare ad altro. Riguardo allo spazio, l’altra domanda che si pone Davide nel suo post, da qualche anno leggo quasi solo libri in formati elettronico che oltre ad occupare poco spazio sono sempre in tasca, pronti a riempire le tante pause della giornata.

Concludo con una selezione disordinata e molto incompleta di qualche libro o autore che mi è piaciuto in questi ultimi anni:
Goodbye To All That, Chickenhawk, la serie di Discworld (soprattutto le Witches and Watch novels), James Lee Burke, George Pelecanos, Dick Francis, Faye Kellerman, Don Winslow, Philip Kerr, John D. MacDonald, i western di Elmore Leonard, Mark Berent, Robert Crais, ecc.

iPhone batte Harry Potter 1 - 0

20 luglio 2007

4 commenti

Davanti alla Feltrinelli International


Sarà che la saga del maghetto ormai giunta al settimo episodio comincia a perdere qualche colpo, sarà che in un venerdì sera di fine luglio i milanesi in centro si contano sulle dita di una mano, sarà che Harry Potter and the Deathly Hallows è disponibile in versione piratata elettronica sui soliti canali, sarà che gli italiani non sanno amano leggere in inglese, fatto sta che mezz’oretta fa davanti alla Feltrinelli International non ci saranno state più di venti persone in attesa del grande evento. Altro che iPhone…

Spigolature / 4

11 ottobre 2006

1 commento

Jeffery Deaver alla Libreria del Giallo. Domenica prossima 15 ottobre, festa di uno dei luoghi “cult” della narrativa milanese: la Libreria del Giallo. Gestita dalla coltissima e sempre disponibile Tecla Dozio, la libreria è da anni punto di ritrovo dei giallisti (sia quelli che scrivono che quelli che leggono) milanesi, e punto di sosta obbligato degli scrittori stranieri di passaggio. Domenica alle 11:00 in via Peschiera sarà il turno di Jeffery Deaver, noto per la serie di Lincoln Rhyme, e a seguire: cucina nera e criminale con Montse Clavé (Negra y criminal, Barcellona); aperitivo con sfizi e delizie, cozze (quasi) alla bretone (Fabio Montale – Jean-Claude Izzo), riso giallo con carne di… (Mario Conde – Leonardo Padura Fuentes); “Manuale pratico di cucina noir e criminale” e pranzo serale.

Le streghe son tornate! Wintersmith è l’ultimo romanzo della fortunatissima e spassosissima serie Discworld di Terry Pratchett, che in 21 anni ha accumulato 32 romanzi divisi in 6 sottoserie, 3 saggi, 2 libri illustrati, un numero imprecisato di racconti, un elenco semi-ufficiale di chiose, una cronologia degli avvenimenti, una convention e un vasto assortimento di gadget, tra cui mappe, francobolli, monete, edifici e personaggi in miniatura. Wintersmith si inserisce nel mio filone preferito, quello delle geniali witches la cui arma principale sono l’headology (“A sort of folk-psychology which can be summed up as “if people think you’re a witch, you might as well be one”. For instance, Granny could, if she wished, curse people. However it is simpler for her to say she’s cursed them, and let them assume she’s responsible for the next bit of bad luck that happens to befall them; given her reputation this tends to cause such people to flee the country entirely.”Wikipedia) e una massiccia dose di ironia e di buon senso. Non capita tutti i giorni di trovare libri che, oltre ad essere ben scritti e a prestarsi a svariati livelli di interpretazione, fanno sganasciare dalle risate una pagina sì e una no. Se vi viene la tentazione, seguite la reading order guide e magari leggeteli in inglese, le mini-serie migliori a mio parere sono quelle su witches e guards. Ovviamente posso prestarvi qualsiasi romanzo della serie.

Ebook gratis dalla BBC. La BBC, sempre all’avanguardia, offre gratuitamente alcuni racconti della serie Doctor Who, ispirati all’omonimo serial televisivo degli anni ’80. Gli ebook possono essere letti online, o scaricati nei formati PDF, Palm Reader, Microsoft Reader e Mobipocket.

Aspiranti scrittori /2

5 marzo 2006

1 commento

La pulizia periodica dell’aggregatore ha prodotto un altro link interessante da Grumpy Old Bookman: le dieci regole di scrittura di Elmore Leonard, parte della serie Writers on Writing del New York Times.

These are rules I’ve picked up along the way to help me remain invisible when I’m writing a book, to help me show rather than tell what’s taking place in the story. If you have a facility for language and imagery and the sound of your voice pleases you, invisibility is not what you are after, and you can skip the rules. Still, you might look them over. [...]

My most important rule is one that sums up the 10.

If it sounds like writing, I rewrite it.

Chi è Elmore Leonard? Il buon vecchio Bookman risponde così:

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Aspiranti scrittori

4 marzo 2006

2 commenti

What advice do you have for aspiring writers of fiction?

If they are in their twenties or thirties I advise them to get a life first. Get a real job, earn a living, travel, fall in love, have a family, read a lot. Learn something about life and death. Any writer unlucky enough to get published very young is almost certainly headed for long term trouble, the experience of Gore Vidal and John Updike to the contrary.

Consigli da uno scrittore che sembra avere la testa sulle spalle, via Grumpy Old Bookman, uno dei pochi blog scritti come si deve.