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Lesscode

28 luglio 2005

L’ho consigliato su Qix qualche tempo fa ma non fa male ripeterlo qui: se vi interessa l’evoluzione prossima futura del Web e volete controbilanciare un po’ i troppi post di PR o dei soliti egomaniaci, fatevi un giro su lesscode.org. Particolarmente consigliati: Web Thinking, Web Architecture Roundup, Motherhood and Apple Pie.

ReST, Web Services e Slashdotting

19 luglio 2005

Sam Ruby: “If one views a wiki as a state machine, then being able to do a redirect is effectively changing the programming of the application.” O come sopravvivere a Slashdot con una riga di codice, e trarne illuminanti deduzioni sulla potenza di ReST e il catafalchismo delle soluzioni che predominano in ambito Enterprise.

Troppe novità di questi tempi per tenere aggiornati i miei blog con un po’ costanza, prima o poi riuscirò ad avere un po’ più di tempo e magari raccontarvi cosa bolle in pentola.

La vita di un mulo

14 luglio 2005

Esco per un attimo dal torpore di questo pomeriggio per segnalarvi un post interessante su Gadgetopia, che spiega come persone spesso inconsapevoli vengono arruolate per fare da tramite degli acquisti effettuati con numeri di carta di credito rubati, e come da lì al riciclaggio di denaro sporco il passo sia davvero breve.

Non guardare la casa dell'architetto...

9 luglio 2005

Non guardare la casa dell’architetto, e non aspettarti che un PR sappia vendersi sempre al meglio. Ad esempio Steve Rubel che, nonostante sia ormai considerato un A lister (cioè uno dei blogger di serie A) ha appena fatto un bell’autogol.

Per chi non avesse seguito la vicenda, Russell Beattie (noto blogger che si occupa di mobile e che da qualche mese lavora per Yahoo!) un paio di giorni fa ha pubblicato uno sfogo contro l’invasione dei PR sui blog, sfogo cui ha appunto risposto Steve Rubel pur non essendo citato in prima persona. E quindi poco fa Russ ha ribattuto, questa volta parlando proprio di Rubel che certamente non ne esce granché bene.

Evidentemente non sono l’unico che non ne può più del bla bla bla e dei pochi contenuti e discussioni interessanti che si vedono in giro…

E qui mi smentisco...

8 luglio 2005

2 commenti

Dopo aver proclamato al mondo (o ai miei 5 lettori) che non ne posso più di blog che parlano di Firefox e motori di ricerca, eccomi qui a scrivere della nuova Google Toolbar per Firefox.

Ci siete cascati? Perchè invece di un pedìssequo annuncio come se ne vedranno tanti in questi giorni, vi segnalo la breve analisi di Simon Willison che, spacchettato il codice XUL della toolbar, ha trovato alcune chicche interessanti:

  • il controllo ortografico utilizza un servizio XML su HTTP
  • il pagerank è ottenuto con una richiesta HTTP a un servizio di Google, cui viene passato un hash
  • il valore di seed dell’hash è una presa in giro degli scammer che sicuramente saranno tra i primi ad usare il servizio fuori dalla toolbar
  • la variabile principale nella funzione che computa l’hash è una citazione diretta da Spaceballs

Anche gli sviluppatori di Google, come quelli della kernel Linux, hanno il senso dell’umorismo…

Blog noiosi

6 luglio 2005

3 commenti

Passata l’overdose di blogging fatta con Blogo di cui parlerò un’altra volta, mi sto accorgendo di quanto siano noiosi, ripetitivi e spesso approssimativi buona parte dei blog. Il mio livello di tolleranza ha raggiunto il limite per i pettegolezzi e le meditazioni personali su:

  • motori di ricerca
  • Apple e iPod
  • Firefox
  • Ajax
  • blogging e PR
  • remixing spacciato come cultura
  • peer to peer
  • blogging e giornalismo
  • wiki, aziende e Wikipedia
  • nanopublishing o citizen journalism
  • autocompiacimenti per link e notizie in anteprima

I blog che hanno un tasso di permanenza nel mio aggegatore maggiore di un decimo di secondo si contano ormai sulle dita di una mano, e sono per lo più scritti da gente con le palle quadrate come Tim Bray e Sam Ruby (a proposito, se non l’avete ancora fatto leggetevi post e commenti di oggi sulle estensioni RSS di iTunes), o da amici come Simone.

Sono sempre stato abbastanza allergico ai fenomeni di massa, che forzatamente propongono e si nutrono di mediocrità, e non ci vuole un grande intuito per capire che il blogging è ormai un fenomeno, appunto, di massa. Molto più interessante tornare nel sottobosco della rete, spesso dato per morto ma ancora vivo e vegeto, a produrre codice e captare segnali cercando di cogliere sul nascere il prossimo fenomeno di massa.

Metti una sera a cena a Milano

4 luglio 2005

2 commenti

Niente come una domenica sera a Milano in una pizzeria del centro, per rinfrescarsi la memoria su mode e modi di questa metropoli.

Al tavolo di sinistra, professore di informatica e relativo portaborse in tenuta da intellettuale di sinistra (clarks, occhialini, lacoste). Il povero portaborse, mingherlino e con poco appetito, ha cercato di tenere il passo del mastodontico professore mimandone cibi, bevande e vizi, pontificando sull’”Informatica Umanistica” e sorbendosi una buona dose di pettegolezzi e lamentazioni da neo-separato, prepararando intanto la dichiarazione di fedeltà puntualmente arrivata a fine serata: “sono disposto ad arrivare a compromessi anche su questioni di primaria importanza”. Buona fortuna, anche se credo non ne avrà bisogno.

Al tavolo di destra, due Marco Ranzani in erba si chiedevano se affittare una jeep “come vuole il Jimmy” quest’estate a Formentera, e cosa “cazzo fare” per acclimatarsi una volta arrivati in villa. La soluzione giunta dopo lunghe meditazioni è abbastanza semplice: figa, compriamo subito un casino di alcolici e li mettiamo in frigo, cazzo sai le fighe come godono“. La discussione è poi passata su meriti demeriti e costi di una settimana a New York in luglio rispetto a una settimana ai Caraibi, e sulla annosa questione morale se i soldi della mamma possano essere considerati “guadagnati”. Questioni delicate, da ponderare ingozzandosi a dieci centimetri dal piatto solo dopo essersi assicurati che la mozzarella della pizza sia di bufala al 100%, dato che i Ranzani di questo mondo tollerano solo il meglio.

Mentre l'Italia sprofonda...

1 luglio 2005

Mentre l’Italia dei furbi sprofonda, nel resto del mondo civilizzato (o almeno negli Stati Uniti) si sta preparando il secondo boom legato a Internet. Per chi segue quotidianamente gli avvenimenti tecnologici dall’altra parte dell’oceano, i segnali cominciano ad essere tanti:

  • Dave Winer parla dell’atmosfera particolare a Gnomedex 2005 e sostiene che gli ricorda due periodi particolari, il boom del mercato legato al Macintosh nel 1986, e gli albori dell’era delle dot-com nel 1995
  • entità microscopiche come 37signals, composta da designer e sviluppatori, stanno ottenendo un enorme successo con prodotti (meglio dire servizi) sviluppati con cura, passione, genialità — soprattutto nel promuoverlisenza capitali esterni (seguendo in parte l’esempio di Joel con FogCreek)
  • comunità di creatori e utilizzatori di progetti Open Source come TextDrive stanno trovando nuove strade di monetizzazione del software libero, mettendo a frutto l’enorme talento tecnico e utilizzando le proprie risorse per avviare servizi innovativi di hosting

La lista potrebbe essere più lunga, includendo esempi più noti come il nanopublishing di Weblogs Inc, ecc. Commenti nei prossimi post.