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i-Mate JasJar

12 settembre 2005

3 commenti

Se avete 650 sterline (circa 950 euro) che vi crescono, da qualche giorno potete essere tra i primi ad avere il nuovo i-Mate JasJar (o HTC Universal, recensione e foto di Engadget), secondo me il cellulare-PDA veramente completo: veloce (500Mhz), schermo VGA, WiFi integrata, tastiera, macchina fotografica da 1.3Mp, presa per le cuffie standard. Peccato solo che costi davvero troppo, chissà perchè i nostri operatori non lo offrono in comodato: per una decina di euro al mese (anche qualcosa di più) cambierei operatore senza pensarci un secondo. [via]

Se invece come me non disponete di queste cifre ma pensate sia arrivato il momento di dotarvi di un PDA, con poco più di 100 euro potete portarvi a casa un Palm Tungsten C usato: schermo 320×320, tastiera, WiFi integrato, processore a 400Mhz e la qualità e cura dei dettagli per cui i Palm sono famosi.

Cosa possono imparare le aziende dall'Open Source?

5 agosto 2005

What Business Can Learn from Open Source è il titolo dell’intervento di Paul Graham alla O’Reilly Open Source Convention di quest’anno. Anche se alcune delle argomentazioni di Graham sono un po’ superficiali, la sostanza è (come al solito) interessante e innovativa, riconducendo alcune delle tendenze in atto da anni su Internet ad un quadro omogeneo e coerente. Quadro noto a chi sguazza tra Web e sviluppo Open Source (e magari di giorno lavora in una grande azienda), meno noto ai più, sconosciuto e sicuramente inviso ai manager. A proposito di (top) manager, definizione calzante della categoria italiana data da Ricucci e pubblicata oggi sul Venerdì di Repubblica: i “furbetti del quartierino”.

Ma l'emergenza terrorismo dov'è?

3 agosto 2005

1 commento

Ma l’emergenza terrorismo dov’è? Non certo a Milano, almeno non sui treni e nelle stazioni dell’ATM. L’azienda milanese, forse ignara di quello che è successo a Londra il mese scorso, dall’inizio di agosto fa circolare sulla metropolitana solo treni con tre carrozze.

I molti sfortunati che invece di essere in vacanza sono qui a lavorare si trovano quindi pigiati come sardine, grazie all’orario estivo ridotto che ha diminuito la frequenza delle corse. Tralasciando le implicazioni igieniche e il disagio di viaggiare ammassati con una temperatura sui 45 gradi, non è difficile capire che in queste condizioni un attentato farebbe una vera strage. Bel modo di risparmiare sugli straordinari…

Cosa non va negli operatori mobile italiani

1 agosto 2005

T-Mobile MDA IVOgni tanto ripenso a quando, appena comprato il Palm IIIx, sognavo il giorno in cui anche in Italia sarebbe stato possibile avere una connessione dati su un palmare a prezzi accettabili. Sono passati parecchi anni, e nonostante i tanto strombazzati avanzamenti tecnologici, l’enorme diffusione dei cellulari, e l’utilizzo popolare di Internet, siamo ancora più o meno allo stesso punto.

Certo, per chi ha molti soldi (propri o più probabilmente della società per cui lavora), Internet su un palmare è una realtà. Tutti gli altri devono accontentarsi della linea fissa o di qualche wireless compiacente trovata per strada. Con buona pace di chi sostiene (giustamente) che l’accesso diffuso ed economico alla rete sia un fattore importante di crescita economica.

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Blog noiosi

6 luglio 2005

3 commenti

Passata l’overdose di blogging fatta con Blogo di cui parlerò un’altra volta, mi sto accorgendo di quanto siano noiosi, ripetitivi e spesso approssimativi buona parte dei blog. Il mio livello di tolleranza ha raggiunto il limite per i pettegolezzi e le meditazioni personali su:

  • motori di ricerca
  • Apple e iPod
  • Firefox
  • Ajax
  • blogging e PR
  • remixing spacciato come cultura
  • peer to peer
  • blogging e giornalismo
  • wiki, aziende e Wikipedia
  • nanopublishing o citizen journalism
  • autocompiacimenti per link e notizie in anteprima

I blog che hanno un tasso di permanenza nel mio aggegatore maggiore di un decimo di secondo si contano ormai sulle dita di una mano, e sono per lo più scritti da gente con le palle quadrate come Tim Bray e Sam Ruby (a proposito, se non l’avete ancora fatto leggetevi post e commenti di oggi sulle estensioni RSS di iTunes), o da amici come Simone.

Sono sempre stato abbastanza allergico ai fenomeni di massa, che forzatamente propongono e si nutrono di mediocrità, e non ci vuole un grande intuito per capire che il blogging è ormai un fenomeno, appunto, di massa. Molto più interessante tornare nel sottobosco della rete, spesso dato per morto ma ancora vivo e vegeto, a produrre codice e captare segnali cercando di cogliere sul nascere il prossimo fenomeno di massa.

Metti una sera a cena a Milano

4 luglio 2005

2 commenti

Niente come una domenica sera a Milano in una pizzeria del centro, per rinfrescarsi la memoria su mode e modi di questa metropoli.

Al tavolo di sinistra, professore di informatica e relativo portaborse in tenuta da intellettuale di sinistra (clarks, occhialini, lacoste). Il povero portaborse, mingherlino e con poco appetito, ha cercato di tenere il passo del mastodontico professore mimandone cibi, bevande e vizi, pontificando sull’”Informatica Umanistica” e sorbendosi una buona dose di pettegolezzi e lamentazioni da neo-separato, prepararando intanto la dichiarazione di fedeltà puntualmente arrivata a fine serata: “sono disposto ad arrivare a compromessi anche su questioni di primaria importanza”. Buona fortuna, anche se credo non ne avrà bisogno.

Al tavolo di destra, due Marco Ranzani in erba si chiedevano se affittare una jeep “come vuole il Jimmy” quest’estate a Formentera, e cosa “cazzo fare” per acclimatarsi una volta arrivati in villa. La soluzione giunta dopo lunghe meditazioni è abbastanza semplice: figa, compriamo subito un casino di alcolici e li mettiamo in frigo, cazzo sai le fighe come godono“. La discussione è poi passata su meriti demeriti e costi di una settimana a New York in luglio rispetto a una settimana ai Caraibi, e sulla annosa questione morale se i soldi della mamma possano essere considerati “guadagnati”. Questioni delicate, da ponderare ingozzandosi a dieci centimetri dal piatto solo dopo essersi assicurati che la mozzarella della pizza sia di bufala al 100%, dato che i Ranzani di questo mondo tollerano solo il meglio.

Letture del lunedì mattina

27 giugno 2005

Sarà il caldo torrido della metropolitana milanese che obbliga a stare calmi, o il benefico effetto del paio d’ore passate ieri in piscina, ma la lettura mattutina del giornale — uno dei pochi piaceri di lavorare dall’altra parte di Milano — oggi è stata più piacevole del solito. Ho quindi pensato di condividere con i miei (due) lettori le notizie che mi hanno più colpito, con la mezza idea di trasformare questo post in appuntamento fisso.

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Che stress.....

24 giugno 2005

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Alla fine non ce l’ho fatta: lo Zire non ne vuole sapere di andare in rete (grazie ai pessimi driver della Sandisk Connect) e mi sono deciso finalmente a prendere uno Zaurus. Non uno di quelli nuovi a conchiglia purtroppo, dato che ancora hanno prezzi proibitivi per le mie tasche, ma un “vecchio” 5500 su ebay (tema per un altro post, l’incredibile quantità di oggetti nuovi fuori produzione ancora in circolazione). Peccato solo per i balzelli doganali, che alla fine hanno alzato del 50% il prezzo del palmare.

Tralasciando per il momento il sistema operativo di cui vi parlo più sotto, lo Zaurus è proprio un bell’oggetto, e la tastiera a scomparsa è così comoda che non capisco come mai non se ne vedono di più su palmari e cellulari moderni. Purtroppo rispetto al Palm lo schermo è meno nitido e luminoso, e la batteria regge di meno. Mancano anche dettagli poco appariscenti ma molto comodi come la comparsa per pochi secondi dell’orologio se viene premuto il joystick, ecc.

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