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Android dorato a sfondo rosso

6 marzo 2013

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Jiayu-G3

Qualche sera fa, conversando davanti a una birra con un paio di amici pythonisti, sostenevo — ovviamente semplificando una questione complessa — che la vera forza dirompente di Android non sta tanto nella scelta di un linguaggio di sviluppo diffusissimo come Java (classica visione da techie), quanto nell’avere offerto un sistema operativo sofisticato, di qualità, globale e orientato ad Internet in maniera totalmente gratuita alla sterminata falange di produttori di hardware cinesi. Che fino alla maturazione di Android avevano quasi tutti gli elementi chiave per produrre device di qualità ragionevole a prezzi bassissimi, tranne uno fondamentale: un sistema operativo utilizzabile — e addirittura desiderabile — non solo in Cina ma anche nel mondo occidentale.

Ci ripensavo oggi mentre giocavo con il Jiayu G3 — forse il miglior cellulare Android attualmente prodotto in Cina, se escludiamo uno o due modelli dal prezzo stratosferico — che avevo appena preso: non la solita cineseria, ma un oggetto con un design a mio parere fantastico (tanto è vero che il nuovo flagship HTC lo riprende in gran parte) e una dotazione hardware che non sfigura di fronte ai modelli di fascia medio-alta dei produttori più noti come Samsung, Sony e HTC. Il tutto ad un prezzo quasi ridicolo, se pensate che per il costo di un iphone 5 me ne potrei portare a casa 7 o 8.

Ed è questa secondo me la grande novità: i produttori cinesi stanno imparando a produrre device appetibili non solo per il mercato interno (che pure è gigantesco), ma anche su scala mondiale. Se riusciranno a superare lo scoglio della distribuzione e del supporto renderanno la vita estremamente dura ai produttori più affermati, e trasformeranno finalmente gli smartphone — ovviamente Android — in una vera commodity anche per chi ha risorse modeste, o vive in un paese in via di sviluppo. Bye bye Apple…

Vita con il Droide / Xperia X8

11 settembre 2011

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Il mio Acer Liquid...

Quello che vedete qui sopra è lo schermo del mio Acer Liquid: qualche giorno fa l’ho tirato fuori dalla tasca, e mi si è presentato così. Lo schermo all’esterno è intatto, ma il display vero e proprio all’interno è andato. Sembra essere un problema comune dei Liquid, dovuto alla flessibilità della scocca e alla scarsa rigidità del vetro superiore, che non è un vetro in realtà ma plastica trasparente. Così alla prima sollecitazione un po’ fuori dalla norma, il Liquid si deforma e l’LCD interno va in pezzi.

Contattato il supporto Acer mi hanno chiesto di inviare delle foto (una quellla che vedete sopra), per poi rispondermi di mandare il telefono e che mi invieranno un preventivo (preventivo???) e che se la riparazione non dovesse essere in garanzia (maledetti…) mi toccherà pagare spedizione e spese di gestione preventivo. Per un totale sui 30€, quando uno schermo nuovo su ebay ne costa 15 da Hong Kong. Voi cosa avreste fatto? Ecco, appunto…

E dato che spendere tre-quattrocento euro per un cellulare (sempre ammesso di averli…) mi sembra una fesseria, mi trovo appiedato per un mesetto, il tempo che arrivi la spedizione da Hong Kong. Per fortuna avevo in giro un Xperia X8, il modello economico di Sony Ericsson più o meno equivalente all’iPhone 3G (schermo 320×480, GPS, ecc. ecc.), considerat0 da molti una specie di vecchia carretta, soprattutto per essere rimasto ufficialmente fermo ad Android 2.1, e per le personalizzazioni poco felici con cui esce dalla fabbrica.

E invece, pur non essendo sicuramente paragonabile a un cellulare Android moderno di fascia media o alta (soprattutto per gestione della luminosità, brillantezza e risoluzione dello schermo, qualità della fotocamera), l’X8 è assolutamente usabile e può diventare addirittura piacevole, a patto di fare qualche modifica alle applicazioni di default e un po’ di tuning. Nel seguito di questo post descrivo le modifiche che ho fatto al mio, e aggiungo qualche nota sulle applicazioni Android che preferisco. Ad uso e consumo magari di chi sta pensando di approfittare dell’offerta Tre per portarsi via un X8 con ricaricabile al prezzo ridicolo di 49€.

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Vita con il Droide / convertire pdf in cbz

19 febbraio 2011

Come saprà chi ha letto il mio ultimo post, qualche tempo fa ho preso un cellulare con sistema operativo Android. Uno dei motivi per cui volevo un apparecchio moderno era per poter finalmente leggere — grazie allo schermo ad alta risoluzione — vecchi libri e manuali di pubblico dominio, di cui esistono solo versioni in pdf create scansionando i testi senza OCR. Il che, tradotto in parole comprensibili anche ai non geek, significa dover gestire testi che non posso essere reimpaginati automaticamente per adattarli a uno schermo piccolo, e che sono poi in genere anche molto pesanti, sia per l’occupazione di spazio che per le risorse di elaborazione necessarie a visualizzarli.

Speravo che con un dispositivo moderno, potente, con uno schermo ad alta risoluzione, e la disponibilità di parecchie applicazioni per la visualizzazione di PDF, sarei stato finalmente in grado di leggere i testi che mi interessano da tempo. Le cose si sono rivelate come al solito meno semplici del previsto.

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Qualche giorno con il Droide

1 febbraio 2011

Acer LiquidSettimana scorsa, complice un regalo di compleanno formato “cash” e un’inserzione su un sito di annunci locali, ho finalmente aggiornato il parco macchine tascabile sostituendo il SonyEricsson C901 e l’iPod Touch G1 (entrambi presi usati a suo tempo) con un Acer Liquid A1 nuovo di zecca.

Era un po’ che volevo uno smartphone moderno, ma l’idea di aprire un finanziamento per prendere uno con Tre (il mio gestore) non mi allettava poi tanto, e non riuscivo comunque a decidere se prendere un iPhone o provare un terminale Android. La disponibilità di qualche soldo e l’inserzione del Liquid a 170€ — che togliendo quanto prenderò vendendo il C901 e il Touch diventano 50€ — mi hanno evitato ulteriori lambiccamenti.

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Tramezzone

2 luglio 2008

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W760

Questa mattina mentre uscivo di casa ho intercettato il postino che stava consegnando un bel pacco giallo per me alla portinaia. Non erano un paio di cuffie Yamaha ortodinamiche prese a due lire su ebay come pensavo, ma un SonyEricsson W760 nuovo di zecca mandato da BuzzParadise via Luca. Mi ero assolutamente dimenticato di essermi iscritto alla campagna di prova, quindi la sorpresa è stata doppia. Un bel tramezzone succulento, specie per me che adoro i gadget, e ho un debole per i cellulari della SonyEricsson (se non ci credete, andatevi a rileggere i miei post di tre-quattro anni fa su Mobileblog). Nei prossimi giorni le impressioni d’uso.

Computer da tasca

14 marzo 2008

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Sono sempre stati un convinto sostenitore dei subnotebook e in generale dei dispositivi tascabili, e mi fa piacere vedere come in questi ultimi tempi la loro diffusione, sia in termini di prodotti disponibile che di consenso presso gli utenti finali, stia crescendo rapidamente. Oggi nell’aggregatore ho trovato un link a una interessante ricerca di Nokia, che permette alle Internet Tablet di utilizzare schermi esterni, videoproiettori e periferiche tramite la rete, raggiungendo risoluzioni fino al full HD. Un passo importante per avere un vero “computer da tasca”, godetevi il video che è abbastanza interessante.

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Nokia e la musica

22 agosto 2007

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Leggo da Luca che Nokia starebbe per lanciarsi nella vendita di musica online, immagino per i propri cellulari. Da possessore di un E61i vedo un solo problema, i cellulari Nokia sono pessimi lettori multimediali:

  • il player preinstallato si comporta come un piccolo iTunes, effettuando una lunga scansione di tutti i brani presenti in memoria e nella scheda; tolto che le esigenze di un cellulare non sono quelle di un desktop o un lettore specializzato tipo iPod dove una libreria audio ha senso, la scansione dei file e la generazione di un archivio sono totalmente inutili su un device che ha 1 o massimo 2Gb di spazio disponibile, e dove quindi i brani vengono cambiati (cancellati, sovrascritti) molto frequentemente
  • il player non ha un equalizzatore
  • il volume massimo ottenibile in cuffia è così debole da rendere impossibile l’ascolto in presenza di qualsiasi rumore esterno, anche con cuffie bene isolate

Per quanto sia soddisfatto dell’E61, credo sia il peggior lettore audio che mi sia mai capitato di provare. Totalmente inutilizzabile.

Ciao ciao, Treo...

12 luglio 2007

10 commenti

Dopo la quinta (o sesta) rottura hardware in un anno e mezzo, un po’ a malincuore ho deciso di abbandonare il fido vecchio Treo 650, e passare a un Nokia e61i. I perchè di questa scelta sono presto detti: l’E61i è l’unico cellulare non Windows Mobile con una tastiera simile a quella del Treo, e con le funzionalità che Palm si ostina a non mettere sui suoi cellulari: una fotocamera con una risoluzione decente (2Mp contro quella VGA del Treo), e una connessione WiFI (c’è anche il supporto UMTS, anche se a me interessa meno). E come ciliegina sulla torta, sull’E61i gira Python per S60, quello ufficiale supportato dalla Nokia.

Dopo poco più di un giorno di utilizzo devo dire che la scelta è stata azzeccata, l’E61i è un aggeggio magnifico, e non solo dal punto di vista tecnologico: è sottile e leggero, realizzato con una combinazione di metallo e quella plastichina tra il marrone e il rossiccio utilizzata sull’N95, che non mi dispiace affatto. L’usabilità poi è la migliore tra i tanti palmari e cellulari che ho avuto tra le mani in questi anni: non è per niente lento come dicono tanti (specie se confrontato a quella ciofeca di Windows Mobile), e la scelta di abbandonare il tradizionale touchscreen è azzeccatissima, dato che ha costretto Nokia a realizzare un’interfaccia dove qualsiasi funzione è raggiungibile utilizzando un dito solo, portando agli estremi la strada che Palm aveva iniziato a percorrere con il Treo. La tastiera, dopo qualche minuto per familiarizzarsi, è davvero ottima, così come la selezione puntuale del tipo di connessione da utilizzare. E il browser web è incredibile, il primo davvero utilizzabile su un palmare.

Cosa non va? Davvero poco: lo schermo a risoluzione minore del Treo (o del T3 che ancora utilizzo ogni tanto), i font TTF su Mobipocket renderizzati con antialias (e credo con il bytecode interpreter di freetype disabilitato), l’attacco per le cuffie proprietario che obbliga ad un acquisto da qualche euro su Ebay, e i maledetti campi testo del browser web che si ostinano a mettera la prima lettera maiuscola. Forse anche il prezzo, ma in questo sono fortunato, dato che come il Treo l’E61i è un cellulare aziendale.

Tra la riconsegna del Treo e l’arrivo dell’E61i, ho avuto modo di provare un i-Mate K-Jam. Niente male, anche se dopo due minuti la tastiera estraibile diventa una scocciatura, e il pennino (o unghie appuntite da mandarino cinese) sono indispensabili come su tutti gli altri cellulari Windows Mobile. Concludo con un grazie a Carlo, di cui ricordavo un post sull’E61, che mi ha dato qualche dritta via IM appena ho acceso il telefono.