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Riprendiamo le trasmissioni

15 luglio 2005

2 commenti

Riprendiamo le trasmissioni. Non oggi ma sicuramente a breve, visto che sembrano finalmente sistemate alcune questioni che avevano tenuto Qix bloccato negli ultimi tempi. Le novità in cantiere sono parecchie, quindi restate sintonizzati.

Nel frattempo, consiglio a quelli di voi che per mestiere o per diletto si occupano di programmazione di dare un’occhiata a lesscode, un blog nato da poco che promette molto bene.

Sempre più podcast per la BBC

15 aprile 2005

8 commenti

Forte del successo riscosso con i podcast di In Our Time (la cui ultima trasmissione uscita ieri è su Archaeology and Imperialism), la BBC si prepara a rilasciare altri 20 programmi in mp3 tramite feed RSS. Nel comunicato stampa leggiamo anche che le prime tre trasmissioni di In Our Time sono state scaricate 270.000 volte in quattro mesi: niente male come incremento di pubblico ottenuto con mezzi così semplici, credo che questi numeri inizieranno presto a fare gola alle aziende e porteranno all’introduzione di pubblicità nei podcast.

La notizia è stata segnalata da Doc Searls stanotte, poi ripresa da Dave Winer, Micro Persuasion e Podcasting News Blog (ovviamente riporto solo i blog che ho nel mio aggregatore).

PS - Se qualcuno ha visto la trasmissione stanotte su RaiDue, mi farebbe piacere sapere se l’intervista è poi andata in onda, e se siamo sembrati dei perfetti imbecilli. Io purtroppo ero a letto a cercare di farmi passare l’influenza.

Il Pendolare si è fermato

8 aprile 2005

2 commenti

Antonio, forse il più noto (e unico?) precursore italiano dei podcast noto per i suoi pendodeliri, ha deciso di abbandonare per un po’ la Xsara patriarcale, fermarsi e produrre un nuovo podcast: PodPower. Lo sto ascoltando in questo momento, e devo dire che è ancora meglio di quanto mi aspettavo da Antonio, evidentemente classe ed esperienza hanno il loro peso. Nella prima trasmissione, per ora disponibile solo in download diretto mentre viene predisposto il feed RSS, Antonio tratta di Dailysonic, uno dei podcast più interessanti dell’area nordamericana, con una intervista ad uno degli autori, Adam Varga. Ecco l’apertura della trasmissione:

Sono le ore 12:11 di mercoledì 6 aprile, e ieri 4.196.000 spettatori hanno visto su Canale5 “Chi vuol esser milionario”. Se siete uno di loro, avete sbagliato podcast.

Buon ascolto.

Come fare un podcast

7 aprile 2005

16 commenti

Alcuni lettori ci hanno scritto chiedendo istruzioni su come realizzare un podcast, ma fino ad ora non abbiamo mai trovato il tempo di scriverle. Fortunatamente per loro, da un paio di giorni non sono costretti ad aspettarci visto che su Windows DevCenter è stato pubblicato un bell’articolo su come realizzare un podcast.

Anche se in inglese, i numerosi screenshot sono sufficientemente esplicativi per chi ha un minimo di buona volontà ed intraprendenza, e i molti link nel testo portano ad altre risorse sul tema, come questo articolo che dettaglia i componenti necessari per chi ha qualche soldo da spendere e vuole ottenere una qualità migliore (noi non siamo ancora completamente attrezzati, anche se il nostro mixer è lo stesso consigliato nell’articolo). Buona lettura!

Il Podcasting su RaiDue

1 aprile 2005

2 commenti

Come vi ha anticipato Francesco ieri sera un po’ di corsa, settimana prossima in televisione si dovrebbe parlare di Podcasting. Che ne sappiamo? Semplice: ieri abbiamo ricevuto all’indirizzo di qix una mail di cui vi riporto un estratto

Gentili “tre fratelli milanesi”, sono ——-, del programma settimanale di cultura “Galatea”, in onda su raidue ogni giovedì alle ore 24.

Per la prossima puntata, in onda giovedì 7 aprile, stiamo preparando un servizio sulla storia delle radio libere; il podcasting ci pare essere un’interessante evoluzione di questo media e quindi ci piacerebbe molto raccogliere un vostro parere/testimonianza.

Interessante l’accostamento podcasting/radio libere, vediamo se nell’intervista che dovrebbe aver luogo domattina saremo in grado di far capire le caratteristiche più importanti del podcasting, e le differenze rispetto al mondo della radio.

Internet radio e Podcasting

8 febbraio 2005

Bell’articolo del sempre interessante Doc Searls oggi sullo hype che sta ricominciando a circondare le radio via Internet, grazie al momento d’oro dei Podcast e dei lettori MP3. Doc commenta un articolo recentemente apparso sul LA Times, notando che spesso non sono i grandi nomi a scoprire e decretare il successo di un mezzo di comunicazione o un movimento (il paragone azzeccato è con il rock and roll nato nei piccoli studi di registrazione di Memphis), e che non è stata la mancanza di un modello commerciale ad uccidere le radio Internet qualche anno fa, ma le restrizioni e licenze imposte dalla Library of Congress e dalla RIAA (tramite il CARP).

Piccoli podcast italiani crescono

27 gennaio 2005

17 commenti

Parafrasando un titolo di un articolo di Pendodeliri che ora non riesco più a trovare (uhm forse me lo sono sognato) diamo il benvenuto a Radio Togatoga, ultimo nato tra i podcast italiani. Mentre scrivo sto ascoltando le prime trasmissioni di DJ Gabbo, che ha una voce decisamente piacevole e interessante. Le trasmissioni sono ancora poco più che prove tecniche, tranne l’ultima dedicata ad un’intervista semiseria (del tipo di quelle che a me non piacciono granchè — ma non è che i miei gusti abbiano mai fatto molto testo). Aspettiamo le prossime trasmissioni, magari con un po’ di musica, una qualità tecnica migliore, e contenuti simili a quelli del forum di Togatoga che potrebbero far felici i nostri fratellini di softblog.

Mentre scrivevo queste righe mi sono reso conto che non ho mai parlato dei podcast di Caffé Nichilismo, che hanno aggiunto questo nuovo formato alla diffusione via streaming. Rimedio qui, consigliandovi un ascolto e una lettura di it-alt.media.internet.podcast, newsgroup creato da poco su iniziativa di Sandrino, uno degli autori di Caffé Nichilismo. Magari riusciremo prima a poi a fare un podcast collettivo, come ci ha consigliato un lettore qualche tempo fa.

Arteradio goes podcasting

26 gennaio 2005

3 commenti

il logo di ArteradioSi moltiplicano i segnali che il podcasting si stia lentamente aprendo una strada anche come nuovo canale di distribuzione per i broadcaster tradizionali. Con un certo ritardo (e anche su richiesta degli ascoltatori, compreso il sottoscritto) finalmente anche Arteradio, la più celebre delle web radio francofone, ha adottato il podcasting per la distribuzione dei suoi contenuti.

Arteradio, per chi non la conoscesse, è la costola “audio-on-demand” della più celebre Arte-tv, il canale televisivo finanziato dai governi francese e tedesco che dal 1992 trasmette programmi che da noi vengono definiti “culturali” per il solo fatto di essere migliori (e di parecchio) di…beh, semplicemente di tutti gli altri.

Arteradio, pur potendo contare su un budget estremamente ridotto, e su una formula di produzione decisamente autarchica, non è da meno – in termini di qualità d’offerta – della sua sorella televisiva, proponendo non una vera e propria programmazione, ma piuttosto una serie di reportage “on demand” che spaziano dall’attualità, al cinema, dal teatro alle arti visive…

Il tutto – e questo è uno degli aspetti più interessanti – sotto licenza creative commons, lasciando quindi ai broadcasters terzi la possibilità, citando la fonte, di riproporre liberamente questi brani audio.

Spero davvero che il podcasting serva da volano per questa emittente, che meriterebbe più attenzione per il solo fatto di aver dimostrato (budget e dati d’ascolto alla mano) l’efficacia di un business model completamente nuovo per la radio.