Software per podcasting: BlogMatrix e BlastCaster

8 aprile 2005

Scobleizer parla di BlogMatrix Sparks! 2.0, un software per podcasting che supporta ora anche Macintosh e il videoblogging. Mi sembra un prodotto interessante, che potrebbe portare al podcast molta gente che non ha le capacità di far da sè o che semplicemente preferisce un servizio hosted.

Sparks! 2.0 ha una parte client e una server. Il client è un player che supporta il podcasting, oltre che un registratore e mixer multitraccia. L’upload sui server è automatico: qui il file viene trasformato in Torrent, inserito in un feed con enclosures e in un nuovo post sul blog dell’utente.

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Bloggheggiando di palo in frasca

24 marzo 2005

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Aprendo Bloglines stamattina, ho visto l’intervista marzulliana di Elle a Beck, poi sul blog di Shift il link per il suo video di Black Tambourine.

Il clip è girato tutto in ASCII, così mi son ricordato di un codec visto qualche anno fà: ho ritrovato tutta la storia dello streaming ASCII sul wiki di Drazen Pantic, primo ISP dell’attuale Serbia a Belgrado e attivista straordinario.

Poor but happy aveva incontrato Pantic a NY in Luglio, per parlare tra le tante cose del suo progetto dv.open4all.info (people media distribuito con peer to peer).

Del.icio.us in video

15 marzo 2005

Jon Udell, che apprezzo fin dai tempi in cui Byte era ancora una rivista a stampa e lui si occupava di Internet e Groupware, ha pubblicato ieri un nuovo screencast che spiega del.icio.us. Se non sapete cos’è uno screencast è presto detto: un video di solito in Flash (in modo da poter essere visto dentro un browser web) in cui è stata registrata una sessione al computer, con l’audio del narratore che spiega ciò che viene visualizzato.

I primi screencast che mi ricordo sono quelli di Joel Spolsky (a proposito, se non avete mai letto le sue ruminazioni fatevi un giro sono anche in italiano), con cui illustrava i suoi prodotti per la creazione di siti web e il bug tracking. Da un po’ di tempo Udell, che nell’anima non è solo un geek ma anche un grande divulgatore, ha iniziato a produrre screencast con una certa costanza. Se non avete mai visto uno screencast o utilizzato del.icio.us spendete cinque minuti sullo screencast di ieri, ne vale la pena anche se non capite bene l’inglese.

I tabù non sono per tutti

24 gennaio 2005

“I tabù non sono per tutti”, o “le buzzwords non funzionano sempre”. Questo mi è venuto in mente leggendo le ultime considerazioni fatte da Fredrik Lundh sul suo magnifico parser XML per Python da poco rilasciato anche come estensione in C:

Credo che avrei dovuto rendermi conto che nel paese dell’XML, nessuna buona azione resta impunita. Troppi santoni hanno trascorso anni a discutere del fatto che i parser XML devono essere lenti, e che le strutture XML devono occupare un sacco di spazio, e che le API XML devono essere sovrasviluppate [bloated] (o il mio argomento preferito: che tutto ciò non conta, dato che la vostra applicazione è probabilmente più lenta, più grande, e più ipersviluppata comunque)

Per chi non lo conoscesse, Lundh (detto effbot per la frequenza dei suoi post su clp) è uno degli sviluppatori più noti della Python-sfera, autore di progetti come la Python Imaging Library (PIL), alcuni dei moduli della standard library distribuita insieme all’interprete (ad esempio il modulo per le regular expression) e il parser in questione. Anche se la Python-sfera non ha la reverenza verso l’XML e le sue API superingegnerizzate del mondo Java (e di quello Enterprise, che da sempre viaggia carburato a buzzwords), sentir parlare in maniera chiara uno sviluppatore del calibro di Lundh è una ventata di freschezza. Soprattutto per chi sente denigrare quotidianamente Python in ufficio, e poi magari viene chiamato a fare il troubleshooting di applicazioni J2EE costate parecchi soldini e dotate del “bollino blu” che ne certifica la qualità Enterprise, che fanno acqua da tutte parti anche per l’utilizzo anomalo e sconsiderato di XML e XSL (magari reinstanziando un parser ad ogni richiesta per ognuno dei 1000 thread attivi).

Appena pubblicato questo articoletto effbot fa seguito alle sue affermazioni con altri due post (qui e qui), con altre chicche che dimostrano come la poilitica (e la poca competenza) non sembrano essere esclusive del mondo delle grandi aziende e del software commerciale.

Una distribuzione in eredità?

24 gennaio 2005

2 commenti

Slackware LinuxSperiamo che non succeda, ma leggere l’ultimo ChangeLog della Slackware in cui Pat aggiorna gli utenti sulle sue condizioni di salute mi ha suscitato un’eco strana, che ancora non so bene cogliere:

In caso di un’emergenza ho lasciato istruzioni a persone molto fidate, in modo che nessuno debba preoccuparsi che se mi dovesse succedere qualcosa il loro sistema Slackware resti orfano e non supportato [...] se dovessi dipartirmi senza preavviso le linee di base per una successione sono già state stabilite.

Per chi non avesse seguito le ultime vicende legate a Slackware (forse la più vecchia distribuzione Linux ancora esistente) e alla salute di Pat, che da sempre ne decide le linee guida e ne cura lo sviluppo, ricapitoliamole brevemente. Il 16 novembre del 2004 un articolo di Slashdot annunciava al mondo la misteriosa malattia che aveva colpito Pat, puntando al Changelog di Slackware trasformato per ragioni di assoluta in emergenza in blog estemporaneo. La malattia è rimasta sconosciuta per parecchie settimane, nonostante gli appelli di Pat e la sua autodiagnosi, rifiutata dai medici che l’avevano in cura e rivelatasi probabilmente corretta dopo l’ultima visita da un noto cardiochirurgo. Nonostante le cure mediche, e nonostante Pat abbia ripreso il lavoro dalla fine di dicembre, le sue condizioni restano ancora precarie.

Da qui la sua richiesta di supporto economico per far fronte alle spese mediche (tramite l’acquisto dei CD della nuova release o del materiale in vendita sullo Slackware Store) e la sua preoccupazione per il destino del suo progetto. Sentire parlare di una distribuzione Linux come di un patrimonio da passare in eredità mi ha fatto pensare, dopo tanto parlare di libertà dei contenuti e licenze e tutela dei diritti intellettuali. Alcuni progetti Open Source sono dei piccoli regni con un governo e dei sudditi, non solo Slackware ma anche Python, il cui ideatore si autodefinisce BDFL o “Benevolent Dictator For Life”. E come qualsiasi regno o impero della storia prima o poi, con il ritiro dalla vita pubblica o con la morte del loro tiranno (benevolo o meno), dovranno fare i conti con il problema della successione. Un’altra analogia che mi viene in mente (forse più calzante anche per il clima di rivoluzione culturale) è quella con le botteghe rinascimentali, dove alla morte del maestro si apriva la questione dell’eredità di tecniche contenuti e committenti. Un aspetto dello sviluppo Open Source che credo sia ancora poco studiato e poco manifesto ai più, data la relativa gioventù di questo movimento. Lascio ad altri più capaci di me il compito di trarne concetti e considerazioni più sensate e profonde di queste.

Free Software Magazine

13 gennaio 2005

Free Software Magazine è una nuova rivista interamente dedicata al software libero, disponibile anche per il download in formato PDF. Il primo numero contiene articoli sui formati di file, XML, OSX, i live CD, perchè utilizzare il software libero, la gestione delle password, editoriali e una copia degli articoli apparsi sul blog di Richard Stallman.

[via Footnotes]

Pulizie periodiche

10 gennaio 2005

Ecco la razione periodica di link che si sono addensati nel mio aggregatore senza spingermi a farne post dedicati.

- Grisbi è un programma Gnome 2.x per la gestione delle finanze personali [via Footnotes]

- Wired è un programma per la produzione e la creazione di musica sviluppato con wxGTK, a giudicare dagli screenshot sembra avere mixer/effetti/sequencer e un po’ di gadget [via Slashdot ugh!]

- rsnapshot è una utility basata su rsync per fare backup incrementali veloci [via Jeremy Zawodny Linkblog]

- alcune semplici modifiche di configurazione per velocizzare Firefox [come sopra]

- Hello World! come estensione di Firefox [idem]

- Audio Recorder è un semplice programma per la registrazione audio sotto OSX [via Boing Boing]

- xfy è un editor XML sviluppato in Giappone che ha funzionalità avanzate come la modifica di grafici SVG in tempo reale [via Ongoing]

- Gtk-Womitor è un semplice script Python/PyGTK che traccia un grafico del segnale e della qualità del collegamento wireless [via Daily Python-URL]

Adesso manca solo di riassemblare lo studio, riparare il PC con le schede audio e registrare il prossimo podcast perchè la pulizia dell’aggregatore sia (quasi) completa. :)

Se vi piace la Svizzera

9 gennaio 2005

3 commenti

Se vi piace la Svizzera fatevi un giro su map.search.ch, che raccoglie foto via satellite della Svizzera e vi permette di zoomare a vostro piacimento partendo da una visione d’insieme di tutto il paese. Il livello di dettaglio raggiungibile è impressionante, in pochi click riuscite a visualizzare un isolato e a distinguerne chiaramente i singoli edifici. Per i tecnici all’ascolto, l’applicazione è realizzata con l’ormai famoso oggetto XMLHttpRequest (lo stesso utilizzato da Gmail e tante altre applicazioni) è realizzata in DHTML e supporta URL mnemoniche per accedere direttamente a una città o a un indirizzo conosciuto.

[via Simon Willison]