altre destinazioni

ultimi post

ultimi commenti

tag principali

categorie

powered by

  • WPFrontman + WP

friends

copyright

  • © 2004-2011
    Ludovico Magnocavallo
    tutti i diritti riservati

I tecnosauri

10 settembre 2010

3 commenti

Interno di una sala conferenze. Trovate un posto libero, vi sedete, e mentre aspettate il prossimo speaker buttate l’occhio sullo schermo del vostro vicino. Ecco quello che vedete: l’ultimo modello di MacBook pro; l’ultimo modello di iPhone; applicazioni aperte su tutti i social network possibili; un vortice di dita impegnate a dialogare con l’etere.

Sarò uno snob, ma trovo la popolazione net-trendy davvero triste e scontata: tutta quella potenza, tranne che in poche eccezioni (manipolazione di immagini, suoni, video) non serve; il vortice di social network ha più o meno la stessa utilità delle chiacchiere durante l’aperitivo (anche su questo ci sarebbe da scrivere), e soprattutto mi chiedo come fanno a mantenere l’armamentario (e l’inevitabile abbigliamento Silicon Valley chic) aggiornato, dati gli stipendi medi italiani. Saltano i pasti? Vivono in un monolocale fuori mano? Si ammazzano di rate?

Ma la cosa più triste è che si perdono uno degli sfizi più a buon mercato del mondo moderno: rovistare tra le anticaglie tecnologiche alla ricerca di oggetti di qualità, economici e ancora perfettamente adeguati ad un uso amatoriale o semiprofessionale. Oltretutto, con la diffusione degli annunci locali e dei mercatini sui forum specializzati, è spesso possibile non solo fare ottimi affari, ma provare cosa si compra ed evitare spese e tempi di spedizione (a proposito, un grazie al governo per avere imposto l’iva del 20% sulle tariffe postali).

questo post continua, leggi il resto

Quant’è bello l’Ipad

31 maggio 2010

2 commenti

Stamattina, passando in edicola per prendere il settimanale ATM, sono rimasto a bocca aperta davanti a una pila di iPad nuovi di zecca, e dato che costavano poco mi sono detto: perchè no? E quindi dopo un road test di mezz’ora sui mezzi pubblici, ecco le mie prime impressioni.

I pro. E’ leggerissimo! E cosa ancora più incredibile, alla Apple hanno fatto il miracolo: si piega senza rovinarsi. Lo schermo poi è nitido e con un contrasto fantastico: i caratteri sono davvero neri, la pagina bianca, e in condizioni di luminosità normale non affatica assolutamente gli occhi. Ma la cosa più incredibile è il multi touch, per chi non l’avesse mai sperimentato funziona così: si piegano indice e pollice fino a farli quasi toccare, li si porta sull’angolo dell’iPad, lo si afferra, e si fa un movimento diagonale. A quel punto, parte un’animazione (fatta così bene che sembra davvero di spostare un oggetto fisico), e l’iPad cambia pagina. Fantastico! C’è anche una modalità per chi odia far sbirciare i vicini in metropolitana, che permette di piegare il device fino a oscurare completamente i contenuti. Devo dire che le hanno pensate davvero tutte! Il collegamento dati poi ha funzionato a meraviglia, anche in galleria: sono riuscito a leggere senza interruzioni per una ventina di minuti.

I contro. Mi aspettavo qualche animazione alla Harry Potter, ma le fotografie sono tutte statiche: poco male, tanto trovo i video assolutamente noiosi e non li guardo nemmeno sul PC e tantomeno in televisione, e in movimento poi mi avrebbero probabilmente fatto venire il mal di mare. Il suo vero problema però è che costa troppo poco: in metropolitana ce l’avevano quasi tutti. Peccato, speravo di fare un figurone, ma nessuno mi ha degnato neanche di un’occhiata di invidia o curiosità. Anzi, ho visto addirittura un modello più compatto, che sembra offrire contenuti gratuiti. Sarà vero?

Concludo con una foto, per farvi apprezzare il design rivoluzionario di questo splendido oggetto.

iPad

 

Finalmente!

24 ottobre 2007

10 commenti

Finalmente Google ha aggiunto il supporto per IMAP a Gmail. E proprio in questi giorni in cui stavo pensando di sostituire l’antispam che uso ora — spambayes — con il più leggero dspam dato che i server sono un po’ sovraccarichi. Ora posso finalmente spostare le mie caselle, e dopo tredici anni delegare a qualcuno di più serio — come ho già fatto per il DNS — la gestione della mia posta. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando smanettavo con sendmail.cf e m4 (o più recentemente con i certificati di qmail). Ah dimenticavo, la notizia l’ho trovata sulla home di Blogbabel tornando a casa questa sera dopo una giornata fuori senza connessione. Piccole soddisfazioni…

Aggiornamento. Ho parlato troppo presto: mentre spostavo dei messaggi via IMAP dal mio solito account su Gmail, mi sono beccato un bel messaggio: “IMAP is not available for your account”. E anche dall’interfaccia web sono sparite le impostazioni IMAP. Forse non tutti i server di Gmail sono allineati sulla stessa versione del codice…

Quattro nove

2 aprile 2007

14 commenti

Uno dei supposti punti di forza dei mainframe IBM (si, esistono ancora) è l’alta affidabilità, i famosi “quattro nove”, o 99.99% di disponibilità. Nella mia esperienza però il mainframe, come tutti i marchingegni basati su hardware e soprattutto software, non è immune da catastrofi, che spesso richiedono operazioni di ripristino ben più pesanti di quelle cui siamo abituati noialtri con le nostre “macchinette”.

Lo spunto per questa piccola tirata me l’ha dato la pubblicazione dei downtime dei siti più popolari secondo Alexa, effettuata in base alle misurazioni di Pingdom. Trasformando i periodi di downtime nell’anno solare in percentuale, possiamo renderci conto che i “quattro nove” non sono una prerogativa del mainframe, ma possono tranquillamente (e in maniera molto più semplice ed economica) essere raggiunti con architetture moderne e agili.

I patiti del mainframe a questo punto obietteranno che questi “sono solo siti web”, non rendendosi conto che tra questi ci sono Ebay, che l’anno scorso con il sistema in questione ha fatto 6 miliardi di dollari di revenues, o Amazon che l’anno scorso dal suo “sitarello” ha venduto prodotti per quasi 11 miliardi di dollari. Ecco la classifica rielaborata.

    sito            % uptime
---------------------------------
#1   yahoo.com               100.0           
#2   comcast.net             99.9994292237   
#3   aol.com                 99.9994292237   
#4   ebay.com                99.9988584475   
#5   google.com              99.9986681887   
#6   go.com                  99.99847793     
#7   microsoft.com           99.9975266362   
#8   amazon.com              99.9960045662   
#9   cnn.com                 99.9958143075   
#10  facebook.com            99.9952435312   
#11  imdb.com                99.9944824962   
#12  flickr.com              99.9942922374   
#13  myspace.com             99.9885844749   
#14  craigslist.org          99.9868721461   
#15  photobucket.com         99.9842085236   
#16  live.com                99.9794520548   
#17  wikipedia.org           99.9727929985   
#18  msn.com                 99.9686073059   
#19  youtube.com             99.9459665145   
#20  blogger.com             99.9453957382   

Aggiornamento: La lista era ordinata in maniera sbagliata, grazie a Carlo per aver beccato il bug.

OpenId su Nòva

7 marzo 2007

4 commenti

Domani dovrebbe comparire su Nòva un mio breve articoletto su OpenId, che come ben sa chi segue le notizie tecnologiche sta finalmente trovando supporto anche nei “piani alti”, da Microsoft a AOL passando per WordPress.com. Era da qualche settimana che avevo in testa di scrivere qualcosa, ma i tempi della carta stampata non sono quelli di un blog, e preparare un articolo — per quanto breve — è ancora per me un’esperienza un po’ più complessa che scrivere un post.

Ovviamente nell’articolo non ci saranno link, vedo quindi di rimediare in coda a questo post elencandovi le notizie che ho raccolto nei giorni scorsi. Rimedio anche alla mancata citazione del nuovo blog di Claudio Cicali dedicato a OpenId, cui collabora Michele Campeotto, di cui fino a ieri sera ignoravo l’esistenza. Claudio è un ottimo divulgatore, la sua presentazione di OpenId cui ho assistito al Barcamp torinese era ben fatta e molto chiara, credo quindi che il suo nuovo blog sia una iniziativa importante nel panorama italiano, specie se saprà offrire howto e contenuti originali comprensibili a utenti e sviluppatori, come ha iniziato a fare da qualche tempo Simon Willison.

questo post continua, leggi il resto

Come si dice blog in latino?

4 novembre 2006

4 commenti

Come si dice blog in latino? Stando alla traduzione di Meebo, il servizio web di instant messaging, se Cicerone avesse deciso di installare WordPress avrebbe usato il termine libellus (per poi schiantarci tutti con post chilometrici e una ferrea moderazione dei commenti). Piccole spigolature a margine del rilascio della nuova versione di Meebo, che contiene un sacco di nuove funzionalità. Se ancora non lo avete visto forse vale la pena provarlo.

Un grid per tutti

18 ottobre 2006

9 commenti

Media Temple Grid ServerI blog tecnologici americani sono in fermento per Grid-Server, la nuova offerta di Media Temple che sembra destinata a scardinare il mercato dell’hosting di applicazioni web. Per venti dollari al mese, Grid-Server mette a disposizione 100 GB di storage, 1 TB di traffico, e servizi di alto livello come l’installazione con un click di WordPress, Drupal, Gallery e altre applicazioni. Il tutto non su un singolo server condiviso con n-mila altri utenti, ma su una grid di centinaia di server su cui vengono “spalmate” le vostre applicazioni.

I vantaggi sono ovvi: nessun problema di performance, downtime ridotti a zero (a meno che salti tutto il datacenter), e scalabilità impressionante. La logica evoluzione per un mercato, quello dell’hosting, che grazie all’inflazione di servizi gratuiti e a bassissimo costo sta evolvendo verso servizi di fascia alta, che puntano su stabilità, performance e specializzazione (come i container di TextDrive).

Manca ancora il supporto per Django, ma sono veramente curioso di sapere come si comporta il servizio, se qualcuno di voi decide di aprire un account fatemi sapere. Se invece siete dei convinti sostenitori del fai da te, potete sempre ripiegare su uno di questi.

Email e collaboration

11 settembre 2006

3 commenti

Le etichette di ThunderbirdUn articolo sul recentissimo Web Worker Daily si interroga sull’utilizzo della “vecchia” posta elettronica come strumento di collaborazione, citando la lista di ToDo introdotta da Apple in Mail.app con la nuova versione di OSX. Più o meno la stessa cosa che qualsiasi utilizzatore evoluto di Thunderbird già fa da tempo, utilizzando le comodissime etichette applicabili ad ogni messaggio senza cui — almeno per me — la Inbox sarebbe un labirinto senza via di uscita, e il motivo principale per cui non sono ancora passato a Gmail. Se non le avete mai usate non sapete cosa vi state perdendo…