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Quant’è bello l’Ipad

31 mag 2010

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Stamattina, passando in edicola per prendere il settimanale ATM, sono rimasto a bocca aperta davanti a una pila di iPad nuovi di zecca, e dato che costavano poco mi sono detto: perchè no? E quindi dopo un road test di mezz'ora sui mezzi pubblici, ecco le mie prime impressioni.

I pro. E' leggerissimo! E cosa ancora più incredibile, alla Apple hanno fatto il miracolo: si piega senza rovinarsi. Lo schermo poi è nitido e con un contrasto fantastico: i caratteri sono davvero neri, la pagina bianca, e in condizioni di luminosità normale non affatica assolutamente gli occhi. Ma la cosa più incredibile è il multi touch, per chi non l'avesse mai sperimentato funziona così: si piegano indice e pollice fino a farli quasi toccare, li si porta sull'angolo dell'iPad, lo si afferra, e si fa un movimento diagonale. A quel punto, parte un'animazione (fatta così bene che sembra davvero di spostare un oggetto fisico), e l'iPad cambia pagina. Fantastico! C'è anche una modalità per chi odia far sbirciare i vicini in metropolitana, che permette di piegare il device fino a oscurare completamente i contenuti. Devo dire che le hanno pensate davvero tutte! Il collegamento dati poi ha funzionato a meraviglia, anche in galleria: sono riuscito a leggere senza interruzioni per una ventina di minuti.

I contro. Mi aspettavo qualche animazione alla Harry Potter, ma le fotografie sono tutte statiche: poco male, tanto trovo i video assolutamente noiosi e non li guardo nemmeno sul PC e tantomeno in televisione, e in movimento poi mi avrebbero probabilmente fatto venire il mal di mare. Il suo vero problema però è che costa troppo poco: in metropolitana ce l'avevano quasi tutti. Peccato, speravo di fare un figurone, ma nessuno mi ha degnato neanche di un'occhiata di invidia o curiosità. Anzi, ho visto addirittura un modello più compatto, che sembra offrire contenuti gratuiti. Sarà vero?

Concludo con una foto, per farvi apprezzare il design rivoluzionario di questo splendido oggetto.

iPad

 

Finalmente!

24 ott 2007

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Finalmente Google ha aggiunto il supporto per IMAP a Gmail. E proprio in questi giorni in cui stavo pensando di sostituire l'antispam che uso ora — spambayes — con il più leggero dspam dato che i server sono un po' sovraccarichi. Ora posso finalmente spostare le mie caselle, e dopo tredici anni delegare a qualcuno di più serio — come ho già fatto per il DNS — la gestione della mia posta. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando smanettavo con sendmail.cf e m4 (o più recentemente con i certificati di qmail). Ah dimenticavo, la notizia l'ho trovata sulla home di Blogbabel tornando a casa questa sera dopo una giornata fuori senza connessione. Piccole soddisfazioni...

Aggiornamento. Ho parlato troppo presto: mentre spostavo dei messaggi via IMAP dal mio solito account su Gmail, mi sono beccato un bel messaggio: “IMAP is not available for your account”. E anche dall'interfaccia web sono sparite le impostazioni IMAP. Forse non tutti i server di Gmail sono allineati sulla stessa versione del codice...

Quattro nove

2 apr 2007

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Uno dei supposti punti di forza dei mainframe IBM (si, esistono ancora) è l'alta affidabilità, i famosi "quattro nove", o 99.99% di disponibilità. Nella mia esperienza però il mainframe, come tutti i marchingegni basati su hardware e soprattutto software, non è immune da catastrofi, che spesso richiedono operazioni di ripristino ben più pesanti di quelle cui siamo abituati noialtri con le nostre "macchinette".

Lo spunto per questa piccola tirata me l'ha dato la pubblicazione dei downtime dei siti più popolari secondo Alexa, effettuata in base alle misurazioni di Pingdom. Trasformando i periodi di downtime nell'anno solare in percentuale, possiamo renderci conto che i "quattro nove" non sono una prerogativa del mainframe, ma possono tranquillamente (e in maniera molto più semplice ed economica) essere raggiunti con architetture moderne e agili.

I patiti del mainframe a questo punto obietteranno che questi "sono solo siti web", non rendendosi conto che tra questi ci sono Ebay, che l'anno scorso con il sistema in questione ha fatto 6 miliardi di dollari di revenues, o Amazon che l'anno scorso dal suo "sitarello" ha venduto prodotti per quasi 11 miliardi di dollari. Ecco la classifica rielaborata.


sito % uptime
---------------------------------
#1 yahoo.com 100.0
#2 comcast.net 99.9994292237
#3 aol.com 99.9994292237
#4 ebay.com 99.9988584475
#5 google.com 99.9986681887
#6 go.com 99.99847793
#7 microsoft.com 99.9975266362
#8 amazon.com 99.9960045662
#9 cnn.com 99.9958143075
#10 facebook.com 99.9952435312
#11 imdb.com 99.9944824962
#12 flickr.com 99.9942922374
#13 myspace.com 99.9885844749
#14 craigslist.org 99.9868721461
#15 photobucket.com 99.9842085236
#16 live.com 99.9794520548
#17 wikipedia.org 99.9727929985
#18 msn.com 99.9686073059
#19 youtube.com 99.9459665145
#20 blogger.com 99.9453957382

Aggiornamento: La lista era ordinata in maniera sbagliata, grazie a Carlo per aver beccato il bug.

OpenId su Nòva

7 mar 2007

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Domani dovrebbe comparire su Nòva un mio breve articoletto su OpenId, che come ben sa chi segue le notizie tecnologiche sta finalmente trovando supporto anche nei "piani alti", da Microsoft a AOL passando per Wordpress.com. Era da qualche settimana che avevo in testa di scrivere qualcosa, ma i tempi della carta stampata non sono quelli di un blog, e preparare un articolo -- per quanto breve -- è ancora per me un'esperienza un po' più complessa che scrivere un post.

Ovviamente nell'articolo non ci saranno link, vedo quindi di rimediare in coda a questo post elencandovi le notizie che ho raccolto nei giorni scorsi. Rimedio anche alla mancata citazione del nuovo blog di Claudio Cicali dedicato a OpenId, cui collabora Michele Campeotto, di cui fino a ieri sera ignoravo l'esistenza. Claudio è un ottimo divulgatore, la sua presentazione di OpenId cui ho assistito al Barcamp torinese era ben fatta e molto chiara, credo quindi che il suo nuovo blog sia una iniziativa importante nel panorama italiano, specie se saprà offrire howto e contenuti originali comprensibili a utenti e sviluppatori, come ha iniziato a fare da qualche tempo Simon Willison.

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Come si dice blog in latino?

4 nov 2006

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Come si dice blog in latino? Stando alla traduzione di Meebo, il servizio web di instant messaging, se Cicerone avesse deciso di installare Wordpress avrebbe usato il termine libellus (per poi schiantarci tutti con post chilometrici e una ferrea moderazione dei commenti). Piccole spigolature a margine del rilascio della nuova versione di Meebo, che contiene un sacco di nuove funzionalità. Se ancora non lo avete visto forse vale la pena provarlo.

Un grid per tutti

18 ott 2006

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Media Temple Grid ServerI blog tecnologici americani sono in fermento per Grid-Server, la nuova offerta di Media Temple che sembra destinata a scardinare il mercato dell'hosting di applicazioni web. Per venti dollari al mese, Grid-Server mette a disposizione 100 GB di storage, 1 TB di traffico, e servizi di alto livello come l'installazione con un click di Wordpress, Drupal, Gallery e altre applicazioni. Il tutto non su un singolo server condiviso con n-mila altri utenti, ma su una grid di centinaia di server su cui vengono "spalmate" le vostre applicazioni.

I vantaggi sono ovvi: nessun problema di performance, downtime ridotti a zero (a meno che salti tutto il datacenter), e scalabilità impressionante. La logica evoluzione per un mercato, quello dell'hosting, che grazie all'inflazione di servizi gratuiti e a bassissimo costo sta evolvendo verso servizi di fascia alta, che puntano su stabilità, performance e specializzazione (come i container di TextDrive).

Manca ancora il supporto per Django, ma sono veramente curioso di sapere come si comporta il servizio, se qualcuno di voi decide di aprire un account fatemi sapere. Se invece siete dei convinti sostenitori del fai da te, potete sempre ripiegare su uno di questi.

Email e collaboration

11 set 2006

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Le etichette di ThunderbirdUn articolo sul recentissimo Web Worker Daily si interroga sull'utilizzo della "vecchia" posta elettronica come strumento di collaborazione, citando la lista di ToDo introdotta da Apple in Mail.app con la nuova versione di OSX. Più o meno la stessa cosa che qualsiasi utilizzatore evoluto di Thunderbird già fa da tempo, utilizzando le comodissime etichette applicabili ad ogni messaggio senza cui — almeno per me — la Inbox sarebbe un labirinto senza via di uscita, e il motivo principale per cui non sono ancora passato a Gmail. Se non le avete mai usate non sapete cosa vi state perdendo...

Amazon EC2

24 ago 2006

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Conoscevo già Amazon S3 (il servizio di storage combinato con HTTP e Bittorrent), ma EC2 — o ComputeCloud — sinceramente mi era sfuggito, ed è una di quelle novità in grado di rivoluzionare il panorama dell'hosting per le applicazioni web. Avete presente VMware, il software con cui far girare più macchine virtuali dentro una singola macchina fisica (desktop, notebook, server)? Bene, elevate lo stesso concetto all'ennesima potenza, spalmatelo sui datacenter di Amazon che garantiscono prestazioni e affidabilità che pochi possono vantare al mondo, aggiungete dei Web Service di interfaccia per inviare e configurare le macchine virtuali, ed avete EC2.

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