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Amazon EC2

24 agosto 2006

1 commento

Conoscevo già Amazon S3 (il servizio di storage combinato con HTTP e Bittorrent), ma EC2 — o ComputeCloud — sinceramente mi era sfuggito, ed è una di quelle novità in grado di rivoluzionare il panorama dell’hosting per le applicazioni web. Avete presente VMware, il software con cui far girare più macchine virtuali dentro una singola macchina fisica (desktop, notebook, server)? Bene, elevate lo stesso concetto all’ennesima potenza, spalmatelo sui datacenter di Amazon che garantiscono prestazioni e affidabilità che pochi possono vantare al mondo, aggiungete dei Web Service di interfaccia per inviare e configurare le macchine virtuali, ed avete EC2.

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Aggiornamento server

26 luglio 2006

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Poche novità in questo paio di giorni sulla top100 (che ormai si avvia a diventare una top 500), dato che il traffico sostenuto ha fatto un po’ soffrire il vecchio e stanco Celeron 900 che, oltre alla lista, ospita i blog miei e di Enrica e le nostre caselle di posta.

Mi è toccato quindi mettere le mani alla configurazione dei server HTTP, per sostituire Apache con qualcosa di più agile e leggero: due-tre lighttpd+fcgi sull’interfaccia di loopback, con davanti pound sull’indirizzo pubblico a fare da reverse proxy e smistare le richieste al servizio giusto, lasciando Apache a gestire solo l’accesso ai repository SVN. Dopo un po’ di smadonnamenti, ricompilazioni varie, e letture di man pages il più è fatto: da stasera tutto il traffico HTTP è smistato da pound, e la top100 gira su lighttpd con gli script di init come dio comanda.

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Un'occhiata al Google File System

29 giugno 2006

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Oggi sembra essere un Google Day: dopo l’annuncio di Checkout e quello meno importante di Google Auth, due bei post di Storage Mojo sul Google File System.

Lavorando in un ambiente che ha nel mainframe (soprannominato “la lavatrice”) il cuore del proprio sistema informatico, ed essendomi occupato negli ultimi tempi di sistemi fault tolerant (come questi), dei post di Storage Mojo mi ha colpito particolarmente questa frase: “rather than build availability into every IT element at great cost, build availability around every element at low cost”. Erlang, architetture shared nothing, Unix, linguaggi di scripting, insomma tutto il parco di tecnologie e metodi che chi è cresciuto a stretto contatto con Internet negli ultimi dieci-quindici anni da per scontato.

E’ la grande sfida dei prossimi anni in ambito Enterprise (o almeno in certi ambiti come quello in cui lavoro), distante anni luce dalle complicazioni — e dai costi — infernali del mainframe, ma purtroppo anche dalla mentalità e dalla cultura dominanti in azienda. Google ci è arrivata qualche anno fa, e parte del successo straordinario che ha conosciuto è dovuto proprio a questo approccio. Far digerire la stessa cosa alle imprese di casa nostra è un altro paio di maniche. More later.

Rest vs WS-*, aria fresca a caro prezzo

10 maggio 2006

Epaper, una sperimentazione alternativa

28 aprile 2006

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esempio fittizio di scelta delle sezioni di un quotidiano in formato elettronicoRiprendo a distanza di qualche ora il tema della distribuzione elettronica de la Repubblica annunciato ieri, ipotizzando un progetto alternativo che secondo me avrebbe molto più senso, e molto più successo.

Il progetto annunciato sembra infatti un’operazione puramente di marketing, che salta sul carrozzone di una tecnologia nuova e poco sperimentata (il lettore basato su eink), piuttosto che capitalizzare soluzioni esistenti con un’occhio all’utilizzo corrente dei media e della tecnologia.

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SOA integration

27 aprile 2006

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“A leader in the Gartner magic quadrant, Flickr proved to meet all our requirements for publishing, discovery and lifecycle management of images. [...] We picked a messaging bus that uses the industry standard WS-HTTP and the emerging WS-Blog protocol. [...] We did capacity planning upfront and designed the content server so it can scale massively by deploying an array of redundant, load-balanced, self-healing, on-demand mod_php scripts.”

Se non avete mai lavorato in una grossa organizzazione, farete forse un po’ di fatica a cogliere l’ironia di questo post. Io mi sono sbellicato dalle risa, peccato che la realtà di tutti i giorni sia proprio questa. Via Tim Bray.

Update Se non conoscete co.mments dategli un’occhiata, è un ottimo sistema per tenere traccia dei commenti sui blog sviluppato dalle stesse persone che cito sopra. E se vi diverte l’ironia sugli strombazzamenti Enterprisey, ci sono anche questo post di un paio di settimane fa, e questo di stasera.

Epaper e media tradizionali

27 aprile 2006

1 commento

Massimo Mantellini segnala l’esperimento del gruppo l’Espresso che, seguendo l’esempio di editori stranieri come il New York Times, ha deciso di sperimentare la distribuzione elettronica del proprio quotidiano la Repubblica ad un ristretto numero di abbonati dotati del nuovo iRex Iliad.

Da accanito lettore di ebook non posso che essere contento di queste iniziative, nonostante i molti dubbi sull’ennesimo matrimonio tra editoria e nuove tecnologie. Temo però che la decisione di iniziare subito la sperimentazione sia poco felice, in parte per i problemi di gioventù che ancora affliggono l’iLiad e i lettori basati su eInk (dimensioni, lentezza di elaborazione delle pagine, assenza di lettori per i formati più diffusi, schemi di licenza dei contenuti machiavellici), in parte per i problemi cronici ancora irrisolti (DRM, prezzi paragonabili alle versioni stampate) che limitano la diffusione dei libri in formato elettronico.

Una diffusione degli ebook su larga scala sarà possibile solo quando le tecnologie saranno maturate e ci sarà un accordo globale sugli standard. E forse come osserva un commentatore del post di Massimo, quando saranno disponibili lettori di ebook con schermi srotolabili. Se vi interessa approfondire il tema, aggiungete al vostro aggregatore TeleRead, da cui ho tratto una buona metà dei link presenti in questo articolo.

ReST e Rails

20 aprile 2006

Dopo Don Box, è il turno di DHH: anche Ruby on Rails abbraccia finalmente ReST. Un plugin appena aggiunto alla codebase, e un interessante articolo su XML.com.

Che sia l’anno buono in cui, dopo le ubriacature a base di WS*, ReST viene condiviso dal grande pubblico e inizia a farsi strada nel mondo Enterprise?

Aggiornamento Sul wiki di microformats.org, un riepilogo delle soluzioni ReST per Rails.