Voi come traducete questo passaggio?
I spent the ‘90s trying to hide out, trying to duck the full celebrity cacophony. I started to get sick of myself sitting on a couch, holding a joint, hiding out. It started feeling pathetic.
Probabilmente in maniera un po’ diversa da me, ma spero non così
Ho passato gli anni Novanta a nascondermi, cercando di evitare la celebrità e tutto quello che ne derivava, ma iniziavo a stare male con me stesso e a sentirmi davvero patetico, [...]
Insomma, anche tralasciando il missing joint, il Corriere poteva fare un po’ meglio. Poco azzeccato anche il tono scandalistico e il ricamo sull’insensibilità del personaggio, che in fondo si è limitato a dire che anche il suo matrimonio forse c’entrava qualcosa con il suo stato pseudo-depressivo.
E’ solo a me che i quotidiani italiani online fanno schifo?
Stamattina aprendo (virtualmente) il giornale i due titoli più in evidenza erano “Ucciso Bin Laden” e “Ucciso il figlio di Gheddafi”. Il primo pensiero che ho avuto è stato sull’incredibile intensità che deve aver avuto l’azione militare condotta in Pakistan, di cui probabilmente non sapremo nulla per almeno una ventina d’anni, il secondo — più sensato — è stato molto simile a quello espresso qui pochi minuti fa.
Capisco l’entusiasmo, condivido il disprezzo per Bin Laden, quello che non mi va giù è che uno stato civile — e soprattutto uno in cui gran parte della popolazione non perde occasione per richiamarsi a valori cristiani su questioni anche meno rilevanti dal punto di vista etico e morale — possa icelebrare un assassinio istituzionalizzato. Specie se dovessero venire confermate le vittime civili conseguenti all’attacco di cui si parla su twitter.
Il rispetto per la vita umana, anche quella di un mostro, dovrebbe sempre venire prima di tutto. Specie quando un blitz come quello contro Osama non può essere considerato come atto militare da inquadrare all’interno di un conflitto tra due stati: chi decide chi sono “i nemici” in casi come questo? Quale è il confine che separa civili innocenti o comunque non coinvolti in maniera attiva, da combattenti assimilabili a forze militari di un esercito nemico? Lo spazio per atti arbitrari, una volta entrati nell’ordine di idee della “guerra totale”, è immenso.

Sul Corriere online di oggi.

Da una mezz’oretta sono in Cattolica, nella bella aula Pio IX, per seguire la sessione conclusiva del convegno “Engaging the reader”. Se gli argomenti sono interessanti vedrò di fare un breve riepilogo qui.
Per ora ho sentito solo qualche considerazione molto molto generale e piuttosto scontata, o addirittura tendenziosa (Antonio Dini: la babele dei formati, “lo standard futuro potrebbe essere l’iPad — l’iPad è uno standard???; Gian Arturo Ferrari, le nuove tecnologie fanno notizia ma il loro impatto è molto limitato — mi chiedo se ha letto notizie come questa). Come al solito, in Italia la parola va spesso a chi ha poco di concreto da esprimere, e privilegia meta-ragionamenti magari eleganti o dotti (Ferrari sta parlando dei formati in quarto ottavo ecc. e di Manuzio) ma così generali da risultare spesso banali, e che comunque hanno pochissimo impatto sulla realtà e l’innovazione tecnologica. Che barba…
Sempre Ferrari, l’atto di pubblicare per il formato elettronico non ha costi e rivoluziona le gerarchie editoriali, affermazione molto generica e poco condivisibile: chi ha seguito la pubblicazione di un testo sa bene che la stampa è solo uno dei tanti costi da affrontare, tra anticipi, correzione e verifica di bozze, editing del testo, impaginazione e grafica, promozione, ecc. Tutte cose che non si improvvisano, se non a livelli amatoriali (ora è passato al Fedro di Platone…).
Come alcuni di voi si saranno accorti, settimana scorsa Blogbabel ha cambiato aspetto. Avrei voluto scrivere qualcosa prima, ma il poco sonno accumulato in queste ultime settimane e un ritorno di influenza mi hanno fatto rimandare fino ad ora.
Le modifiche rilasciate sono il primo risultato della collaborazione con il team di Liquida (che per chi non lo sapesse ha rilevato Blogbabel ormai quasi due mesi fa), e non sono state solo cosmetiche ma hanno avuto un impatto significativo anche sul backend, la struttura dei dati raccolti, l’ottimizzazione per i motori di ricerca e l’usabilità. Non sto a ripetere qui l’elenco di cosa è cambiato, altri l’hanno fatto prima di me e anche il comunicato stampa di Banzai è abbastanza trasparente al riguardo.
Quello che posso aggiungere a quanto già scritto, sono le mie impressioni dopo un paio di mesi di lavoro a stretto contatto con il team di Liquida. Partiamo dalla cosa più importante: le aspettative che mi ero creato durante la fase di negoziazione, che hanno avuto un peso rilevante nella scelta di vendere a Liquida, sono state ampiamente soddisfatte e anzi superate.
Da Liquida ho trovato entusiasmo, e non solo quel tipo di entusiasmo che dovrebbe contraddistinguere le startup con investitori alle spalle, persone giovani e capaci nel team, e progetti interessanti da sviluppare. Certo, in Liquida non manca tutto questo e quando passo da loro in ufficio mi sembra di respirare una boccata d’aria rispetto all’atmosfera stagnante e piuttosto deprimente del mio lavoro “normale”. Quello che non mi aspettavo è l’accoglienza riservata a Blogbabel, l’energia creativa che ho visto spendere in brainstorming su come valorizzare il lavoro fatto in questi anni, l’attenzione per le specificità del progetto. La differenza emotiva per me che sviluppo rispetto agli anni precedenti è stata enorme, l’entusiasmo (per un progetto che ho partorito e amato per molto tempo) contagioso e mi sono ritrovato a lavorare e immaginare Blogbabel come non succedeva ormai da tanto.
Insieme a questo, trovare nel gruppo persone davvero in gamba con competenze specifiche su SEO, design, usabilità e altre discipline in cui da solo mi barcameno con scarso successo, è servito a scaricarmi da responasabilità che mal sopporto e farmi concentrare su quello che mi piace di più e credo di saper fare meglio: lo sviluppo e la modellazione dei dati.
Come dicevo sopra, il risultato è solo l’inizio di quello che sembra sarà un lavoro lungo, intenso e (speriamo) pieno di soddisfazioni. Nei prossimi giorni, appena mi sono ripreso un po’, vedrò di pubblicare qualche post su alcune tecniche che ho utilizzato per ottimizzare l’accesso ai dati, condito magari da considerazioni un po’ più generali sulle specificità di servizi web di medie dimensioni (o grandi, se guardiamo alle dimensioni del db di Blogbabel che è arrivato a una cinquantina di Gb di dati “live”). Se nel frattempo avete qualche curiosità particolare, chiedete pure nei commenti.
Immagino che alcuni di voi si staranno chiedendo come mai l’asta per BlogBabel è stata ritirata da ebay. Sapevo che la chiusura avrebbe scatenato i (pochi) soliti noti, e che le voci di corridoio sarebbero state che BB non aveva raggiunto un prezzo adeguato, o peggio. Quello che è successo è in realtà molto più semplice: tra le tante offerte e manifestazioni di interesse ricevute in questi giorni ce ne sono state due (edit: tre) particolarmente significative, che al di là del mero trasferimento di codice, dati e dominio prevedevano una collaborazione con idee chiare, e risorse adeguate per sostenerle.
Non è difficile quindi capire che offerte di questo tipo, dove la maggior parte del valore economico dell’operazione non è attribuito alla vendita ma a quello che succede dopo, siano difficilmente paragonabili a quelle “anonime” che avrei ricevuto negli ultimi minuti dell’asta, e proseguire con questo formato non avrebbe solo fatto un torto a chi ha le migliori idee imprenditoriali e può dispiegare risorse significative, ma anche a tutta la fatica e l’impegno messo in BlogBabel in questi anni.
Da qui la sospensione dell’asta che rientra nei termini previsti da ebay, dato che le due offerte in questione altro non sono state che la prosecuzione di colloqui avviati parecchi mesi fa, cui la messa in vendita di questi giorni ha solo dato una accelerata finale. Spero quindi che chi aveva intenzione di partecipare all’asta (per non dire dei soliti, per fortuna pochi, facinorosi che hanno circondato BlogBabel in questi anni) si astengano dal ricorrere ad ebay perchè ne ricaverebbero poche soddisfazioni, dato che gli incontri dei mesi scorsi con chi ha presentato le due offerte sono documentabili in maniera oggettiva.
Questi ultimi giorni sono stati un vero tour de force, ma sono molto soddisfatto di come si è conclusa la vicenda e sono convinto che lo spirito e la tecnologia di BlogBabel verranno valorizzate al massimo nell’immediato futuro, grazie anche a un gruppo di persone entusiaste e con le idee molto chiare.
Un’ultima considerazione su ebay: lo uso da anni sia come venditore che come acquirente, ma non avrei mai pensato che mettere in vendita BlogBabel sarebbe stata una mossa così azzeccata. In un mercato tutto sommato stagnante e molto poco tendente al rischio come quello italiano, le trattative si trascinano per mesi e spesso chi compra adotta di proposto una tattica attendista, ben sapendo che le opportunità sono davvero poche. Mettere all’asta un servizio (e vi assicuro che se non avessi ricevuto offerte complesse che con l’asta poco avevano a che fare, BlogBabel sarebbe stata venduta su ebay) ha innescato due meccanismi: da un lato ha fatto intravedere ad alcuni la possibilità di acquistare qualcosa ad un prezzo basso, inferiore a quello reale e alla portata di budget tutt’altro che faraonici; dall’altro, ha spinto chi già aveva interesse ad un’acquisizione ad accelerare i tempi per cercare di raggiungere un accordo prima della scadenza dell’asta, costringendo a spingere sull’acceleratore e permettendo anche di saltare parecchie delle pastoie burocratico/aziendali (budget, approvazioni, ecc.) tipiche di processi di vendita normali.
Dov’è il nome di chi ha comperato? Per ora da nessuna parte, ho firmato un accordo di riservatezza e per una volta, finalmente, non tocca a me gestire modi e tempi di comunicazione. E credo, d’ora in poi, nemmeno più trattare con i soliti pochi facinorosi. Delle soddisfazioni di questi giorni sicuramente la più a buon mercato, ma non per questo meno gustosa.
PS — se siete tra quelli che hanno collaborato a BlogBabel in passato, abbiate un pochino di pazienza: non mi sono dimenticato di voi.
PPS — la frase “migliori idee imprenditoriali” è un po’ forte e qualcuno se l’è presa, scusatemi ma a questo punto sono davvero cotto e non mi esprimo con chiarezza, avrei dovuto scrivere “le idee imprenditoriali più vicine allo spirito originario di BB”; quello che volevo esprimere era che certe idee (incluse quelle di una terza offerta discussa in extremis e seguita da una puntatona su ebay) mi sembravano valorizzare il mio impegno di questi anni, altre (l’utilizzo come strumento di SEO massiccio ad esempio) un po’ meno.
Ai soliti malpensanti, che sembrano non perdere il gusto della polemica anche ora che BlogBabel è in vendita (e magari cercano di comprarsela dopo avere sostenuto per anni che è un progetto inutile, inaffidabile, e realizzato male), vorrei consigliare di stare attenti con le allusioni diffamatorie. Da utente pluriennale di ebay con feedback del 100% su quasi 200 transazioni, non ho nessuna intenzione (né motivo) di fare giochini al rialzo. Consiglio quindi un po’ di attenzione, perchè stiamo parlando di una trattativa commerciale e la diffamazione in Italia è perseguibile per legge. A buon intenditor…
PS: e magari prima di avanzare ipotesi informatevi, su ebay non si possono bloccare gli utenti con zero feedback ma solo quelli con feedback negativo.
Se la risposta è si e lo vendete a prezzi di realizzo, ve lo prendo volentieri. Anche un N800 andrebbe bene ma è fuori budget.