Motorini in posta. Cosa fate quando avete un pacco pronto da spedire e vi manca il nastro adesivo da imballaggio per chiuderlo? Se siete a Milano probabilmente fate come me, e andate al negozio delle Poste in piazza Cordusio in modo da essere già in zona per la spedizione. Peccato che al negozio delle Poste ci sia di tutto — libri, video, borse in pelle, persino un motorino in esposizione — ma non il nastro adesivo per imballaggio. Un’altra vittima della diversificazione selvaggia. In compenso la signora alla cassa è gentile e simpatica, e afferma sorridendo che lo scotch non c’è apposta, così siamo costretti ad usare le scatole gialle delle Poste (1.80 euro la piccola) che prendono meno botte durante la spedizione perchè vengono trattate con più riguardi.
Ciao ciao Firefox. Il gruppo di sviluppo di Chromium ha sistemato la questione dei font, posso quindi finalmente abbandonare quel mostro famelico di Firefox. Per carità, senza Mozilla e Firefox il web sarebbe più scomodo, ma sinceramente 3-400Mb di RAM per leggere qualche sito e usare un feed reader mi sembrano un po’ troppi. E poi Chromium ha un’implementazione di Javascript che fa veramente la differenza.
Ma vi pare possibile che, avendo un contratto di fornitura elettrica con Enel, mi senta rispondere da un operatore che a) non potrò mai segnalare un guasto perchè i cavi e i contatori sono di AEM, e non sono censiti nei loro sistemi automatici e b) per segnalare problemi devo chiamare AEM.
A me risultava che al fornitore (quello con cui si fa il contratto, che fattura e incassa e — anche se nominalmente — offre il servizio) spettasse fornire i servizi di assistenza clienti e supporto tecnico. Io non ho nessun rapporto formale con AEM, se si rifiutassero di darmi supporto non avrei nessuno strumento per rivalermi.
Possibile che in Italia le cose funzionino sempre al contrario? Possibile che l’onere debba ricadere sui consumatori, invece che essere assunto dalla azienda che fornisce il servizio?
Non mi sembra di aver visto nulla sui quotidiani nazionali a proposito delle supposte richieste di espulsione dell’Italia dal G8:
The Italians have been just awful. There have been no processes and no planning.
E in effetti, come dargli torto: un premier attempato e libertino, con chiare derive autoritarie e che confonde continuamente pubblico e privato; trasporti allo sbando, nel piccolo (trasporti urbani), medio (pendolari) e grande (Viareggio); ricerca inesistente e università in mano a mafie baronali; una classe dirigente con poco ricambio, e in genere (parlo per esperienza) poche competenze specifiche e nessuna attitudine all’innovazione; metà del paese che economicamente arranca dietro l’altra metà, che ultimamente non se la cava poi troppo bene; eccetera eccetera.
L’espulsione dal G8 sarebbe solo la constatazione di uno stato di fatto ormai evidente a molti.
Edit: vedo che la Repubblica ha appena messo in prima pagina un articolo sulla questione.

Mentre il resto del mondo segue con apprensione le vicende iraniane, i blogger nostrani mischiano rivoluzione via twitter e-commerce e distribuzione musicale nel solito pot-pourri generalista e superficiale, qui a Milano ci barcameniamo con il mezzo disastro dei trasporti pubblici, uno dei tanti picchi visibili (e purtroppo sperimentabili) di quell’iceberg sommerso fatto di incompetenza, trascuratezza e svalutazione del merito che sembra contraddistinguere l’Italia di questi anni.
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Milano multietnica. Ieri mentre ritiravo la bici dalla ciclista ucraina con immancabili stivali rossi (che mi dicono siano per loro come le infradito per gli indiani), avevo di fianco un trans brasiliano che aspettava di consegnare la sua. Ogni tanto rimpiango il vecchio ciclista Gilardoni in piazza S. Nazzaro, che quando ero bambino mi faceva discorsi lunghissimi in milanese di cui capivo qui e là qualche parola, ma la piccola babele multietnica che a volte fa capolino qui a Milano non mi dispiace, specie se come ieri ho a che fare con persone gentili, efficienti e che non chiedono cifre esorbitanti per cose normali (la ciclista, non il trans ovviamente).
Genio italiano. Bellissima recensione del film di Sorrentino su Andreotti, in prima pagina oggi sul New York Times. Mi ha fatto venire voglia di andarlo a vedere.
Chi sguazza nel DIY audio saprà quanto è spesso difficile trovare componenti elettronici di qualità a prezzi decenti, non solo in Italia ma anche in Europa. I rimedi spesso sono l’acquisto su ebay (con il rischio di trovarsi poi copie cinesi) e dai distributori americani, e in entrambi i casi si finisce per pagare più per la spedizione e le tasse doganali che per i componenti, e aspettare settimane per il recapito.
Per fortuna ci sono delle eccezioni: una di queste è Banzai Music, un rivenditore tedesco che ho scovato per caso qualche tempo fa. Banzai ha una ottima selezione di materiale per amplificatori audio e per chitarre (tanto per dire trovate un ricco assortimento di condensatori a film tra cui Mundorf, Audionote, ecc. e elettrolitici tra cui gli Elna Silmic II) a prezzi assolutamente competitivi non solo con il resto d’Europa, ma anche con gli Stati Uniti. I costi di spedizione sono davvero bassi, e dato che la merce parte dalla Germania arriva in pochi giorni e senza tasse e dazi aggiunti.
Perchè mi sono deciso a scrivere queste due righe? Beh era un po’ di tempo che volevo segnalare Banzai, se l’avessi scovato prima mi avrei risparmiato un sacco di tempo e qualche soldino, e mi sembrava corretto dare un po’ di karma sui motori di ricerca e fare un piccolo favore a chi legge queste pagine e si diletta con il DIY audio. Quello che alla fine mi ha fatto decidere è il modo eccezionale con cui hanno gestito il mio ultimo ordine: mi servivano pochi componenti per finire un amplificatore che ho in giro da tempo, solo che dopo aver chiuso l’ordine e pagato la bellezza di 10 euro spedizione inclusa, mi sono accorto che mancavano due resistenze. Così scrivo al supporto vendite (di domenica sera) chiedendo di includerle nell’ordine appena fatto e mandarmi una richiesta PayPal per l’ammontare. Per farla breve, non solo le resistenze mancanti sono state aggiunte all’ordine, ma me le hanno regalate. Non so quanti altri si sarebbero comportati così. Adesso però non approfittatevene eh.