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Come è difficile trovare componenti elettronici

12 marzo 2009

1 commento

Chi sguazza nel DIY audio saprà quanto è spesso difficile trovare componenti elettronici di qualità a prezzi decenti, non solo in Italia ma anche in Europa. I rimedi spesso sono l’acquisto su ebay (con il rischio di trovarsi poi copie cinesi) e dai distributori americani, e in entrambi i casi si finisce per pagare più per la spedizione e le tasse doganali che per i componenti, e aspettare settimane per il recapito.

Per fortuna ci sono delle eccezioni: una di queste è Banzai Music, un rivenditore tedesco che ho scovato per caso qualche tempo fa. Banzai ha una ottima selezione di materiale per amplificatori audio e per chitarre (tanto per dire trovate un ricco assortimento di condensatori a film tra cui Mundorf, Audionote, ecc. e elettrolitici tra cui gli Elna Silmic II) a prezzi assolutamente competitivi non solo con il resto d’Europa, ma anche con gli Stati Uniti. I costi di spedizione sono davvero bassi, e dato che la merce parte dalla Germania arriva in pochi giorni e senza tasse e dazi aggiunti.

Perchè mi sono deciso a scrivere queste due righe? Beh era un po’ di tempo che volevo segnalare Banzai, se l’avessi scovato prima mi avrei risparmiato un sacco di tempo e qualche soldino, e mi sembrava corretto dare un po’ di karma sui motori di ricerca e fare un piccolo favore a chi legge queste pagine e si diletta con il DIY audio. Quello che alla fine mi ha fatto decidere è il modo eccezionale con cui hanno gestito il mio ultimo ordine: mi servivano pochi componenti per finire un amplificatore che ho in giro da tempo, solo che dopo aver chiuso l’ordine e pagato la bellezza di 10 euro spedizione inclusa, mi sono accorto che mancavano due resistenze. Così scrivo al supporto vendite (di domenica sera) chiedendo di includerle nell’ordine appena fatto e mandarmi una richiesta PayPal per l’ammontare. Per farla breve, non solo le resistenze mancanti sono state aggiunte all’ordine, ma me le hanno regalate. Non so quanti altri si sarebbero comportati così. Adesso però non approfittatevene eh. :)

Spigolature / 26

19 febbraio 2009

4 commenti

Il mio setup audio da ufficio

Piccola pausa dalla stesura delle slide per i corsi di Python che devo tenere in ufficio nelle prossime settimane, per rompere un po’ il silenzio con qualche pensiero sparso.

Audio, audio, audio. Quello che vedete sopra è il mio piccolo setup audio da ufficio, ghetto style: un vecchio iPod Mini recuperato su ebay a una ventina di euro e diymoddato, un dock con due ottimi (ed economici) condensatori AmpOhm, un Millett Starving Student Hybrid (uscirà a breve un kit con PCB se vi interessa, io dovrei ricevere un prototipo nei prossimi giorni). Ottimo suono per pochi soldi, e soprattutto senza interferenze malefiche dalle pessime porte USB del portatile HP, come avevo prima con il DAC USB.

Django in Italiano. Con un po’ di ritardo faccio gli auguri a Marco (aka The Vice-President aka The Boss) per la pubblicazione di “Sviluppare applicazioni web con Django” per i tipi di Apogeo. Marco ci sa fare, se vi interessa Django fate un salto in libreria.

Redis. Antirez ha annunciato recentemente Redis, un progetto davvero interessante che potrebbe colmare un vuoto che si fa sempre più sentire: “Avete presente memcached? Immaginatelo persistente, e con funzioni piu’ avanzate secondo me irrinunciabili per non avere solo una semplice cache ma una alternativa ai database relazionali.” E ai queue manager, almeno per quello che serve a chi sviluppa applicazioni Internet moderne. Appena ricevo il codice vi racconterò qualcosa in più, se l’autore non ha nulla in contrario.

Letture. Alla fine mi sono stufato, e dopo averci pensato per mesi (anni?) ho preso la strada più semplice: nella sidebar (solo sulla home per ora) vedete una lista dei libri che ho letto e sto leggendo, realizzata senza le API di Amazon o sofisticherie varie, ma come semplice app Django. Man mano vedrò di inserire alcune letture passate, e di utilizzare il campo per  commentare brevemente i libri.

Intervista. Non bisognerebbe citare i concorrenti, quindi fate finta di niente ma andatevi a leggere l’intervista.

Valvole / 3

21 ottobre 2008

8 commenti

Ci è voluto parecchio lavoro, ma il mio nuovo ampli valvolare è decisamente più bello di quello precedente, e suona molto meglio. Piccole soddisfazioni…

Millett Starving Student Hybrid

Rendere comode le cuffie in-ear

14 ottobre 2007

4 commenti

È da un po’ di tempo che ho in mente di scrivere un howto su come rendere piacevole l’utilizzo delle cuffie intra-auricolari, che ormai uso da parecchi mesi con grande soddisfazione. Lo spunto me l’ha dato finalmente un post di Giovy, che mi era sfuggito a suo tempo ma ho recuperato grazie a Lawrence, che ha comprato un paio di cuffie nuove seguendo i consigli di Giovy e ne è assolutamente soddisfatto.

Prima di passare all’howto vero e proprio, ricapitoliamo brevemente cosa sono le cuffie in-ear o intra-auricolari, e soprattutto perchè conviene usarle. A differenza delle cuffie normali, che si appoggiano o si incastrano all’esterno dell’orecchio, le cuffie in-ear hanno una protuberanza che entra dentro il canale auricolare, di fatto occupandolo e bloccando l’ingresso dei rumori esterni: lo stesso principio dei tappi per le orecchie. Questo tipo di cuffie era una volta limitato all’utilizzo professionale come monitor da concerto per musicisti, ma sono diventate recentemente un prodotto di massa grazie alla diffusione dei lettori MP3 portatili e al loro utilizzo in ogni tipo di ambiente e situazione.

Le cuffie intra-auricolari offrono di solito una resa audio più piena, e sono particolarmente efficaci in condizioni rumorose — metropolitana, treni, aerei, autobus o mentre fate le pulizie con l’aspirapolvere acceso — o quando il lettore MP3 non ha un volume sufficiente, come il mio Palm T3. I modelli disponibili sono molti, e vanno dalle costose Etymotic o Shure (derivate direttamente dalle versioni professionali) alle cuffie da poche decine di euro che ormai sono in catalogo di quasi tutti i produttori.

La differenza dei modelli economici  rispetto a quelli di alta gamma  non è solo nella resa audio e nella cura con cui sono costruiti, ma anche nella qualità del rivestimento, il “cappuccio” che viene a contatto con l’interno dell’orecchio. Le cuffie economiche infatti hanno di solito dei gommini che, per quanto morbidi, sono spesso scomodi e non aderiscono perfettamente al canale auditivo, lasciando degli spazi che diminuiscono notevolmente l’isolamento acustico e la resa musicale. Per fortuna, con qualche euro e un po’ di pazienza è possibile costruirsi da soli dei rivestimenti in spugna comodissimi, che non hanno nulla da invidiare a quelli utilizzati sui modelli da qualche centinaio di euro. Per sapere come, continuate a leggere qui sotto.

questo post continua, leggi il resto

Nokia e la musica

22 agosto 2007

3 commenti

Leggo da Luca che Nokia starebbe per lanciarsi nella vendita di musica online, immagino per i propri cellulari. Da possessore di un E61i vedo un solo problema, i cellulari Nokia sono pessimi lettori multimediali:

  • il player preinstallato si comporta come un piccolo iTunes, effettuando una lunga scansione di tutti i brani presenti in memoria e nella scheda; tolto che le esigenze di un cellulare non sono quelle di un desktop o un lettore specializzato tipo iPod dove una libreria audio ha senso, la scansione dei file e la generazione di un archivio sono totalmente inutili su un device che ha 1 o massimo 2Gb di spazio disponibile, e dove quindi i brani vengono cambiati (cancellati, sovrascritti) molto frequentemente
  • il player non ha un equalizzatore
  • il volume massimo ottenibile in cuffia è così debole da rendere impossibile l’ascolto in presenza di qualsiasi rumore esterno, anche con cuffie bene isolate

Per quanto sia soddisfatto dell’E61, credo sia il peggior lettore audio che mi sia mai capitato di provare. Totalmente inutilizzabile.