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Ancora lo Zenacamp

11 maggio 2007

4 commenti

Nel caso non lo aveste ancora visto, vi segnalo il video dello Zenacamp su Orientalia4all, uscito ieri.

I Pythonisti sono più belli

1 aprile 2007

8 commenti

Non ci credete? Guardate qui sotto, e a giugno andate in edicola a prendere Glamour, dove troverete immortalati due dei soci fondatori della neonata associazione Python italiana (di cui parlerò in un prossimo post). E troverete anche (forse) una menzione del Pydinner, che era oggi riunito al completo tranne Antonio, che c’aveva da fà.

Lawrence fotografato per Glamour

Ma se i Pythonisti sono i più fighi, i Rubyisti sono (forse) quelli con il senso dell’umorismo più sviluppato: in venti secondi Chiaroscuro ha sparato un paio di battute non male, visto soprattutto che eravamo al termine di una lunghissima maratona iniziata ieri mattina alle 11:30 da Yahoo!. 1

Come era prevedibile, il RItaliaCamp è stato interessante soprattutto per l’aspetto sociale, le chiacchiere, qualche bella risata, e le ottime (anche se decisamente mal disposte) vettovaglie fornite dal munifico Tombolini. Sul resto non avevo molte speranze: troppi partecipanti, obiettivi fumosi e decisamente poco concreti, e — sorpresa — la peggiore organizzazione tra tutti i BarCamp fatti fin’ora in Italia (con risvolti tra il comico e il grottesco su quella sòla di Second Life), nonostante gli sforzi sovrumani di Theo che ha passato la giornata a correre, spostare, aggiustare e soccorrere. Per fortuna lo ZenaCamp è vicino, credo che sarà tutta un’altra storia.

1 Fatte queste premesse, siamo quindi tutti con il fiato sospeso a vedere come cresce l’ibrido PyRuby, che ha appena iniziato a collaborare a BlogBabel e potrebbe quindi godere delle qualità di entrambi gli schieramenti (meno male che sta a Roma, altrimenti ci rovina la piazza a tutti).

Ecco le immagini

14 dicembre 2006

91 commenti

Ecco le visualizzazioni della blogosfera scaricabili (e stampabili), sugli stessi dati utilizzati per il paginone di oggi di Nòva.

Aggiornamento. Ori0n mi fa notare nei commenti che manca la licenza, eccola qui: Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5 License.

Creatori e muratori

6 dicembre 2006

29 commenti

Tra i tanti post sul Barcamp, quello di Diego è forse il più caustico e, nonostante i soliti buoni propositi di ignorare i troll e dedicare il tempo a qualcosa di più interessante, merita almeno due righe di risposta.

Ho trovato infatti insopportabile il suo distinguo tra “quelli che fanno tecnologia (alleati con i tanti che ne parlano)” e “[quelli] che la tecnologia la usano e la animano cercando di darle un perché”, un concentrato di snobismo e cattive idee (e forse intenzioni) espresso in maniera sottile e perversa. “Nostalgici del contenuto” contro “innovatori della forma”, “umanisti” contro “tecnici”, che si traduce immediatamente nella testa di chi legge in “intellettuali contro manovali”, “artisti contro artigiani” (ma che potrebbe anche essere tradotto da chi non condivide lo snobismo tipicamente italiano verso il “saper fare” in “chi si fa le seghe mentali contro chi crea e realizza”).

Premesso che gli umanisti, quelli veri vissuti qualche centinaio di anni fa, erano anche e soprattutto “tecnici” e “innovatori della forma” (Diego, visto che stai a Roma fatti un giro in Santa Maria della Pace e dai un’occhiata al chiostro, o entra in una qualsiasi delle chiese del Borromini, o osserva “da umanista” i dettagli di uno dei tanti monumenti che ti circondano, poi se ancora hai qualche dubbio ne riparliamo), siamo proprio sicuri che i “tecnici” non generino mai “contenuti”, e che i “contenuti” siano più importanti dei “servizi”? Che chi sa fare sia assimilabile a qualche pessimo ritratto di tecno-burocrate sovietico da film degli anni ’60? O che la concezione di tecnica debba essere quella del razionalismo o del brutalismo, tanto per fare qualche analogia con la storia dell’architettura? Ancora a ragionare con questi schemi, che erano già vecchi quando ero all’università? Mah…

Niente male anche il tentativo di liquidare lavoro e ragionamenti sull’influenza dei blog con un “escludi Grillo/includi Grillo”… Ultimo appunto, ché poi torno a fare il manovale, Diego se non ti commentano è probabilmente perchè non ti leggono, e se non ti leggono è probabilmente perchè il tuo feed non dice mai niente di interessante, dato che non riporta il contenuto degli articoli. Ma tanto ti interessa di più “seleziona[re] straordinariamente il lettorato” che dialogare, no? Osservazione da “tecnico”, lo so, e quindi poco rilevante…

Di ritorno da Torino

3 dicembre 2006

25 commenti

Giornata intensa, faticosa ma decisamente soddisfacente quella di oggi al Barcamp Torino. Non ho le energie per raccontarla, e poi altri l’hanno già fatto meglio di me, come Lele e Davide.

Grazie agli organizzatori che hanno fatto uno splendido lavoro, e ovviamente a tutti quelli che sono venuti a sentirci nel pomeriggio, la vostra partecipazione ci ha ripagato di tante ore spese sulla classifica (che ormai solo classifica non è più da qualche giorno). Per seguire i post del Barcamp di tutti i blog in classifica potete usare questo indirizzo.

Concludo con l’obbligatoria lista di chi ho visto dal vivo per la prima volta (Michele, Eìo, Fullo, Andrea), chi ho rivisto con piacere (azzz siete troppi, oltre ai due citati in apertura Gaspar, Andrea, Matteo, Carlo che non so se ha un blog, chi ho dimenticato?) e il gruppazzo della classifica che c’era (Theo, Eìo, Simone, Fullo, Antonio — che mi sono dimenticato di salutarti) e quelli che non c’erano (Marco — me ne sono ricordato, Boh, Neko — ce l’ho fatta a prendere un’agenda). Al prossimo Barcamp, speriamo di non dover aspettare troppo.

Sei gradi di separazione

1 dicembre 2006

15 commenti

Non sono i famosi sei gradi di separazione della popolazione mondiale ipotizzati dallo scrittore ungherese Karinthy Frigyes, ma quelli un po’ più numerosi della blogosfera italiana. Sto parlando della presentazione che terremo sabato al Barcamp, con un po’ di dati dopo un mese di crawling di tutti i blog in classifica, e delle visualizzazioni che rappresentano graficamente le relazioni tra blog, e i principali centri di aggregazione.

Abbiamo anche individuato il “centro” di tutti i blog in classifica, quello cioè da cui si raggiungono tutti gli altri con il minor numero di link. Chi è? Per saperlo dovrete venirci a sentire. Ci sarà anche qualche annuncio “di peso” riguardante la classifica. Qui sotto un assaggio in scala (molto) ridotta di una delle immagini, riferita alla rete di blog che circondano Eìo.

Degrees of separation

Spigolature / 13

30 novembre 2006

13 commenti

Matteo rinuncia alle slide dichiarando che “la filosofia del Barcamp è contro le slide ed è a favore della trasmissione puramente orale delle informazioni”. Non credo sia il caso specifico di Matteo, e comunque anch’io ho sempre un sacco di problemi a fare delle slide, mi chiedo però quanto sia “filosofia del Barcamp” e quanto cedere ai soliti vizi italiani: pigrizia, pressapochismo e scarso rispetto per il prossimo, clienti utenti o partecipanti a una conferenza, per quanto spontanea, che sia. All’estero infatti c’è chi la pensa diversamente.

C’è da chiedersi come Microsoft riesca a produrre software, almeno stando al bel post di Αριστοτέλης Παγκαλτζής (Aristotle Pagaltzis, hehe non ho resistito, usare UTF-8 servirà pure a qualcosa…) che riprende la questione del menu di shutdown di Windows Vista. Un sacco di link interessanti, tra cui l’imperdibile parabola dei due programmatori, datata 1985 ma (come tutte le parabole che si rispettino) perfetta per i giorni nostri.

Che fare se la vostra ragazza non crede al disastro prossimo annunciato? Altro bel link colto da Ryan Tomayiko sui nuovi survivalists australiani, che si stanno attrezzando per la fine del mondo come lo conosciamo, causa riscaldamento globale / esaurimento giacimenti di petrolio / ecc. Decisamente condivisibile. Io intanto ho rinunciato all’automobile, voi che state facendo?

Appunti di viaggio e cultura

25 novembre 2006

Boh salta il BarCamp per un buon motivo: sarà in India per una conferenza internazionale. Rimedierà (per noi che restiamo a casa) raccontandoci le esperienze di viaggio e qualche aneddoto su usi e costumi indiani, con l’attenzione di chi in quel paese ha vissuto e lavorato per un paio di anni, e l’ha studiato a fondo per la maggior parte della vita. Stay tuned.