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Che noia...

5 feb 2008

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Aggiornamento. Marco mi ha scritto e ci siamo chiariti a vicenda. Lui ha un po' esagerato nel giudicare il mio commento originale, io nella reazione al suo post. Grazie Marco per essere uscito allo scoperto e avermi contattato direttamente, è stato un bel gesto che apprezzo. Avrò un carattere un po' burbero ma le cose poi si chiariscono se c'è la volontà.

Che noia quelli che pretendono l'Open Source sul lavoro di altri, senza capire minimamente perchè in certi casi non ha senso (un servizio è molto diverso da uno strumento, o da una applicazione), e soprattutto senza aver mai donato nulla alla comunità se non un po' di chiacchiere sul proprio blog. E per la cronaca, la mia affermazione “parlo per esperienza su altri progetti Open Source che ho creato o cui ho contribuito” non è “superficiale e spocchiosa”, caro il mio blogger. Prima di scrivere cazzate informati:

Tra l'altro, gli ultimi due progettini sono pezzi di BlogBabel. Certo non sono Linus Torvalds, ma tu dall'alto della comoda turris eburnea da cui sputi sentenze, che hai fatto in questi anni?

Quando un blog fa informazione

28 gen 2008

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Enrica parlava giorni fa dei blog come fonte di informazione e ausilio per il processo democratico nei paesi in via di sviluppo, o dove sono al governo regimi autoritari, facendo l'esempio del Nepal. Ci ripensavo tra ieri e oggi leggendo Voodoo Funk, un blog di un DJ americano che vive a Conakry in Guinea, da dove parte a caccia di dischi rari e sconosciuti. I resoconti dei suoi viaggi incrociano frammenti unici della storia musicale dell'Africa occidentale negli ultimi quarant'anni, con testimonianze su persone, luoghi, e situazioni politiche e sociali. Leggete ad esempio il resoconto della rivolta dell'anno scorso, in gran parte ignorata dai media occidentali, che inizia da questo post e culmina con la fuga da Conakry verso Freetown di notte, in macchina, travestito da improbabile capo della sicurezza dell'ambasciata tedesca. Poi tornate (torniamo) a parlare di MacBook Air, alberelli e classifiche.

The americans have started evacuating last week. the French have a ship with 10 helicopters on hold and we got ordered to fly out of the country by the German embassy on Saturday. There are still flights by Air France but the waiting list is long, the only other European Airline to fly out of Guinea, SN have suspended all flights. We would not have been able to take the dogs along because they would need a proof of vaccination and an implanted chip to enter Europe.

We decided to not leave them behind and packed the car.

I'm typing this from an internet cafe in Freetown.
We made it from Conakry over the border yesterday and it was probably the most adventurous day in my life. Scary, surreal and for sure something I don't want to experience ever again. Lots of military road blocks, all in all 10 of them, or more, very much possible I forgot one or two.

We had drugged our dogs with sleeping pills and valium so they kept quiet and didn't puke all over the car when driving down bumpy dirt roads at high speed. I wore a fake uniform with a clipped on photoshopped fantasy "head of security at German embassy"-ID. Inbetween seats was a stack with give-away T-shirts and bundles of prestacked cash for bribes were deposited in the ashtray. My wife was white as a wall for the entire trip.

They seem to have let a whole otherbreed of soldiers out of the caves, scary motherfuckers with gold teeth, mirrored sunglasses, huge fucking guns,- forget about the usual AK47s or chinese burpguns, these were big, heavy MGs, the kind that come with tripods attached to the barrel. [...]

Sei anni e mezzo

23 nov 2007

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La solita zigzagata notturna questa sera mi ha fatto arrivare su Internet Archive -- che non frequentavo da un po' -- seguendo un post su un servizio sperimentale di stampa via Lulu di libri di pubblico dominio (per 99 cents!). Già che ero lì, ho provato a vedere se restava qualcosa delle vecchie pagine della società di consulenza che avevo anni fa e mi sono imbattuto nel mio primo blog, aperto (e chiuso) nel marzo del 2001, che ovviamente utilizzava un programma autoprodotto poi abbandonato per un wiki, e in cui parlavo di... rugby! Il tempo passa, ma le abitudini sono sempre le stesse...

Qix, versione 3.0

6 ott 2007

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Qualcuno se ne sarà già accorto: ieri sera ho girato la chiavetta e abbandonato finalmente Wordpress (+Lightpress) dopo 3 anni di onorato servizio. Il nuovo software che fa girare questo blog è scritto in Django, ed è la versione monoblog di quella che — spero — diventerà una piattaforma multiblog e multiutente stabile, facile da gestire e con qualche funzionalità interessante, come scrivevo un po' di tempo fa.

Mancano ancora parecchie cose, prime fra tutte il caching delle pagine pubbliche (ora sono tutte generate dinamicamente) e una console di amministrazione su misura, invece di quella standard di Django con qualche modifica che sto usando ora. Altre cose ci sono già (temi, plugin, trackback, weblogs ping, editor WYSYWIG, ecc.), e soprattutto l'applicazione è strutturata in maniera lineare, in modo da permettere a chi mastica un po' Python di estenderla facilmente. Credo infatti (e lo sostengo da tempo) che sia ora che qualcuno sviluppi una piattaforma alternativa a WordPress e MovableType, con un'architettura più semplice e moderna che garantisca prestazioni decenti e una facile estendibilità da parte di sviluppatori, designer e utenti. Non so se sarà la mia, ma intanto ci provo.

Il nuovo software segue la tradizione ufficiosa delle applicazioni Django (e di Django stesso) che dà alle applicazioni il nome di un musicista famoso: Django (Reinhardt), (Duke) Ellington, (Luis Armstrong detto) Satchmo. Il nome che ho scelto è Luambo, in onore di François Luambo Makiadi detto Franco, forse il più grande musicista di rumba congolese — genere musicale che da un po' di tempo accompagna le mie ore di coding.

Oltre al software ho cambiato anche layout: era tempo che volevo qualcosa di più semplice e leggibile, il vecchio layout a tre colonne (che pure ai tempi era abbastanza innovativo) va bene per un blog commerciale, ma mi stava sempre più stretto e insieme a Wordpress finiva per togliermi la voglia di scrivere. Il nuovo layout è stato abbozzato da me e rivisto da Antonio Cavedoni, che è tra i pochi in Italia in grado di coniugare web design e tipografia.

Se avete commenti o curiosità, fatevi sentire nei commenti. E abbiate pazienza se salta fuori qualche bug, vedrò di sistemarlo più velocemente possibile.

Sinceramente non capisco...

25 giu 2007

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Sarò old style, ma sinceramente non capisco la politica web del Sole 24 Ore, che dopo aver lanciato i 100 blog ha rilevato (è notizia di oggi) il 30% di Blogosfere.

Un milione di utenti unici al mese non sono granchè, specie se distribuiti su più di 100 blog dai temi più disparati. Per fare un confronto con altre realtà europee, Blogo a ottobre 2006 (dopo l'acquisizione da parte di Dada hanno smesso di fornire i dati di traffico) faceva due milioni e mezzo di utenti unici su una ventina di blog, WeblogsSL in Spagna il mese scorso ne ha fatti quasi sei su meno di trenta blog. Blogosfere porta quindi a corredo pochi utenti, ma soprattutto una dispersione enorme di contenuti, e nessun primato su temi di massa (e quindi facilmente vendibili) come tecnologia, mobile, o web 2.0.

Può darsi che dietro alla strategia del Sole ci sia una pianificazione di lungo periodo, o sinergie immediate non facilmente visibili dall'esterno, ma sinceramente dal primo quotidiano economico e finanziario italiano mi aspetterei ben altro. Magari prendendo ad esempio (con le ovvie differenze di contenuti, target, e localizzazione) quanto fatto dal Lawrence Journal World, che negli ultimi anni ha fatto incetta di premi come migliore quotidiano online degli Stati Uniti, e ha segnato la strada su cui si sono avviati di recente colossi come il Washington Post e il New York Times. In poche parole, siti di altissima qualità, competenze interne e sviluppo rapidissimo, attenzione esasperata per il proprio pubblico, e una miriade di dati e notizie organizzate e facilmente consultabili per soddisfare gli interessi di nicchia e cogliere, collegare, e fidelizzare i propri lettori.

Tanto di cappello a Marco Montemagno, comunque, anche se non ho mai condiviso la sua visione del blogging e dei rapporti con i collaboratori.

Diario aperto

22 giu 2007

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Ho dato un'occhiata al video che presenta i risultati dell'indagine di SWG e Università di Trieste, e sinceramente l'ho apprezzato poco: il taglio è troppo commerciale (compri questo? compri quello? che ne pensi della pubblicità x? e di quella y? e dei blog aziendali?), e non dice granchè su chi sono blogger e lettori di blog, cosa fanno (a parte comprare on line e vedere pubblicità), e cosa vorrebbero. E poi, c'era veramente bisogno di sprecare un centinaio di fogli di carta? Non sarebbe stato meglio una bella lavagna riscrivibile? Speriamo sia un inizio, e non un punto di arrivo...

Per essere visionari...

23 apr 2007

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...bisognerebbe creare i servizi invece di copiarli. E per la cronaca, non sono frustrato, e la X dopo Q.I. mi aggrada assai.

Il pensiero mi è caduto su un sistema ormai in disuso ma che ha rappresentato l’innovazione spinta per alcuni anni. La posta pneumatica.

Immaginate ora un sistema di trasferimento fisico come quello ma esteso a scala cittadina, nazionale o, perché no, tanto le visioni sono gratuite, mondiale. 30cm. di diametro potrebbe essere lo standard per trasportare qualunque cosa da una parte all’altra del mondo.

Insomma, una Internet fatta di tubi di gomma e cilindretti di ottone. Strano che fino ad ora nessuno abbia avuto un'idea così brillante. Ah sì, ce l'ha già avuta qualcuno, Terry Gilliam in Brazil...

E chissà come mai i sistemi di posta pneumatica che coprivano, ad esempio, Parigi e Praga fino a qualche anno fa sono stati dismessi. Forse il nostro visionario ha trovato una vecchia copia di Wired durante una seduta di meditazione nel bagno di qualche cliente...

Eat Your Own Dogfood

22 apr 2007

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Una massima cara a chi sviluppa, che non tutti sembrano conoscere... (per i dubbiosi, è davvero senza apostrofo).
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